
di Ettore Grassano
Lo sviluppo della logistica in provincia di Alessandria, tra Zone Logistiche Semplificate, Terzo Valico e Polo di Alessandria Smistamento, è ancora in piena fase di crescita, eppure già oggi se ne parla come di uno degli asset fondamentali dell’economia del territorio, e dell’intero nord ovest, con un volume d’affari di un miliardo di euro l’anno, certamente destinato a moltiplicarsi.
Questo dato, da solo, basterebbe a dimostrare la centralità che la Fondazione Slala ha avuto, nel corso della sua ‘nuova vita’, iniziata a fine 2017, come perno delle attività economiche nel basso Piemonte. Fondazione di partecipazione che aggrega un numero crescente di soci pubblici e privati, Slala non si ferma tuttavia al ruolo di ‘motore’ della logistica, ma si muove a tutto campo anche in comparti che, a ben guardare, con la logistica stessa hanno peraltro strettamente a che fare: quando si realizzano grandi insediamenti per la lavorazione e lo smistamento di merci, in effetti, si va ad impattare pesantemente sul ‘sistema della mobilità’, sia su rotaia che su gomma, ma anche sull’economia dell’area in termini più ampi: negli ultimi anni in provincia di Alessandria sono arrivati nel comparto della logistica migliaia di lavoratori, con tutto ciò che questo comporta in termini abitativi, ad esempio, e di socialità. Senza contare poi il ‘filone’, altrettanto rilevante, della mobilità da e verso le tre grandi città del vecchio ‘triangolo industriale’, e in particolare in direzione Milano, croce e delizia soprattutto per il capoluogo. A che punto è il potenziamento delle linee ferroviarie e infrastrutture fondamentali come terzo valico ferroviario e riqualificazione dello scalo merci di Alessandria?
Lo chiediamo all’avvocato Cesare Rossini, che ha assunto l’incarico a dicembre 2017 e si trova oggi alla guida di Slala per il nono anno.

Presidente Rossini, nove anni di Slala hanno certamente inciso a fondo nel tessuto economico del Basso Piemonte alessandrino, dalla logistica alla mobilità. Da qui al 2030, quali saranno le sfide più importanti?
La Fondazione è parte attiva di un sistema di relazioni ormai di livello interregionale, però la realizzazione delle opere non dipende da noi che non siamo né decisori, né imprenditori. I tempi dipendono dalla velocità di realizzazione dei singoli progetti in corso. Per dare un’idea, dall’apertura del cantiere di un polo logistico di taglia media (50.000 / 80.000 metri quadrati) al completamento della infrastruttura occorrono mediamente diciotto mesi. Quando l’area è pronta e ha già un utilizzatore finale, nell’arco di pochi mesi l’attività può iniziare. Direi che mediamente in un paio d’anni gli effetti sono visibili per i cittadini e concreti per il sistema economico. Sul fronte delle sfide, la conclusione del terzo valico ferroviario, l’avvio dell’intervento di riqualificazione dello scalo ferroviario di Alessandria, il casello di Predosa con in prospettiva la bretella verso Acqui Terme e Cairo Montenotte saranno quelle di maggiore impatto sul territorio.
Rispetto allo scalo ferroviario ricordo che Rfi sta preparando l’avvio del cantiere per l’area riservata alla futura intermodalità, mentre il raggruppamento di X – Change, realizzato da un gruppo di operatori con società capofila Valtidone Spa, è l’autore del progetto che è stato selezionato al termine di una gara pubblica. Il team di progettisti coinvolge The Blossom Avenue, Carlo Ratti Associati e Land, architetti e pianificatori, insieme ad altri specialisti a supporto sui temi logistica, trasporti, sostenibilità, real estate. La logistica delle merci copre circa 300.000 metri quadrati con oltre 15.000 dedicati ai servizi per gli autotrasportatori. Su circa 160.000 metri quadrati si sviluppa l’area destinata al polo dell’housing e a quello culturale, oltre a un campus universitario. Il tutto attraverso il recupero degli storici edifici che ospitavano le officine ferroviarie. La nomina del Commissario per lo scalo favorirà una accelerazione dell’iter amministrativo e il successivo avvio dei lavori.

Alcuni studi stimano in circa un miliardo di euro il giro d’affari della logistica in provincia. Le Zone logistiche semplificate (Zls) rappresentano una grande opportunità sia per le imprese, sia per le amministrazioni comunali. A che punto è la loro attuazione?
Il primo nucleo composto da sette Comuni è operativo con l’attivazione di uno Sportello unico per le attività produttive (Suap) dedicato che gestisce in forma semplificata le autorizzazioni legate a insediamenti produttivi e attività logistiche. Le imprese interessate a insediarsi possono contare su un percorso agevolato che dimezza le tempistiche burocratiche e rende più attrattivo il territorio per nuovi investimenti, soprattutto in ambito logistico e industriale. Nel luglio scorso il Comitato di indirizzo della Zona logistica semplificata ‘Porto e Retroporto di Genova’ ha poi approvato l’ingresso di dodici nuovi Comuni piemontesi.
Attualmente questa Zls comprende oltre 3.600 ettari, di cui 2.141 in Piemonte, distribuiti tra il porto di Genova e i principali retroporti del nord ovest. La regione, e il Basso Piemonte come protagonista, si conferma così snodo logistico essenziale grazie ai collegamenti con la rete transeuropea dei trasporti (Ten – T), il terzo valico e la futura Torino – Lione.

Infrastrutture per la logistica, consumo di suolo e produzione di energia: forse su questo fronte si potrebbe osare di più?
Quello che spetta alla pianificazione urbanistica è favorire uno sviluppo che si concentri su aree già infrastrutturate e in grado di fare da catalizzatrici per l’industria manifatturiera favorendo la crescita di filiere corte per ridurre traffico e dispersione di risorse. Una logistica diffusa, capace, su queste basi, di superare parte delle logiche seguite finora è la strada da percorrere, anche in termini di sostenibilità degli insediamenti che costituiscono l’elemento cardine anche per lo sfruttamento dell’energia da fotovoltaico che utilizza le ampie superfici dei capannoni. Ridurre il consumo di suolo è possibile e auspicabile così come l’uso di energie rinnovabili, a partire dal fotovoltaico con i pannelli installati sui tetti dei capannoni, per abbattere i costi dell’energia e ridurre gli impatti ambientali.

Logistica significa anche spostamento dei lavoratori dai centri abitati alle aree in cui solitamente sorgono gli insediamenti: questo ha un impatto sulla viabilità ordinaria, specie nelle ore di punta. Senza contare che questi lavoratori, spesso stranieri, spesso si spostano con mezzi non troppo sicuri, dalle bici elettriche ai monopattini. Ovviamente non tocca a Slala risolvere alcuni di questi problemi, ma voi avete commissioni guidate da esperti che probabilmente qualche buon consiglio ai comuni possono anche darlo..
Attraverso i nostri consulenti forniamo tutti i pareri tecnici che ci chiedono i soci. Con il Comune di Tortona, per esempio, è stato avviato un confronto che ha successivamente favorito una intesa per l’attivazione di una linea di trasporto pubblico al servizio del vasto polo logistico. L’aumento degli insediamenti e degli addetti pone questa problematica al centro dell’attenzione e Slala è pronta a fornire la consulenza necessaria.

Altra questione delicata riguarda i trasporti su rotaia, verso Torino, Genova ma soprattutto Milano. Il ‘patto per Tortona’ ha portato nei mesi scorsi, un notevole miglioramento dell’offerta di treni, soprattutto da e per Tortona. Ad Alessandria, però, sembrano meno soddisfatti. Che altro si può fare?
Come Slala abbiamo favorito incontri e confronti, partecipiamo a tavoli tecnici di lavoro, non facciamo mai mancare la partecipazione a convegni ed eventi, però non siamo decisori né operatori. Quello che posso dire è che in questo momento sono in corso studi e valutazioni per rimodulare la rete del trasporto pubblico nel bacino di Alessandria e Asti, mentre per quello ferroviario tutto quanto è nelle mani della Regione, che sta lavorando con impegno e risultati, anche se certamente tutto è migliorabile. I contratti di servizio sono uno strumento fondamentale in questo senso, e riteniamo che tecnicamente vi siano spazi di crescita per un modello efficace di trasporto.

Valenza e logistica del lusso: a che punto siamo?
La Fondazione Slala e la Fondazione Mani Intelligenza di Valenza stanno lavorando per definire uno studio sulla mobilità dei dipendenti delle aziende del Distretto orafo e del gioiello. Riteniamo fondamentale procedere a una mappatura dettagliata dei reali bisogni e quindi fornire ai decisori le possibili soluzioni.

La valorizzazione del territorio sul fronte promozionale ha visto in questi anni un coinvolgimento diretto di Slala, in squadra con altri player istituzionali: nel 2026 ci saranno novità significative?
Proseguiremo nel solco dell’attività del Circuito Cultura e Territorio che nel 2025 si è sviluppata secondo le modalità di coinvolgimento dei principali Comuni della provincia, soprattutto attraverso la logica del coordinamento di alcune iniziative e dello svolgimento di alcuni progetti comuni come ad esempio la prosecuzione del progetto relativo alla realizzazione di video promozionali del territorio affidati a Fabio de Vivo. Quella della Fondazione è una attività di supporto coerente alla mission di studio delle tematiche trasportistiche del territorio.

Alessandria Calcio, sua vecchia passione: con il Presidente Barani si è davvero aperta una nuova era? La serie D, che speriamo possa arrivare alla fine di questo campionato, sarà soltanto un passaggio verso traguardi più ambiziosi?
Ovviamente me lo auguro. Ritengo di poter dire che alla luce dei risultati in campo si sia effettivamente aperta un’era dove la concretezza e la coerenza consentiranno alla società di tornare ad avere il ruolo che spetta guardando alla storia e alla tradizione dei Grigi.



