
di Dario B. Caruso
In questa stagione storica la vita del pianeta subisce modificazioni.
Non a causa dei cambiamenti climatici, che comunque stanno trasformando l’aspetto geografico.
E nemmeno a causa dei fenomeni migratori, da sempre indice di riassetto delle comunità e di mescolanza etnica.
L’informazione ci induce a normalizzare eventi che normali non sono.
Le eccezioni, infiltrate tra le notizie o addirittura assurte a paradigma, vengono digerite dalle anime più fragili o dai cervelli semplici.

Pochi giorni fa il Tg3 della Regione Liguria ha trasmesso un servizio sull’azienda Leonardo.
Leonardo S.p.A., con forte presenza a Genova e La Spezia, produce armi; sta vivendo un periodo di incredibile fulgore poiché – come noto – l’investimento italiano ed europeo a favore del riarmo è tale da rappresentare una fonte di reddito e un bacino di impiego per le nuove generazioni di ingegneri.
Ed ecco il fulcro del servizio: i neolaureati sono accolti a braccia aperte, per progettare carri armati e mezzi corazzati, cannoni navali, elicotteri e velivoli da combattimento, sistemi per la sicurezza e la difesa di nuova concezione.
Chiudeva così il cronista autore del servizio: “All’interno dell’azienda i dipendenti possono tra l’altro usufruire di un ampio parcheggio”, giusto per rallegrare ulteriormente i neoassunti, con un lavoro certo, ben pagato, con prospettive di crescita e – pensate! – con il parcheggio.
La guerra mondiale diffusa è ormai in atto da alcuni anni.
Stando così le cose, durerà a lungo e sarà raccontata dai libri di storia (o da ciò che li mutuerà) con l’orrore con il quale oggi leggiamo della Guerra di Troia o delle Crociate oppure della Rivoluzione Francese o ancora delle deportazioni e della Shoah.
Il terrore tornerà ad occupare le vite dell’uomo.
Per questa stagione – nostro malgrado – ci tocca godere del piacere della guerra.


