
In merito al recente rapporto 2026 di Legambiente “Scacco matto alle rinnovabili”, il Comitato “Salviamo le Cascine” esprime forte dissenso e solleva dubbi legittimi sulle posizioni espresse dall’associazione ambientalista.
Mentre Legambiente si professa paladina del territorio, il rapporto attacca duramente i comitati locali e i comuni piemontesi citando esplicitamente i casi di Altavilla Monferrato e Pontestura colpevoli di opporsi alla proliferazione di parchi fotovoltaici su migliaia di metri quadri di suolo agricolo.
Opposizioni “immotivate”. Legambiente definisce così l’azione di chi difende il paesaggio e l’identità rurale del Monferrato.
False “buone pratiche”: viene celebrata come esempio positivo l’autorizzazione dell’impianto di Alfiano Natta, nonostante sia nato da un acceso diverbio con i cittadini e il territorio.
Conflitto d’interesse: il Comitato interroga pubblicamente l’associazione: come può una realtà ambientalista promuovere con tale foga l’occupazione di suolo agricolo, quando essa stessa è presente nel settore con una propria struttura? (….Azzero C02…..).
Il fronte del no ai grandi impianti a terra non è frutto di un pregiudizio ideologico, ma di una necessità di salvaguardia del territorio contro chi vuol trasformare il paesaggio in un business privato.
Il territorio di Pontestura, dove sono stati presentati tre progetti per complessivi 30 ettari, e quello di Altavilla Monferrato, con quasi 23.000 metri quadrati interessati, rappresentano esempi di una rete territoriale che ha deciso di unire le forze per impedire lo scempio di terreni agricoli produttivi.
Il Comitato “Salviamo le Cascine” ribadisce che la vera transizione energetica deve passare per il coinvolgimento delle comunità e l’integrazione degli impianti su aree già compromesse, non attraverso lo smantellamento del patrimonio rurale piemontese.
Comitato Salviamo Le Cascine
Il Presidente Giancarlo Rossi



