Teatro di Alessandria, un contenitore in attesa dei contenuti [Centosessantacaratteri]

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10 a Enrico Sozzetti, zero agli anonimi del web! [Le pagelle di GZL] CorriereAl

di Enrico Sozzetti

Nei prossimi mesi sarà riqualificata una parte della struttura. Ma per la sala grande il futuro resta ancora incerto

Il Gestore dei servizi energetici (Gse) ha approvato la richiesta del Comune di Alessandria di un contributo per il recupero e la riqualificazione energetica del Teatro Comunale. La somma è di 1.763.000 euro che contribuiranno “alla trasformazione di un edificio storico in una struttura moderna ed efficiente dal punto di vista energetico, nel rispetto degli obiettivi nazionali di sostenibilità e di valorizzazione del patrimonio pubblico” si legge nella nota diffusa dall’amministrazione comunale. Che parla di un risultato “di assoluto rilievo che consente di compiere un altro passo nel reperimento delle risorse necessarie a riaprire uno dei luoghi simbolo di Alessandria, con una maggiore attenzione all’innovazione tecnologica e all’efficientamento energetico. Il finanziamento ottenuto consentirà di avviare i lavori nel rispetto delle tempistiche previste dal decreto ministeriale, ovvero entro sessanta giorni dall’accettazione della prenotazione”. Infine l’entusiastica dichiarazione finale a più voci: “L’accoglimento di questo importante contributo rappresenta un risultato molto rilevante, che ci avvicina alla restituzione del Teatro alla Città e conferma che il nostro lavoro per la ricerca delle risorse che ancora mancano per ultimare l’opera è costante. Con questo finanziamento potremo ultimare le opere di efficientamento dell’intero involucro del teatro e completare la sala Ferrero, il foyer e il locale bar”. Parole attribuite al sindaco, Giorgio Abonante, al vicesindaco con delega al nuovo teatro, Giovanni Barosini, e a Michelangelo Serra, assessore a Lavori pubblici, riqualificazione e rigenerazione urbana.

La gestione è lontana (come per l’ex chiesa di San Francesco)

Il 2 dicembre c’è stato un ennesimo sopralluogo di una Commissione consiliare all’interno dell’enorme cantiere del Teatro. Il risultato è un po’ diverso, rispetto alle prospettive, da quello del comunicato. Sul piano energetico, niente da dire. L’enorme impianto sarà in grado di trattare ottantamila metri cubi l’ora di aria. Tra recupero di calore, teleriscaldamento e fotovoltaico, la gestione dell’energia pare improntata a una piena efficacia.

Tutto bene? Sì, se la piena operatività della struttura fosse completa. Quello che si profila è invece un recupero parziale, tempi lunghi e per non minimamente quantificabili per la sala grande, tanto meno per la galleria. Il rischio, rilevato dai tecnici, è che se l’impianto dal valore milionario dovesse rimanere fermo per molto tempo potrebbe deteriorarsi la centrale termica di prim’ordine con un danno significativo.

E sì, perché al momento la vita all’interno dell’edificio del teatro potrebbe riprendere solo nel foyer (carino, ma per farci cosa?), nella sala Ferrero (se non sorgeranno intoppi dell’ultimo minuto, per ora è ancora un cantiere) e nel bar. Dice il comunicato. Peccato che proprio Serra, alla fine del sopralluogo abbia detto che “l’idea è di metterlo in gestione insieme al teatro”. Tradotto, anche quello del bar rischia di essere uno spazio risanato, però destinato a rimanere vuoto per chissà quando.

C’è poi l’esterno del teatro. “Ingresso e marciapiedi sono di competenza del Comune” dice un tecnico impegnato nel cantiere.

Cioè finora nessuno ha parlato della riqualificazione dell’area su via della Repubblica e sui giardini pubblici? Pare di no. O almeno, se c’è un’idea non è mai stata resa pubblica.

Infine, la questione più pesante. La sala grande, quasi milleduecento posti, non è finita. Sul piano strutturale lo è per circa l’ottanta per cento, ma deve essere completata con arredi e rifiniture. E chi lo farà? Ma il gestore del teatro! Che non c’è. E non si sa quando ci sarà. Sempre Serra ha detto, durante il sopralluogo, che “a inizio 2026 si procederà con il bando per trovare il partner per proseguire i lavori.

Visti gli anni che sono trascorsi finora, la prospettiva non è incoraggiante. Quale investitore è pronto a iniettare risorse non solo per gestire la struttura, ma innanzitutto per completarla? La stima media per l’allestimento della sala grande è di cinquecento euro a posto, che sono milleduecento. Poi c’è il resto, compresi gli impianti che la ditta attuale predispone, ma non del tutto perché nessuno ha dato precise indicazioni di come verrà gestito il teatro, quali spettacoli ospiterà.

In sostanza, senza una pianificazione preventiva e stanziamenti pluriennali certi il rischio è di avere una struttura che riaprirà per un terzo, navigando a vista in attesa di qualcuno disposto a investire milioni.

Sempre il Comune annuncia che finiti i lavori di recupero dell’ex chiesa di San Francesco, a marzo “vedrà la luce il museo civico”. Per ora, però, con locali vuoti. Di gestione non si parla ancora, né delle risorse.


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