
“La designazione, presentata al Vinitaly 2024, si è rivelata una decisione strategica per valorizzare un vitigno simbolo del territorio e rafforzare la competitività del settore vitivinicolo piemontese. Il comparto del Brachetto conta 925 ettari vitati, oltre 380 aziende e più di 5 milioni di kg di uva rivendicata, numeri che testimoniano una filiera solida e capace di generare occupazione e indotto turistico.
Nonostante un mercato complesso, nel 2025 la produzione ha registrato un aumento di circa 400 mila bottiglie, grazie anche al coordinamento delle attività promozionali che hanno coinvolto Stati Uniti, Nord Europa e Asia. Un risultato ottenuto grazie al lavoro del Consorzio e dei produttori che continuano a credere in questa eccellenza”.
Marco Protopapa, consigliere regionale della Lega e già assessore all’Agricoltura, sottolinea che il Brachetto non è un prodotto folkloristico, ma un patrimonio economico e identitario del territorio, capace di competere sui mercati internazionali. Le iniziative già avviate per il 2026, come il recente cioccolatino al Brachetto e gli eventi in programma mirano a rafforzarne ulteriormente la reputazione.
“Investire sul Brachetto d’Acqui significa sostenere un’eccellenza enologica e un’opportunità concreta per l’economia locale”, conclude Protopapa.


