
Il mosaico “SiAmo SanSa” incanta la festa patronale. Non si è trattato di normali tessere colorate, ma 8000 figurine della collezione dell’album realizzato con i volti dei sansalvatoresi
C’è un’immagine che più di ogni altra resterà impressa nella memoria dei sansalvatoresi dopo l’ultima festa patronale: un gigantesco mosaico che, tessera dopo tessera, ha preso vita sotto gli occhi dei passanti. Non si è trattato di una semplice installazione artistica, ma di un’opera collettiva composta da ben 8000 figurine ritraenti i volti degli abitanti, raccolte dai visitatori tra le varie attrazioni della giornata. Il risultato finale, svelato al calar del sole di domenica, è un monumentale tributo all’identità locale che raffigura la Torre Paleologa, simbolo indiscusso e “luogo del cuore” della città. Il titolo scelto, “SiAmo SanSa”, racchiude in un gioco di parole l’essenza stessa dell’iniziativa: l’idea profonda che ogni singolo individuo, con la propria presenza e il proprio contributo, sia parte integrante del volto e dell’anima della comunità.
La realizzazione del mosaico ha rappresentato il culmine di un weekend ricchissimo di emozioni e novità, inserendosi nelle celebrazioni per il 410° anniversario del miracolo della Madonna del Pozzo. Questa ricorrenza, che dal lontano 1616 anima la fede e il folklore locale, è stata omaggiata quest’anno anche dal talento dei madonnari, che hanno trasformato l’asfalto in una galleria d’arte a cielo aperto riproducendo sacre effigi mariane. A portare una ventata di freschezza e allegria tra le vie del centro ci ha pensato la giovane Monferrina, interpretata da Lucrezia Isola, che ha vestito i panni della maschera locale dispensando sorrisi, fiori e caramelle a grandi e piccini.
Il programma dei festeggiamenti era iniziato già il sabato mattina con il taglio del nastro di due esposizioni molto apprezzate: “SanSa URBEX” e il nostalgico viaggio di “Rewind ’80”. La serata inaugurale ha poi visto la Proloco protagonista di una raffinata “Cena di Gala”, seguita dal ritmo travolgente degli “On Stage” che hanno fatto ballare il pubblico sulle note dei più grandi successi degli anni Ottanta. La domenica è stata invece caratterizzata da un risveglio musicale insolito e frizzante grazie alla street band “Donkey Stuzzica”, capace di portare le proprie note ovunque: dai vagoni del trenino turistico fino alla terrazza di Palazzo Carmagnola, creando una colonna sonora itinerante che ha avvolto piazze e vicoli.
Tra i banchetti del mercatino carichi di idee regalo e le esibizioni che si sono susseguite per tutta la giornata, il pubblico ha potuto applaudire il mago Canticchio, le coreografie delle ragazze di “Dance of Life” e l’energia del DJ set firmato da Matteo GK. La chiusura della kermesse è stata affidata al talento istrionico di Raffaello Corti, che con il suo show “FacceStaMagia” ha trasformato una piazza gremita in un unico coro di risate e applausi. Una festa che, tra innovazione e tradizione, ha saputo ribadire un concetto semplice ma potente: San Salvatore non è solo un luogo sulla mappa, ma un mosaico di persone che splende della luce di tutti i suoi abitanti.


