
Recurrent Energy, controllata di Canadian Solar Inc. (‘Canadian Solar’), leader nello sviluppo, nella proprietà e gestione di impianti solari e di accumulo di energia, ha annunciato di avere avviato un accordo decennale di Power Purchase Agreement (Ppa) con un importante gruppo italiano attivo nella vendita al dettaglio di abbigliamento.
L’accordo copre l’80 per cento dell’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico da 8,05 Mwp realizzato nel Comune di Pozzolo Formigaro. L’impianto, installato in un’area industriale ed entrato recentemente in esercizio commerciale, fornirà circa 10.864 Mwh all’anno di energia pulita e le relative garanzie di origine, consentendo un risparmio di circa 2.500 tonnellate di anidride carbonica, pari a un beneficio ambientale equivalente alla capacità di assorbimento annua di circa 115.400 alberi, e sufficiente a soddisfare il fabbisogno energetico di oltre 4.100 abitazioni.
L’impianto di Pozzolo Formigaro costituisce l’ottavo progetto connesso da Recurrent Energy in Italia, il primo nell’area settentrionale, per un portafoglio operativo nazionale che raggiunge i 132 Mw. “Questo accordo – commenta Ismael Guerrero, amministratore delegato di Recurrent Energy – contribuirà allo sviluppo delle energie rinnovabili nella regione, determinando altresì benefici ambientali a livello locale. Quello di Pozzolo Formigaro è uno dei nostri primi impianti solari nel nord Italia”.
Ospitiamo con piacere sul tema, come abbiamo sempre fatto, il punto di vista di Giancarlo Rossi e del suo comitato.
La redazione di CorriereAl
Destano profondo stupore le recenti cronache sull’impianto fotovoltaico di Pozzolo Formigaro apparse su una testata da sempre considerata baluardo di serietà e sentinella attenta alle dinamiche del nostro territorio.
In particolare si dissente:
L’illusione del beneficio pubblico:
Il titolo sbandiera energia per “4.000 abitazioni”, quando il testo ammette che l’80% della produzione è già blindato da un accordo privato PPA) con un colosso dell’abbigliamento. Un paradosso logico che trasforma un’operazione commerciale tra privati in un presunto servizio alla collettività.
Numeri “da fiaba”:
Il ricorso alla narrativa degli “oltre 115.000 alberi” appartiene a un linguaggio da marketing emozionale che mal si sposa con l’analisi tecnica e territoriale che una testata autorevole dovrebbe garantire.
L’assenza di spirito critico:
Ci si chiede come una voce storicamente attenta alle criticità locali possa aver ignorato i reali impatti e le mancate ricadute dirette sul Comune, limitandosi a fare da cassa di risonanza a una multinazionale dell’energia.
Il nostro territorio, gravemente impattato dal fenomeno, merita verità e approfondimento.
Confidiamo che la redazione, forte di una storia costruita sul rigore e sulla credibilità, saprà riaffermare quel ruolo di osservatore analitico che la rende un riferimento imprescindibile per la nostra comunità. Il giornalismo territoriale è un patrimonio di valore che trova la sua massi ma espressione proprio nella capacità di approfondire i fatti con indipendenza.
Comitato Salviamo Le Cascine
Il Presidente
Giancarlo Rossi


