Massara lascia la guida di Avis Alessandria: “Un quinquennio di sfide e risultati, pronti a sostenere il nuovo presidente”

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di Ettore Grassano

“Sono stati cinque anni impegnativi: una corsa ad ostacoli, ma anche un percorso pieno di soddisfazioni.
Sì, lo rifarei anche se all’inizio ero molto titubante, ma come lei sa, le sfide mi appassionano da sempre!”.
Giuseppe Massara, “Pino” per gli amici, saluta la presidenza di Avis Alessandria con un bilancio intenso e costruttivo. Da pochi giorni ha passato il testimone a Fabrizio Gamba, suo vice, in un’ottica di ricambio generazionale che vuole dare spazio a nuove energie per la sezione cittadina.

“Pensi che in questi 5 anni ho persino imparato a rapportarmi con giudici, avvocati, ispettori dell’INPS, politici ed altro per la prima volta in vita mia, e a sessant’anni non è poco! – racconta Massara -. Ma va bene così. Fabrizio è bravissimo e potrà contare su un consiglio straordinario, di cui peraltro continuerò a fare parte. L’Avis è una realtà importante per la nostra comunità”.

Nonostante le complessità affrontate, l’Avis di Alessandria sfoggia numeri positivi: “Siamo riusciti ad incrementare sia le donazioni che il numero di nuovi donatori, soprattutto giovani. Tutto questo grazie a chi ha sempre aiutato la nostra Associazione”.

Un’eredità complessa da riordinare

Il cammino di questo quinquennio è stato caratterizzato da un lavoro meticoloso di risanamento. Massara e il suo consiglio si sono insediati nel febbraio 2021, in piena emergenza Covid, trovandosi di fronte a una situazione gestionale e finanziaria ereditata dal passato che richiedeva interventi immediati.
“Ci siamo trovati di fronte a criticità inaspettate – spiega Massara con fare pacato -. C’erano bollette non pagate dal 2015 in avanti, con il rischio concreto di interruzioni nei servizi. Poi sono arrivati gli ispettori Inps: abbiamo dovuto gestire situazioni delicate relative a personale in cassa integrazione e vertenze per straordinari pregressi. Abbiamo sanato tutto finendo anche dinanzi al giudice del lavoro, riportando l’ordine necessario”.
Non è finita qui. Subito dopo l’insediamento, il nuovo team dovette affrontare la questione della pizzeria al piano terra della sede: “Era una gestione irregolare e poco chiara”. Ci siamo trovati con licenze non compatibili con la statutaria associativa. Abbiamo provveduto a regolarizzare la situazione e a liberare gli spazi, un’operazione che ha comportato dei costi, senza contare i lavori di manutenzione straordinaria, dalla caldaia al tetto, necessari per mettere in sicurezza la struttura. Abbiamo dovuto fare tutto questo senza poter contare sui bilanci degli anni precedenti”.

Il rapporto con le istituzioni e le sfide future

Il quadro gestionale ha inevitabilmente inciso sul dialogo con le istituzioni locali. “Ad Alessandria ci sono oltre 600 associazioni, ma Avis è una tra le più importanti per finalità e numero di donatori – sottolinea Massara – In questo contesto, abbiamo dovuto affrontare anche questioni complesse come l’aumento dell’affitto richiesto dal Comune e le verifiche tecniche sui locali dell’ex pizzeria, dove avremmo invece voluto creare sinergie con il terzo settore”.
L’ex presidente apre poi alla speranza di una collaborazione più stretta: “Rimane l’auspicio che il ruolo cruciale dell’Avis possa trovare sempre maggiore sostegno da parte delle istituzioni. Nonostante le difficoltà finanziarie, che ci hanno costretto a distogliere risorse dalle attività istituzionali per sanare il passato, la nostra missione è rimasta al centro”.

Un esempio di queste eredità improvvise riguarda i terreni nell’Astigiano: “Ci sono arrivate cartelle esattoriali per Imu non pagata dal 2015 su terreni lasciati in eredità all’Associazione. Anche qui abbiamo dovuto sanare la situazione. Tante risorse sono state utilizzate per regolarizzare il pregresso, ma oggi possiamo dire che i conti sono in ordine”.

Il sangue è vita: i record di Alessandria

Oltre alle beghe burocratiche, però, c’è l’AVIS vera, quella che raccoglie il sangue e salva vite. E qui i risultati sono soddisfacenti.

“Il sangue è vita e non basta mai – sottolinea Massara – Sono aumentate le terapie con emoderivati e gli interventi. Per un trapianto di midollo osseo servono 80 donazioni, 20 per il fegato, 10 per il cuore, 4 per il rene, 1 per il parto cesareo. E poi plasma per dialisi e traumi”.

In un contesto nazionale in calo per la carenza di medici, Alessandria è un’eccezione positiva. “Qui dal 2021 al 2025 le donazioni sono aumentate di circa il 20% – conclude orgoglioso Massara -.
Nonostante la mancata collaborazione diretta con l’ospedale e la carenza di personale, in Lungo Tanaro San Martino 4, l’attività funziona a pieno regime. Accogliamo nuovi donatori grazie al rapporto con le scuole e un legame speciale con la Scuola di Polizia, da cui arrivano almeno 180 donazioni l’anno. Siamo riusciti anche a festeggiare i 90 anni di AVIS Alessandria, premiando decine di donatori generosi”.

«Lascio una Avis con conti in ordine, una base di donatori più ampia e una struttura più solida. Il mio impegno continuerà all’interno del Consiglio, a supporto della nuova presidenza, perché Avis resta un presidio fondamentale di solidarietà per il territorio».


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