
Dopo le gravissime insinuazioni rivolte alla Biblioteca Civica e all’Amministrazione comunale da parte della sezione acquese dell’ANPI, nella mia responsabilità di consigliere comunale delegato alla Biblioteca Civica, ritengo doveroso intervenire personalmente per porre fine a queste accuse infondate e a questa macchina del fango volta a screditare il nostro lavoro.
Un lavoro, quello della Biblioteca, che va ben oltre la catalogazione e il prestito dei libri. Grazie alla passione e alla volontà dei dipendenti, stiamo riuscendo a renderla viva attraverso i numerosi laboratori dedicati a bambini e ragazzi, la salvaguardia del patrimonio storico, che vedrà a breve il trasferimento dell’Archivio storico comunale in Biblioteca, nonché le presentazioni e gli incontri non solo culturali, ma anche finalizzati a sensibilizzare su tematiche quali la diversità e l’inclusione e a creare una rete tra cittadini e associazioni del territorio affinché possano conoscersi e collaborare tra loro. A tutto questo si aggiungono i lavori di ristrutturazione, dal tetto alle grondaie, dalla pavimentazione all’illuminazione, resisi necessari dopo alcuni anni di incuria.
Mi dispiace e mi lascia perplesso constatare che questi attacchi infondati provengano da un’associazione come l’ANPI, con la quale abbiamo sempre collaborato e alla quale non abbiamo mai fatto mancare la partecipazione dell’Amministrazione, l’utilizzo gratuito degli spazi, compresa la Biblioteca Civica, e ingenti contributi economici.
Basti pensare, solo negli ultimi tempi, al contributo per il restauro della bandiera della XVI Divisione Viganò oltre alla realizzazione di varie iniziative di rilievo istituzionale.
Eppure è bastato un incontro che non ha suscitato l’interesse dell’ANPI perché i tempi diventassero improvvisamente bui.
Motivo dello scandalo è stata la presentazione, patrocinata da Comune e Biblioteca, del libro “Codreanu. L’arcangelo trafitto” di Carlo Sburlati, edito da Idrovolante, svoltasi sabato 7 febbraio in Biblioteca con grande affluenza di pubblico.
Un evento che non ha richiesto contributi economici da parte dell’Amministrazione, ma esclusivamente l’utilizzo degli spazi e la stampa dei manifesti.
Nelle ultime settimane si è assistito a un vero e proprio processo alle intenzioni, a un tentativo di censura che richiama gli anni Trenta.
Non credo sia necessario spiegare le ragioni della presentazione patrocinata, che ho ospitato e introdotto con interesse in Biblioteca; tuttavia, per smontare le polemiche e rispondere a chi non ha letto il libro né partecipato all’incontro, ritengo opportuno chiarire definitivamente alcuni punti.
Carlo Sburlati è stato assessore del nostro Comune, guida del Premio Acqui Storia e tuttora membro della giuria, e collabora con il Teatro dell’Opera del Casinò di Sanremo per l’organizzazione di importanti eventi culturali. Il volume è una nuova edizione rivista, aggiornata e ampliata di un precedente libro pubblicato nel 1970 con il titolo “Codreanu. Il Capitano”, tradotto in diverse lingue (spagnolo, con ben 24 edizioni, inglese, portoghese, tedesco e rumeno).
Un libro che attirò l’attenzione anche di un grande intellettuale liberale come Giuseppe Prezzolini, del quale la nuova edizione documenta il carteggio intercorso con l’autore e che l’editore Giovanni Volpe volle pubblicare con la propria casa editrice. Un testo ancora oggi presente e discusso in ambito universitario, compresa l’Università di Gerusalemme.
Presentare un libro su una figura come Codreanu, volume peraltro oggetto di recensioni positive sulla stampa nazionale (Il Foglio, Il Fatto Quotidiano, Il Giornale, Libero e molti altri), non significa farne un elogio né una commemorazione.
La presentazione critica è stata inoltre affidata al professor Carlo Prosperi, la cui integrità, competenza e imparzialità sono indiscusse.
Tacciare dunque l’evento, come ha fatto l’ANPI definendolo “alquanto singolare (se non riprovevole)”, è falso oltre che diffamatorio e impone, piuttosto, una riflessione su cosa sia davvero riprovevole. L’elenco potrebbe essere lungo, ma mi limito ad alcune considerazioni di stringente attualità: è riprovevole sostenere frange violente, a qualsiasi ideologia si ispirino, che imbrattano e devastano le città durante le manifestazioni, assaltano le forze dell’ordine e le sedi giornalistiche e occupano le università; è riprovevole difendere le occupazioni abusive; è riprovevole che ancora oggi si cerchi una giustificazione al dramma delle Foibe, che tra il 1943 e il 1954 costò la vita a oltre 10.000 italiani per mano dei soldati comunisti di Tito.
Come se non bastasse, anche l’onorevole Fiano ha ritenuto di intervenire, auspicando un’interrogazione parlamentare sulla presentazione del libro. Un’affermazione che non meriterebbe attenzione, ma che, se venisse portata avanti da qualche parlamentare in carica, riproporrebbe inevitabilmente la stessa domanda: cosa è davvero riprovevole e quali sono, oggi, le reali priorità della nostra Nazione?
Un tentativo di censura che, da quanto si apprende dai quotidiani nazionali degli ultimi giorni, non rappresenta un caso isolato. Si pensi alla Toscana, dove, in occasione della Giornata del Ricordo, la Regione aveva organizzato una seduta del Consiglio regionale invitando il direttore editoriale del Secolo d’Italia, curatore di un cortometraggio sulla storia degli esuli; dopo le proteste dell’ANPI, la presidente dell’Assemblea ha deciso che la commemorazione si sarebbe svolta senza interventi esterni.
Interferenze e tentativi di censura si erano già visti anche a Roma lo scorso dicembre, in occasione della fiera Più libri più liberi, dove l’ANPI aveva espresso “forte preoccupazione e ferma contrarietà” per la presenza di alcune case editrici che pubblicavano libri riferiti a personaggi quali lo stesso Codreanu, ritenendo quindi sbagliato ammetterne la partecipazione alla manifestazione.
Riferito alla fiera di Roma, Giampiero Mughini, sul Foglio, rispondeva a tali posizioni affermando che non si può censurare la storia, nemmeno quella che ci indigna e, dichiarando di aver letto realmente il libro di Carlo Sburlati fino all’ultima riga, ne ha dedicato una recensione positiva.
All’ANPI ricordo infine l’articolo 21 della nostra Costituzione: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”. È nel totale e puntuale rispetto della Costituzione che la Biblioteca Civica è aperta a tutti i cittadini: nessuna associazione può pensare di averne l’esclusiva.
Spero sinceramente che le polemiche si chiudano qui e che, senza rancori, si possano abbassare i toni, tornare a un confronto civile, riconoscere l’infondatezza della polemica e riprendere a collaborare con nuove iniziative, come è sempre avvenuto, nel segno del rispetto e della pluralità.
Matteo Ravera
Consigliere Comunale di Acqui Terme delegato alla Biblioteca Civica


