
Si è svolto sabato nella sede della Provincia di Alessandria un incontro istituzionale dedicato alla normativa regionale per la definizione dei Comuni montani e alle prospettive di applicazione della “Legge della montagna”. Al confronto hanno partecipato l’assessore agli Enti locali della Regione Piemonte Enrico Bussalino, l’assessore alla Montagna della Regione Piemonte Marco Gallo, il presidente della Provincia Luigi Benzi, l’onorevole Riccardo Molinari, il presidente di Uncem Marco Bussone, i consiglieri regionali Domenico Ravetti, Marco Protopapa, Davide Buzzi Langhi e Pasquale Coluccio, insieme ai sindaci dei Comuni interessati.
Un momento di confronto diretto con gli amministratori locali per illustrare il percorso che la Regione Piemonte intende adottare per la definizione dell’elenco dei Comuni montani, in particolare per quanto riguarda la gestione delle risorse che fanno capo direttamente alla programmazione regionale.
Nel corso dell’incontro sono stati approfonditi i principali criteri che la Regione intende adottare nei diversi ambiti di applicazione della normativa. Un tema centrale riguarda la programmazione della rete scolastica regionale e il mantenimento dei punti di erogazione del servizio in deroga nei territori montani. In questo ambito, l’orientamento è quello di definire un elenco di Comuni che in passato facevano parte delle Comunità montane oltre a quelli presenti della classificazione “Calderoli”. A questi criteri si aggiunge quello della marginalità territoriale, elemento che consente di tutelare la presenza dei plessi scolastici nelle zone più fragili.
“La Regione Piemonte non vuole lasciare indietro nessuno. L’obiettivo è garantire che i Comuni che storicamente sono stati considerati montani continuino ad esserlo anche nelle nuove modalità di classificazione, perché parliamo di territori che hanno caratteristiche, difficoltà e bisogni specifici – ha dichiarato l’assessore regionale agli Enti locali Enrico Bussalino –. Vogliamo costruire un quadro normativo chiaro che consenta di sostenere concretamente le unioni montane, tutelando servizi fondamentali come la scuola e assicurando una distribuzione equa delle risorse. Per questo il confronto con i sindaci e con gli amministratori locali è fondamentale: solo ascoltando i territori possiamo costruire politiche davvero efficaci”.
Un ulteriore ambito affrontato riguarda la distribuzione dei fondi del Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane (FOSMIT) per la quota di competenza regionale. Anche in questo caso l’indirizzo in fase di definizione prevede di considerare i Comuni classificati come montani a livello statale e quelli appartenuti alle precedenti Comunità montane, con l’obiettivo di garantire un accesso equo alle risorse destinate allo sviluppo dei territori montani.



