
Intervista esclusiva con il nuovo Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria
di Ettore Grassano
Monferrino doc per nascita e residenza, ma anche alessandrino d’adozione, per aver vissuto nel capoluogo di provincia anni decisivi della sua lunga carriera di dirigente di banca (Banca Popolare di Novara, poi Banco Popolare, poi BPM), e successivamente anche del settore multiutility, ricoprendo diversi ruoli apicali come amministratore del Gruppo AMAG, e come consigliere di amministrazione di GME – Gestore Mercati Energetici S.p.a, Società controllata da GSE – Gestore dei Servizi Energetici S.p.A. e Ministero dell’Economia e delle Finanze.
“Alessandria è casa mia da tanti anni, e quando il consiglio di amministrazione della Fondazione Cassa di Risparmio ha indicato all’unanimità il mio nome per la Presidenza ho avuto un attimo di commozione, soprattutto pensando alla figura dell’amico Luciano Mariano, Notaio e figura di grandissimo valore che tante volte nel mio percorso professionale ho avuto modo di incrociare, e con cui spesso ci siamo confrontati proprio sulla nostra provincia, così ricca di potenzialità sia sul fronte economico che culturale, e anche così orgogliosa delle sue diverse identità territoriali, che è giusto rispettare, e valorizzare”.
In questa intervista esclusiva proviamo a capire dalle parole del neo Presidente quali saranno i ‘capisaldi’ dell’azione della Fondazione CrAl nei prossimi anni, e in quali direzioni il principale ‘motore economico’ del territorio intende muoversi.

Presidente Arrobbio, poche settimane forse sono poco per chiederle un ‘business plan’ articolato dei progetti futuri della Fondazione CrAl, ma certamente un’idea già se l’è fatta..
Sono operativo a Palatium Vetus dall’11 maggio, e già nei primi giorni ho avuto l’impressione di una macchina ‘ben oliata’, che funziona con grande professionalità in tutti i suoi ingranaggi. I numeri del bilancio 2025 approvato a fine aprile del resto parlano da soli, con erogazioni record di oltre 8 milioni di euro previste per quest’anno, e un avanzo di gestione pari a 12.204.504 di euro, in crescita rispetto agli 11.874.860 di euro dell’esercizio precedente. Ovviamente però siamo già al lavoro per capire su quali asset strategici puntare in maniera decisa nei prossimi anni, tenendo sempre ben presente da un lato la natura bancaria della nostra Fondazione, dall’altra il suo essere ‘motore’ del territorio in tante direzioni, a partire dal sociale, dalla ricerca medico scientifica, dalla cultura nelle sue diverse declinazioni.
La provincia di Alessandria ha depositi bancari pro capite rilevanti, eppure i player che stanno investendo sul territorio, a partire dalla logistica, sono quasi tutti grandi gruppi che vengono da fuori..
Questo è un punto rilevante su cui riflettere. Gli alessandrini (ma forse dovremmo dire anche i piemontesi) hanno tante risorse finanziarie, ma la propensione ‘a fare impresa’ sembra in diminuzione. Probabilmente una Fondazione come la nostra deve sapersi porre maggiormente ‘in ascolto’ rispetto alle esigenze delle imprese, locali e non. Un tempo esisteva una banca del territorio, con forte vocazione al sostegno del tessuto produttivo, industriale e artigianale. Oggi ci sono gruppi bancari di grande solidità, a partire dal Gruppo Banco BPM di cui la Fondazione Cassa di Risparmio è azionista, ma non c’è più ‘la banca’ locale. E’ un tema che merita approfondimenti, a partire da un confronto con Confindustria e con l’associazionismo d’impresa in termini più ampi. Un nostro consigliere di amministrazione, Luigi Bonzano, appartiene ad un’importante dinastia imprenditoriale: conosce a fondo le esigenze delle imprese, e confido che anche da lui possano arrivare indicazioni importanti.
Presidente, lei ha fatto cenno anche all’università, e in particolare alla ricerca in ambito medico scientifico: L’Irccs ha avuto nei giorni scorsi un’ufficializzazione importante, il campus universitario è un progetto ampiamente avviato. Su entrambi la Fondazione ha svolto un ruolo decisivo. Continuerete ad investire in questa direzione?
Certamente sì. Il polo alessandrino dell’Università del Piemonte Orientale nell’ultimo decennio ha compiuto passi da gigante, sul piano dell’offerta formativa e dell’attrattività: i numeri degli iscritti sono lì a dimostrarlo. Il campus degli Orti rappresenta un ulteriore salto di qualità, e la Fondazione continuerà a sostenere il percorso in maniera significativa. La ricerca medico scientifica, in particolare, è ormai sull’asse Alessandria Casale un asset importante, e in costante crescita: il primo Irccs pubblico del Piemonte, per il quale Antonio Maconi ha ricevuto anche di recente importanti tributi pubblici dallo stesso Ordine dei Medici, è ormai da pochi giorni una conquista certa, e con la Fondazione Solidal, nostra emanazione presieduta dallo stesso Maconi, abbiamo dimostrato in questi anni che solidarietà e ricerca per la salute sono un binomio che può dare ottimi frutti. Ora l’Irccs dovrà decollare, con la nascita di un’apposita Fondazione per la sua gestione, ma noi non smetteremo di esserci: ricordo che il vice Presidente Mercogliano è stato un apprezzato cardiochirurgo, e le sue competenze in ambito socio sanitario saranno certamente preziose per la Fondazione CrAl.

Cultura e sociale, due comparti a cui la Fondazione ha dedicato, negli ultimi anni un’attenzione fortissima. Il Presidente Mariano ci disse una volta: ‘non c’è piccolo paese in cui non siamo intervenuti per recuperare un’opera d’arte, o per sostenere il volontariato”…
E’ effettivamente così, la Fondazione CrAl ha una forte vocazione al presidio capillare delle comunità locali del territorio, e sa sostenere le loro esigenze, sia sul piano culturale che sociale e socio assistenziale. Del resto i dati ci confermano sempre più che la cultura, se gestita con intelligenza, è anche un moltiplicatore di ricchezza, perché un’offerta culturale di livello diventa attrattiva per un crescente numero di turisti non solo italiani ma anche stranieri. Ancora una volta faccio riferimento alle competenze del nostro consiglio di amministrazione: il dottor Livraghi, tra l’altro direttore del Museo Alessandria Città delle Biciclette, è un qualificato storico locale, l’architetto Rossana Balduzzi un’apprezzata scrittrice. Entrambi sapranno essere consulenti preziosi sul fronte culturale, e non solo. Insomma puntiamo moltissimo sul lavoro di squadra, per fare in modo che la Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria sia, sempre più, il motore del territorio, e ne sostenga la crescita in tutti i suoi comparti più strategici”.

Bilancio 2025: al territorio sostegno record di oltre 8 milioni di euro
Sono da record i numeri del Bilancio 2025 della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, che consentirà di erogare, nel corso del 2026, oltre 8 milioni di euro (+30% rispetto al 2025) erogati tramite progetti propri, progetti di terzi e bandi, attraverso un percorso che ha finora garantito la massima trasparenza operativa della Fondazione.
Altri risultati significativi riguardano l’avanzo di gestione pari a 12.204.504 euro in crescita rispetto a 11.874.860 euro fatti segnare dall’esercizio precedente.
I fondi per l’attività erogativa per il 2026 sono così suddivisi: 2.300.00 di euro destinati ai Grandi Progetti Propri, 2.700.000 euro a Progetti Propri da individuarsi nel corso dell’anno, 3.000.000 di euro a Bandi tematici e Progetti di Terzi a cui si sommano l’accantonamento di legge al Fondo Unico Nazionale per il Volontariato (325.453 euro) e quello al Fondo Iniziative comuni ACRI (23.799 euro).
L’ottimo risultato è frutto dell’aumento dei dividendi distribuiti da Banco Bpm e Cassa Depositi e Prestiti rispetto all’esercizio precedente, confermando l’importanza strategica delle due partecipazioni. A questo va aggiunta la buona performance del portafoglio finanziario nella sua interezza. La crescita dei riferimenti patrimoniali e di mercato di Banco Bpm hanno consentito inoltre una ripresa in aumento del valore della partecipazione iscritta in bilancio.
Intervista tratta da Unindustria 1/2026


