Roggero (Lega): “Area Pedonale Urbana ha creato caos e ingorghi: con le nuove Ztl che altro accadrà? Punti interrogativi su rifiuti, cimiteri, ponte Bormida”. Per fortuna il 2027 si avvicina

Condividi

di Ettore Grassano

Tra Area Pedonale Urbana, nuove Ztl e irrisolta questione rifiuti, il 2026 di Alessandria è cominciato da dove era finito il 2025: progettualità zoppicante, degrado percepito molto elevato (sia sul fronte pulizia della città che sicurezza), dilagante rassegnazione. Questa la ‘temperatura’ nel capoluogo, ben rilevata anche dai report nazionali che in questi anni collocano la città, e per conseguenza spesso anche la provincia, nelle ‘zone basse’ delle classifiche sulla qualità di vita. E tutto questo nonostante una crescita di attività economiche (si pensi alla logistica, ma anche al mondo dell’università e della ricerca medico scientifica) che per fortuna ‘prescinde’ dalla (in)capacità di governance dei vertici di Palazzo Rosso.

Mattia Roggero, capogruppo della Lega in consiglio comunale (e assessore con deleghe ‘pesanti’ durante l’amministrazione Cuttica di Revigliasco) in questi anni sta facendo un’opposizione metodica e costruttiva, senza mai urlare ma ribadendo spesso la mancanza di ‘visione’ del sindaco Abonante e della sua giunta. A poco più di un anno dalle elezioni (che dovrebbero essere intorno a maggio 2027), Roggero ribadisce quali sono le ‘occasioni mancate’ di questa consiliatura, ma anche la necessità, da parte del centro destra, di arrivare coeso all’appuntamento con le urne, “forte di un progetto credibile e condivisibile di città, prima ancora che di un nome spendibile come sindaco”. Su quest’ultimo fronte i candidati non mancano, ma è probabile che i giochi saranno definiti soltanto nei primi mesi del 2027.

Non possiamo che partire dalla nuova Area Pedonale Urbana, che sta facendo impazzire gli alessandrini: a parte i residenti, tutti gli altri in centro a piedi. In compenso gira voce che i parcheggi, con tariffe da grande città, in realtà siano privi di controlli: su quel fronte qual è la situazione? Esiste un contratto di gestione di lungo termine?
Il tema non è tecnico, è politico. Non siamo ancora stati messi nelle condizioni di conoscere nel dettaglio come stia procedendo la gestione: il bando è stato riscritto e reinserito e attendiamo informazioni ufficiali.
Ma il punto vero è un altro: spostare la Polizia Locale su attività di controllo dei parcheggi significa sottrarre risorse al presidio del territorio. È una scelta sbagliata nelle priorità e nella visione, alla quale ci siamo sempre opposti.
Nel merito dell’Area Pedonale Urbana, la nostra posizione è netta: siamo di fronte a una chiusura ideologica, non a una strategia urbana. Non ci sono benefici oggettivi per la città. Al contrario, aumentano traffico, code, difficoltà di accesso e disagio per cittadini, commercianti e visitatori.
Sono quelle decisioni che un’amministrazione responsabile dovrebbe evitare, perché non migliorano la qualità della vita ma la peggiorano.
Per questo guardiamo con forte preoccupazione anche alle ZTL che stanno per essere introdotte: se il metodo resterà quello attuale, il rischio è di aggravare ulteriormente una situazione già fragile, senza una visione complessiva e senza un confronto reale con la città.

Parlare di commercio, o meglio di economia di vicinato, di questo passo diventa complicato: lei ha contatti con gli esercenti alessandrini? Sono soddisfatti?
Il commercio di vicinato è un indicatore fondamentale dello stato di salute di una città.
E oggi ad Alessandria manca la cosa più importante: un progetto politico e strategico per il commercio. Le nostre proposte – penso alla mozione sulla tutela del commercio di vicinato – sono ferme da mesi negli uffici tecnici. Non è stato varato un solo provvedimento strutturale a favore delle attività economiche.
Nel Documento Unico di Programmazione abbiamo presentato emendamenti concreti, tutti respinti.
L’unica risposta dell’assessore al commercio è stata la mancanza di coperture economiche. Ma allora la domanda è inevitabile: se le risorse si trovano per molte altre iniziative, perché non si trovano per sostenere il commercio? Siamo di fronte a una scelta politica precisa o a un disinteresse verso chi ogni giorno tiene viva la città?

Alessandria oggi appare una città ad accesso complicato e con un’identità fragile. Eppure si parla di marketing turistico: il brand, secondo alcuni, ci sarebbe già, ossia Marengo…
Io credo che Alessandria abbia un potenziale enorme, ma che oggi sia prigioniera della mancanza di visione. I pochi progetti che funzionano ancora sono quelli avviati durante il nostro mandato: Alessandria Incoming, l’ufficio turistico comunale, il portale Visit Alessandria, i pacchetti sviluppati con le agenzie e con Alexala. Il brand Marengo è un asset strategico, insieme anche alla Cittadella. La Cittadella, per esempio, dovrebbe essere il simbolo di una rinascita urbana e culturale. Questa giunta, per ritardi e inadempienze, a fine 2025 ha rischiato addirittura di perdere i fondi POR FESR. Ancora una volta siamo intervenuti noi, grazie al personale impegno dell’assessore regionale Bussalino, e la Regione Piemonte ha concesso un anno di proroga. Oggi il Comune di Alessandria ha un anno in più per completare le procedure. Ma sia chiaro: non ci sono più alibi. È il momento di svegliarsi, per evitare che a fine 2026 la città si ritrovi nuovamente “in braghe di tela” a causa di ritardi e inadempienze.

La Cittadella non è solo un monumento, ma un simbolo del Risorgimento italiano: è una responsabilità verso la storia e verso il futuro della città. È impensabile continuare a vederla nello stato di abbandono in cui versa oggi. Ancora una volta è toccato alla Lega, con senso di responsabilità, intervenire per sbloccare una situazione che rischiava di trasformarsi in un danno enorme per Alessandria.

Nuovo Ponte Bormida: dobbiamo aspettare il prossimo sindaco?
Il lavoro portato avanti dalla Lega, a livello nazionale e locale, in particolare grazie all’impegno dell’on. Molinari, è concreto e documentato.
Ora servono risposte istituzionali serie e tempi certi. Le infrastrutture non possono essere ostaggio dell’immobilismo politico: sono la condizione minima per lo sviluppo di un territorio.

Cimiteri, è dell’altro giorno la notizia dell’arrivo di un nuovo gestore: funzionerà?
E’ quel che ci auguriamo tutti, dal momento che dal 2022 ad oggi il cimitero cittadino e quelli dei sobborghi sono stati caratterizzati da degrado, incuria, abbandono. Leggo che sindaco e assessore competente parlano di ‘chiusura’ di una pagina disastrosa per la nostra città. Messa così, non si può che concordare: ma il fatto stesso che, dopo la breve parentesi di autogestione del servizio, si sia tornati ad esternalizzarlo mostra che questa strada è condivisa anche dal centrosinistra. Che peraltro fu tutt’altro che contrario anche nel 2022, basta andare a rivedersi le dichiarazioni di voto di allora, e le astensioni. Il punto vero, quando appalti un servizio così delicato, è semmai la qualità del controllo da parte dell’ente. Ed è lì che la Giunta Abonante ha fallito clamorosamente, lasciando che i cimiteri prendessero la deriva che tutti ben sappiamo. E pensate quale sarebbe oggi la situazione se la Lega non si fosse opposta con forza alle modifiche del regolamento sui diritti delle tumulazione perpetue! Comunque: guardiamo avanti con fiducia, e attendiamo di vedere all’opera i nuovi gestori.

Museo e Teatro: grandi opportunità o occasioni mancate?
Sono opere straordinarie, recuperate grazie ai fondi intercettati durante il nostro mandato.
Ma oggi manca la parte più importante: una visione sulla gestione e sull’utilizzo.
Si ha l’impressione che si voglia arrivare all’apertura degli spazi in funzione delle scadenze elettorali, non di un progetto culturale e imprenditoriale. Noi chiediamo una cosa semplice: idee, progetti, confronto pubblico. Ma tutto questo, ad oggi, non esiste.

SONY DSC

Rifiuti e Amag Ambiente: privatizzazione sì o no?
Siamo sempre stati contrari alla privatizzazione dei servizi pubblici essenziali.
La gara a doppio oggetto non è una necessità tecnica, è una scelta politica.
Abbiamo sostenuto la mobilitazione dei dipendenti di Amag Ambiente perché crediamo che esistano alternative serie e sostenibili. Quando si parla di servizi fondamentali, la politica deve avere il coraggio di governare, non di scaricare le responsabilità.

Elezioni 2027: i capigruppo di FdI e Forza Italia hanno già manifestato le loro ambizioni alla candidatura da sindaco. Lei che farà?
Oggi il vero tema non è il nome di un candidato, ma la costruzione di una squadra, di una visione, di una proposta credibile per Alessandria.
Personalmente sto lavorando per verificare la disponibilità di diverse persone, con l’obiettivo di costruire prima di tutto una squadra e una capacità progettuale, di cui Alessandria ha urgente bisogno. La squadra viene prima del nome. Il nome sarà il risultato della squadra.
Quella che ci attende sarà una sfida difficile, da affrontare con umiltà e determinazione: non come se avessimo già vinto, ma come se fossimo sotto di diversi gol.
È da lì che nascono le vittorie vere.


Condividi