
Sabato 11 aprile, passeggiata archeologica alla scoperta della risorsa acqua negli aspetti di vita pubblica e privata: dalle fontane alle terme, al sistema di approvvigionamento idrico attraverso l’acquedotto
“Regina Aquarum”, regina delle acque, questo era l’appellativo dell’antica Roma; Libarna, città romana, con il suo nome dall’origine etrusca che significa “specchio d’acqua, porto sicuro, sorgente tra i monti”, è testimone del legame ancestrale con l’acqua.
“Storie d’acqua. Le forme dell’acqua nell’antica città romana di Libarna”, è il tema della prima passeggiata archeologica della nuova stagione di eventi “Al tempo degli Dei”, che prende il via sabato 11 aprile alle ore 15.00 nell’area archeologica.
Valentina Barberis, archeologa e Direttrice di Libarna, con Paolo De Vingo, docente di Archeologia cristiana e medievale dell’Università di Torino, accompagneranno i visitatori in questo percorso di approfondimento.
L’acqua, allora come oggi, è l’elemento che ha sempre rappresentato un bene prezioso e sorgente di vita per tutte le popolazioni.
Nel mondo romano l’acqua non era solo una risorsa gestita in termini ingegneristici, ma ha sempre rappresentato elemento e spazio sacro, infatti si credeva che le fonti fossero abitate da divinità minori, ninfe e altre divinità acquatiche, molto presenti nella vita quotidiana di agricoltori, pastori e viandanti, risorsa indispensabile per tutti i fabbisogni della popolazione.
Le fontane rappresentavano il punto di incontro tra la straordinaria ingegneria idraulica degli acquedotti e la profonda venerazione religiosa per le sorgenti.
Nel mondo romano gli acquedotti non servivano solo per soddisfare il fabbisogno d’acqua da bere, ma approvvigionavano, con notevoli volumi, fontane pubbliche, che si trovavano lungo le vie urbane, e private, i bagni pubblici e le terme dove si poteva socializzare.
Una particolare attività commerciale che necessitava di grandi quantitativi d’acqua era la fullonica, tintoria romana; famosa è quella di Stephanus a Pompei, ma anche a Libarna è possibile riconoscerla tra i resti, a testimonianza della viva e fiorente vita economica.
Durante il percorso di visita nel quartiere dell’anfiteatro di Libarna è possibile ammirare ancora alcuni pozzi, anch’essi manufatti collegati al sistema idraulico.
Saranno questi gli argomenti raccontati dagli archeologi nella passeggiata dedicata alle storie d’acqua.
L’iniziativa è realizzata con il contributo della Fondazione della Cassa di Risparmio di Alessandria e la collaborazione con Egato6, l’Ente di governo dell’ambito territoriale ottimale alessandrino che si occupa della gestione delle risorse idriche.


