L’occhio di Caino [Il Flessibile]

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di Dario B. Caruso

Poi un giorno mi imbatto in una mostra di un artista che non conoscevo.
Mea culpa.
Un artista che ha ricevuto numerosi riconoscimenti e di cui tutti dovremmo conoscere le opere.

# iosonocaino si definisce visual artist e come ogni artista che sia tale risveglia le coscienze o – quantomeno, visto che non tutti ne siamo dotati – mette l’osservatore in condizioni di non chiudere gli occhi.

Attraverso l’uso della lacerazione e del collage, # iosonocaino attraversa la barriera temporale e accomuna due tempi storici lontani.
È così che una Madonna col Bambino duecentesca si fonde con una madre che stringe al petto il suo bambino morto.
L’ultima cena di Leonardo si apre a metà per lasciare spazio al popolo di Gaza che sporge ciotole vuote.
Il quarto stato di Pellizza da Volpedo lascia spazio a ragazzi che avanzano ma con gli occhi bassi sullo smartphone.
Decine e decine di suggestioni che richiamano l’esempio di Mimmo Rotella e invitano ad andare oltre come le tele tagliate di Lucio Fontana.

# iosonocaino è il nostro terzo occhio, ci istiga a non guardare in superficie, ci sollecita a vedere la sostanza, ci incita a non stare fermi.
La distrazione è solo un peccato veniale, l’indifferenza è un peccato mortale.


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