
di Ettore Grassano
“Prima ci fu la pandemia, poi per anni le tensioni legati all’incertezza dello scenario internazionale, con le diverse guerre e la conseguente instabilità economica: fase non ancora conclusa, e anzi soggetta a variazioni di settimana in settimana. A me pare che, dato il contesto, il sistema piemontese delle imprese sin qui abbia retto bene: e prima o poi dovrà pur tornare il sereno”. A riflettere ad alta voce non è un cittadino qualunque, ma Gian Paolo Coscia, nei mesi scorsi confermato, per acclamazione, alla Presidenza della Camera di Commercio di Alessandria e Asti per il prossimo quinquennio, e fino a novembre 2026 anche Presidente di Unioncamere Piemonte. Figura dai toni moderati, abituato ad ‘appoggiarsi’ a dati e numeri, Coscia è egli stesso imprenditore, nel mondo agricolo, e in quest’ultimo anno ha seguito con grande attenzione anche le ‘tensioni’ in quel settore, del resto da sempre strategico per l’economia piemontese: “Agricoltura nella nostra regione fa rima con eccellenza, se guardiamo ai diversi territori troviamo una tale quantità e qualità di prodotti, e fatturati, tali da rendere questioni come il Mercosur e la Pac, ma anche il costo dei carburanti e delle materie prime decisive per tutti, non solo per gli agricoltori”.

Presidente Coscia, qual è lo stato di salute delle imprese alessandrine e astigiane?
Le nostre imprese operano in un contesto, internazionale e nazionale, da cui non è possibile prescindere, ovviamente: ma nonostante l’incertezza legata alle tensioni belliche, ai costi dell’energia, alle politiche dei dazi, e in qualche caso anche a scelte dei decisori europei non proprio favorevoli al nostro Paese, gli imprenditori piemontesi in generale, alessandrini e astigiani in generale, continuano a credere al proprio ruolo, non solo economico ma anche sociale, e a investire sul futuro. Chiaramente con una situazione un po’ ‘a macchia di leopardo’, in relazione ai comparti.

L’export, nonostante ‘l’altalena’ dei dazi, continua ad essere un punto di forza?
Assolutamente sì, lo dicono i numeri: Alessandria esporta prodotti per circa 5,4 milioni di euro l’anno, Asti circa 2,6 milioni. Complessivamente si superano gli 8 milioni di euro, e gli indicatori continuano ad essere positivi. La parte del leone la fa certamente il distretto orafo di Valenza, nonostante le oscillazioni del mercato dell’oro e l’instabilità in Medio Oriente, ma altri comparti significativi sul fronte esportazione sono prodotti chimici e fertilizzanti, bevande (e non si intende solo vino) e metalli di base. Il primo mercato di riferimento è rappresentato dai Paesi dell’Unione Europea, e dalla Svizzera, mentre gli States (a proposito di dazi, ndr) ‘pesano’ per circa il 6,3%. Seguono poi i paesi del centro e sud America: Messico, Brasile, Argentina.

Lei ha dichiarato che le sfide del futuro sono innovazione e intelligenza artificiale..
Lo confermo, ovviamente anche qui con una ‘declinazione’ rispetto alle esigenze del nostro territorio. Mi spiego: oggi siamo un Paese di oltre 60 milioni di persone, ma le proiezioni statistiche prevedono una decrescita demografica importante nei prossimi vent’anni. Le province di Alessandria e Asti non sfuggiranno a questo trend, e già oggi siamo territorio con una media anagrafica piuttosto elevata, e mediamente benestante. E’ chiaro che questo modificherà fortemente anche le dinamiche economiche future, e che l’intelligenza artificiale sarà decisiva per ‘tarare’ le esigenze della popolazione, e per soddisfarle. Non solo: il nostro territorio ha forte bisogno di nuova formazione professionale qualificata. Mi auguro che nei prossimi anni possano vedere la luce nuovi ITS dedicati in particolare ai settori della meccatronica e dell’agroalimentare.

I processi di innovazione ‘impattano’ anche sulle attività della Camera di Commercio? Cosa vi chiedono oggi le imprese?
L’innovazione è asset fondamentale tanto per le imprese, quanto per noi che siamo al loro servizio. Digitalizzazione, pec, firma digitale, spid, fascicolo aziendale sono solo alcuni degli strumenti, oggi essenziali, che mettiamo a disposizione delle nostre imprese, unitamente ai percorsi formativi necessari per utilizzarli. Anche qui cito un numero: fino a qualche anno fa il rapporto tra imprese e burocrazia era estremamente faticoso, e l’Italia veniva collocata al 28esimo posto (su 29!) per capacità di innovazione. Oggi siamo al 15esimo: che ancora non è sufficiente, sia chiaro. Però è un bel segnale.

Export significa, oltre a dazi ormai spesso variabili, anche una miriade di altre regole, che variano di Paese in Paese: supportate le imprese anche su questo fronte?
Sì, in particolare attraverso Ceipiemonte, il Centro Estero per l’Internazionalizzazione che ha come mission proprio il supporto alle imprese piemontesi sui mercati esteri, sia sul fronte della formazione del personale e delle tematiche tecnico-normative, che su quello della promozione dei prodotti.

Presidente Coscia, per innovare e fare investimenti serve liquidità. Il sistema bancario supporta le imprese in modo adeguato?
Direi di sì, il dialogo con il mondo del credito è costante, e la disponibilità dei nostri istituti bancari a fare la propria parte c’è tutta. Fondamentale poi anche il ruolo dei Confidi, che in Piemonte costituiscono una rete importante di supporto finanziario per le nostre imprese.

Gli imprenditori piemontesi ci credono ancora insomma: non esiste una tendenza significativa a dismettere l’attività, magari vendendo a stranieri, per ritirarsi a vita privata?
No, qualche caso di vendita di aziende c’è naturalmente, ma rientra all’interno delle normali dinamiche del mercato. E poi ci sono, nel caso delle piccole e piccolissime imprese famigliari (penso alla ristorazione, ma non solo) le classiche dinamiche di chiusura di attività, ma ampiamente compensate da nuove aperture.
Semmai si avverte, forte, il problema del ricambio generazionale: non solo a livello di proprietà, quando i figli decidono di fare altro nella vita, rispetto ai genitori e magari ai nonni. Ma anche a livello di personale e maestranze: si pensi ad un settore come quello orafo, e a quanto è importante che determinate professionalità non vadano disperse. Oppure a comparti come quello dell’intermediazione immobiliare, dove in questi anni la Camera di Commercio, insieme ad una serie di importanti partner, ha messo a punto l’innovativo progetto Clara Condicio, proprio finalizzato ad un rafforzamento sia etico che di competenze delle nuove leve che anno dopo anno si avvicinano a quella delicata professione. Insomma, la Camera di Commercio di Alessandria e Asti è impegnata in prima fila, e su diversi fronti, nel sostegno a tutto campo delle nostre imprese. E nonostante l’evidente precarietà del mondo di oggi, gli elementi per essere ottimisti non mancano: gli imprenditori non mollano mai, e sanno sempre trasformare il cambiamento in opportunità.

Da qualche anno ormai la Camera di Commercio è Alessandria e Asti: fenomeno di aggregazione che ha caratterizzato e sempre più caratterizzerà anche altre realtà del mondo associativo e delle professioni. Questo quali cambiamenti comporta, e quali vantaggi?
Alessandria e Asti vengono ormai pensate e vissute, da chi fa impresa come da chi opera nel mondo dell’associazionismo e delle professioni, come area vasta che, ferme restando alcune peculiarità dei diversi territori, sta sempre più puntando su strategie di integrazione per quanto riguarda progetti comuni, iniziative, promozione del territorio. Pensando in particolare al mondo industriale, sono evidenti i vantaggi, in termini di economia di scala e gioco di squadra, in settori come la plastica, l’enomeccanica, e più in generale la meccatronica. Ma il percorso è ancora in parte da sviluppare, con prospettive interessanti, ad esempio, sul fronte della formazione professionale: e penso ai già citati ITS. La sostanza è che dobbiamo saper cogliere, tutti insieme, i vantaggi derivanti da questo percorso aggregativo, e trasformarli in ‘lievito’ per la crescita dell’economia di questa parte di Piemonte.

Ai vertici della Camera di Commercio dal 2013
Gian Paolo Coscia a gennaio 2026 è stato riconfermato alla guida della Camera di Commercio di Alessandria e Asti per il prossimo quinquennio. È presidente dell’ente camerale alessandrino dal 2013, e dal 2021 della nuova realtà, dopo l’accorpamento. Dal 2020 è anche alla guida di Unioncamere Piemonte, confermato nel 2023 fino a novembre 2026. Imprenditore agricolo, Coscia ha ricoperto in passato altri importanti incarichi all’interno del mondo dell’associazionismo imprenditoriale, tra cui la Presidenza di Confagricoltura Alessandria e Confagricoltura Piemonte, e la Presidenza della Centrale del Latte di Alessandria e Asti.

Tutti i nomi della Giunta, e del Consiglio
Il nuovo Consiglio Generale della Camera di Commercio di Alessandria e Asti è composto da 19 membri, in rappresentanza delle diverse categorie imprenditoriali presenti nel territorio di riferimento. I consiglieri sono Gian Paolo Coscia e Monica Monticone per l’Agricoltura; Valentina Bianchi, Renato Goria (vice presidente uscente, già a capo della Cciaa di Asti) e Maurizio Miglietta per l’Industria; Adelio Ferrari e Stefania Gagliano per l’Artigianato; Claudio Bruno, Edoardo Cei e Alice Pedrazzi per il Commercio; Maurizio Caredio per Trasporti e Spedizioni; Piero Amarante per il Turismo; Pier Franco Marrandino per Credito e Assicurazioni; Maurizio Serpentino per la Cooperazione; Mauro Gandolfo e Carlo Volpi per i Servizi alle Imprese; Mirko Oliaro per i Sindacati; Bruno Pasero per i consumatori; Marco Colombo per i Liberi professionisti.
La nuova Giunta Camerale, eletta il 15 gennaio 2026, è costituta da Adelio Giorgio Ferrari per il settore Artigianato, Erminio Renato Goria per l’Industria, Monica Monticone per l’Agricoltura, Alice Pedrazzi per il Commercio e Maurizio Serpentino in rappresentanza del settore Cooperativo.
Intervista realizzata per il periodico Unindustria, 1/2026




