
di Dario B. Caruso
Non è casuale, piuttosto rappresenta una linea politica ben precisa che accomuna drammaticamente tutte le guerre e le rivoluzioni.
Basta fare mente locale e studiare la vita della gente nelle imminenze di un qualsiasi conflitto, piccolo o grande che sia.
Avviene un depauperamento che coinvolge differenti ambiti.
I salari diminuiscono oppure, qualora restino immutati, perdono potere di acquisto. Una famiglia media vede ridurre le proprie sostanze molto più rapidamente.
Si comincia col rinunciare via via alle piccole o piccolissime spese superflue.
Che poi un gelato è da ritenersi una spesa superflua?
I prezzi si impennano, spesso senza una motivazione precisa.
Semplicemente si dice per dinamiche di mercato.
Che tradotto suona così: speculazioni di banche e grandi gruppi finanziari.
In parallelo si impoverisce il linguaggio nella quotidianità, fortemente influenzato dalle televisioni e dai social.
Si perde di vista l’argomentazione ad un pensiero per lasciare spazio all’offesa gratuita e la calunnia fino a toccare profondità raggelanti quali l’ingiuria verbale e in extremis l’attacco fisico.

Mentre il popolo lentamente si impoverisce, i governi tagliano i fondi a quel che un tempo si definiva welfare cioè scuola pubblica, sanità pubblica, servizi al cittadino.
Con questa strategia la gente assiste impotente al declino, in alcuni casi addirittura inconsapevole di ciò che sta accadendo davvero.
A questo punto si identifica un nemico che non esiste, o meglio non è un nemico: è un’altra faccia della povertà incipiente; questo presunto nemico diviene il bersaglio del popolo ormai povero di tutto, anche di cultura.
E di memoria.
Il trucco della povertà viene rispolverato ciclicamente e richiede tempo, determinazione e una serie di eventi concatenati e coincidenti.
L’innesco rappresenta un gioco da ragazzi.
Qualsiasi fenomeno è in grado di premere un bottone, non occorre una laurea e neppure un’intelligenza.
E ricordiamo – a proposito di memoria – che esiste sempre un fenomeno desideroso di passare alla storia per una ragione qualsiasi.
Un fenomeno che non conosce la differenza tra il bene e il male.


