Bigotti (BBBell): “Digitalizzare i dati non basta: occorre gestirli in sicurezza. Digital divide? Ponti radio spesso più efficaci della fibra”

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di Ettore Grassano

“Oggi fare il Sindaco di un piccolo comune è decisamente più complicato di 25 anni fa, quando entrai in consiglio comunale a Borgoratto. Eppure, dopo tre mandati per complessivi 16 anni da primo cittadino, mi ricandido. Amo troppo il mio paese, non ho saputo dire no neppure questa volta. Con una speranza che è anche un obiettivo, se dovessi essere rieletto: far crescere, nei prossimi cinque anni, un giovane, o una giovane, che vogliano raccogliere questa eredità nel 2031. Così potrò dedicarmi pienamente alle sagre, e alle tante attività benefiche e di solidarietà che contraddistinguono Borgoratto”. Ogni anno ci piace cominciare l’intervista con l’imprenditore/manager Simone Bigotti, Socio e Amministratore Delegato di BBBell, e figura di primo piano nel mondo delle telecomunicazioni, con una piccola ‘finestra’ sul suo impegno civico, che lo vede da tanti anni dedicare tempo e impegno al suo paese, Borgoratto Alessandrino, dove a fine maggio si ricandiderà al ruolo di Sindaco alle elezioni amministrative. Un doppio ruolo, quello di imprenditore e amministratore locale, che ha certamente sempre permesso a Bigotti di mettere a disposizione della sua comunità le sue competenze nel mondo TLC e digitalizzazione dei dati, ma anche probabilmente di utilizzare, nella definizione delle strategie aziendali, quella sensibilità di amministratore pubblico che sa di cosa davvero hanno bisogno i cittadini, ma anche gli enti locali e le imprese del nord ovest. A distanza di un anno dal nostro ultimo incontro, cerchiamo di capire conversando con Simone Bigotti quali sono oggi le reali esigenze di privati, aziende e pubblica amministrazione rispetto alla ‘partita’, sempre più delicata, delle telecomunicazioni, della digitalizzazione dei dati e delle informazioni ma anche, e soprattutto, della loro conservazione garantita e sicura. Senza dimenticare, naturalmente, la questione degli strumenti di controllo a distanza per la sicurezza, e quel ‘Digital Divide’ che ancora, dopo un decennio di slogan e promesse, tende a ridursi troppo lentamente, con ampie zone di territorio (anche in pianura, non solo in collina o montagna) ancora alle prese con un’offerta di servizi TLC di vecchia generazione.

Partiamo dalla digitalizzazione dei dati, sfida e necessità di tutti, dalle pubbliche amministrazioni alle imprese: a che punto siamo oggi in Piemonte?
Ci sono due universi: la pubblica amministrazione (che riguarda tutti noi cittadini: pensiamo ai nostri dati in mano al comune, o alla Asl), e le aziende. Per la PA la digitalizzazione dei dati è un obbligo di legge, e la migrazione dalla carta al digitale è ormai, almeno da noi in Piemonte, se non al 100%, diciamo al 98%: decisive da questo punto di vista si sono rivelate le risorse del PNRR. Poi ci sono le aziende, e qui la situazione è ‘a macchia di leopardo’, soprattutto per quanto riguarda le modalità di archiviazione e salvataggio, che in questo processo sono decisive.

Eh sì, perché la questione vera è proprio questa: chi ci garantisce che i nostri dati di salute o finanziari da un lato non vadano persi, dall’altro siano ‘al sicuro’?
Lo sappiamo bene, per questo è fondamentale che tutti, da comuni e PA in generale alle banche, si ‘appoggino’ a fornitori che utilizzano Datacenter certificati dalla ACN, Agenzia per la cybersicurezza nazionale. Ossia: posto che la migrazione al digitale è questione epocale inevitabile, facciamola in modo sicuro e garantito, da tutti i punti di vista. A me poi piace rimarcare il concetto di ‘sovranità del dato’, che le dinamiche internazionali a cui stiamo assistendo in questi anni rendono di grande attualità. Affidare i database di un comune, o di una banca, ad una grande multinazionale americana o cinese significa consegnarsi ‘mani e piedi’ a realtà certamente molto qualificate, ma che non sono soggette alla regolamentazione di legge italiana, od europea, e che ad un certo punto potrebbero anche far prevalere il loro interesse nazionale, e non il nostro. La prudenza non è mai troppa, quando si tratta di identità digitale e dati sensibili. Peraltro in Italia esistono realtà iper qualificate, e in costante evoluzione tecnologica e di competenze. Il 14 aprile ci sarà un webinar organizzato da BBBell con l’Associazione Se sei Sindaco, costituita da Davide Ferrari, ex primo cittadino ed esperto di Cybersecurity: sarà occasione importante per approfondire tutti i temi ‘caldi’ sul tappeto.

Già in passato ci ha spiegato come i Datacenter necessitino non solo di spazi adeguati, ma siano realtà fortemente energivore: il che, di questi tempi, pone ulteriori problemi..
Sicuramente sì, problema che in BBBell ci siamo posti sin dall’inizio, puntando su tecnologie green nella produzione di energia, ma anche per le procedure di raffreddamento, che quando concentri in un unico spazio migliaia di server sono fondamentali: utilizziamo per buona parte dell’anno aria in arrivo dall’esterno, opportunamente depurata. Si consideri che, a prescindere dalla temperatura esterna, dentro la struttura che ospita il Datacenter la temperatura deve essere costante tutto l’anno, giorno e notte: sempre tra i 16 e i 18 gradi. Naturalmente su questo fronte occorre evolvere continuamente, ricercando un costante bilanciamento tra impatto ambientale e costi. In BBBell attualmente al Datacenter centrale di Torino abbiamo affiancato 2 Region, ossia spazi in affitto presso Datacenter di terzi, ad Alessandria e a Milano. Ma stiamo valutando la possibilità di una seconda struttura di proprietà, da realizzare proprio attorno ad Alessandria: area che rimane baricentrica rispetto al territorio in cui operiamo, ossia Piemonte e Liguria. Anche se ovviamente con la fibra ottica possiamo arrivare in tutta Italia.

Sul fronte enti locali, un’altra esigenza ormai diffusissima nei comuni, soprattutto medio piccoli, è la vigilanza elettronica, con sistemi di telecamere per il controllo del territorio, dalle strade ai cimiteri, per rilevare infrazioni di ogni tipo: dai furti all’eccesso di velocità, fino all’abbandono dei rifiuti..
In questo percorso BBBell è al fianco dei comuni da tempo, con soluzioni personalizzate capaci di fronteggiare le esigenze di controllo più specifiche, in forte sinergia con la polizia locale, e sempre nel rispetto della privacy, che anche su questo fronte è fondamentale. Certamente si tratta di un altro fronte in forte espansione.

Il business principale di BBBell rimane però ad oggi quello di operatore telefonico ‘evoluto’, capace di portare Internet veloce ovunque sul territorio. Come è possibile che esista ancora, dopo un decennio di proclami e slogan, un così evidente ‘Digital Divide’ tra i grandi centri e il resto d’Italia? Non solo montagna o colline: ci sono tante aree pianeggianti dell’alessandrino in cui la fibra ottica non arriva. Oppure, la beffa: l’infrastruttura è stata predisposta, ma mai attivata. Per cui ci sono operatori che ti chiamano per proportela, ma talora è un bluff..
Ormai tutti hanno compreso un punto: non conta il mezzo con cui si porta la banda, ma il risultato: per cui se la fibra va benissimo per le città, ci sono tante aree del nostro territorio in cui la stessa risulta enormemente anti economica, mentre wireless, cavo, radio o persino satellite possono risultare estremamente performanti. BBBell, come anche altri operatori, è in grado di portare internet in tutte le case e le imprese via radio, ma anche in formula ‘mista’, là dove gli allacciamenti di Open Fiber sono arrivati, ma non sono stati ‘accesi’: parliamo di connessioni fino a 300 Mega per i privati, e a 1 Giga per le imprese, a costi estremamente competitivi. Con il vantaggio che, se dovesse esserci un guasto alla linea della fibra ottica (purtroppo succede, e a volte ci vogliono giorni per ripararlo), noi siamo in grado di continuare a fornire il servizio stabilmente e con continuità via radio.

Il vostro percorso di crescita continua? Avete acquisizioni in corso?
Se per in corso si intende di prossima ufficializzazione, la risposta è no: ma certamente il confronto con piccoli operatori locali è forte e costante, e se qualcuno decide di vendere, siamo sempre pronti a valutare l’opportunità.

Ci tolga una curiosità, da semplici utilizzatori di cellulari connessi alla rete praticamente giorno e notte: ormai tanti di noi hanno l’impressione/timore di essere sottoposti ad un controllo costante, da Grande Fratello orwelliano, tanto che magari ti capita di parlare con un amico di un argomento, e dopo qualche ora sui tuoi profili social ti arrivano pubblicità ‘mirate’ proprio a quel libro o a quella vacanza di cui hai conversato poco prima..
Purtroppo non è solo un’impressione, è la realtà in cui viviamo, e in cui sempre più vivremo. Iscrivendoci con il nostro cellulare o con il nostro pc ad una serie di servizi gratuiti, informativi social o altro, forniamo di fatto i nostri dati personali, e oggi grazie ad algoritmi sofisticati tutto ciò che digitiamo, o anche diciamo verbalmente, viene immediatamente trasformata in informazione, rivenduta a qualcuno a fini commerciali. Se pensiamo alle conseguenze potenziali di questi meccanismi, c’è da inquietarsi. Ma del resto se scegli i benefici dello ‘stare in rete’, che sono enormi, accetti anche il rovescio della medaglia. Per questo è assolutamente necessario pensare a politiche ‘di sistema’ in grado di tutelarci: come singoli cittadini e consumatori, ma anche come Paese.

Chiudiamo dal punto di partenza, la politica: a Borgoratto sarà l’unico candidato sindaco?
La presentazione delle liste è possibile fino ad un mese prima del voto, quindi lo scopriremo tra qualche giorno. Certamente per me lavorare per la mia comunità è stato in questi anni, e sarà nei prossimi cinque se gli elettori lo vorranno, un onore e un piacere, ma anche un impegno serissimo. Abbiamo una squadra rinnovata, mix di esperienza e di giovani, e continueremo ad impegnarci tutti insieme perché il nostro comune sia un luogo dove si vive bene, con un forte senso di comunità e solidarietà. Il mio auspicio personale, poi, è che da qui al 2031 si affacci alla ribalta un ragazzo, o ragazza, a cui passare il testimone!


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