
Il territorio alessandrino si trova a un bivio storico. Di fronte alla crescente pressione per l’insediamento di mega impianti fotovoltaici, data center e infrastrutture energetiche, il Comitato “Salviamo le Cascine’ ribadisce la propria ferma posizione: lo sviluppo tecnologico non può e non deve avvenire a spese del patrimonio agricolo e paesaggistico della nostra provincia.
La provincia di Alessandria è attualmente una delle aree più colpite a livello nazionale dalla prolifera zione di parchi fotovoltaici a terra. Progetti che, se realizzati, trasformerebbero migliaia di ettari di suolo fertile in una piattaforma industriale a cielo aperto, cancellando l’identità rurale che da secoli caratterizza il nostro territorio.
Il Comitato non si oppone alla transizione energetica, ma ne contesta le modalità attuative.
“Sosteniamo una transizione che sia realmente sostenibile e intelligente”, l’energia pulita deve
essere prodotta dove il suolo è già compromesso: tetti di capannoni, aree industriali dismesse,
cave abbandonate e parcheggi. Sottrarre terra coltivabile all’agricoltura per produrre energia è
un paradosso ambientale ed economico”.
Le comunità locali esprimono forte inquietudine per un modello di sviluppo che appare calato
dall’alto, spesso guidato da grandi fondi d’investimento esteri che vedono nel nostro paesaggio
solo una risorsa da sfruttare.
I rischi evidenziati dal Comitato sono molteplici:
Perdita di biodiversità e distruzione del paesaggio agrario storico.
Identità e paesaggio: La trasformazione di terreni storici in “zone industriali energetiche”
snatura il volto dei nostri borghi e delle nostre frazioni.
Economia agricola a rischio: La sottrazione di terreno fertile non colpisce solo gli agricoltori di oggi, ma ipoteca il futuro delle nuove generazioni, rendendo impossibile il ricambio generazionale in agricoltura a causa dell’impennata dei prezzi degli affitti e dei terreni.
Sicurezza e idrogeologia: Esiste un timore reale per le alterazioni del microclima locale e per la gestione delle acque piovane su aree così vaste coperte da pannelli, che potrebbero aggravare le criticità idrogeologiche già presenti in alcune zone della pianura.
ll Comitato “Salviamo le Cascine” chiede alla Regione Piemonte di agire con urgenza per definire le “aree idonee” e bloccare la deregolamentazione che sta permettendo questo consumo di suolo indiscriminato. Alessandria non deve rassegnarsi a essere sacrificata sull’altare di una transizione energetica gestita solo in termini di profitto; la vera ricchezza del nostro futuro risiede nella tutela del suolo, nella sicurezza alimentare e nella valorizzazione del nostro patrimonio storico.
Comitato Salviamo Le Cascine
Il Presidente Giancarlo Rossi



