
Per l’Amministrazione Comunale e i vertici della (ormai ex) multiutility “l’operazione rappresenta un passaggio fondamentale nel lungo cammino di trasformazione del Gruppo, in grado di sostenere un piano di investimenti significativo sulla rete e di valorizzare le competenze interne”.
La realtà prosaica è che uno dei due asset rimasti al Gruppo Amag, ossia le infrastrutture per la distribuzione del gas (l’altro asset è rappresentato dagli acquedotti), è in vendita, e qualcuno è già pronto a dare anche un nome all’identikit di quel “soggetto industriale solido, strutturato e con adeguate capacità finanziarie, in grado di sostenere un piano di investimenti significativo sulla rete e di garantire continuità, efficienza e innovazione nel lungo periodo”, di cui parla in una nota aziendale il presidente del gruppo, Stefano Franciolini, commercialista genovese approdato tra Tanaro e Bormida circa un anno fa, con la chiara mission di vendere, o come si dice oggi ‘valorizzare’.
In attesa, dunque, di ‘valorizzare’ i rifiuti procediamo con le reti del gas. Poi al comune di Alessandria resterà ben poco da vendere, e sarà un ente destinato all’ordinaria amministrazione burocratica e stradale. Facesse almeno bene quello, commenterà qualcuno. Intanto, però, assistiamo al definitivo smantellamento della multiutility pubblica, grande progetto delle giunte di sinistra della seconda metà del Novecento. Largo alle Spa quotate in Borsa, e alla logica del business. Servizio pubblico addio.



