
“Vivo a Ovada dal 2002, e quando sono arrivata era una cittadina tranquilla, dove una persona poteva passeggiare in sicurezza, in qualsiasi ora del giorno. Oggi non è più così, e per fortuna a me è andata bene: ma qualcosa dobbiamo provare a fare, tutti insieme”. Silvia Gambino in città è un volto conosciuto, e dopo lo scippo subito lunedì intorno alle 19, a pochi metri dal suo negozio di Corso Saracco, sta ricevendo una valanga di messaggi di solidarietà, di persona e sui social.
“Avevo appena chiuso la serranda – racconta – e stavo raggiungendo l’auto. La zona è frequentata, ho sempre pensato di non rischiare nulla: invece due ragazzini, certamente nordafricani ma non so dire di più, mi hanno strappato la borsa, con dentro portafoglio e documenti personali, e sono scappati. Una persona ha filmato la fuga con il cellulare, i carabinieri subito avvisati sono intervenuti con estrema tempestività, e i due sono stati immediatamente fermati: si erano appena liberati di ciò che non interessava, e avevano i soldi ancora nelle tasche”.
Silvia Gambino è una signora combattiva, fino a pochi giorni fa anche consigliere comunale di opposizione con Prima Ovada (“sono dimissionaria per questioni diverse da quanto mi è successo, chiariamolo”), e ci tiene a precisare: “Ho reagito con una certa prontezza, e per fortuna non mi sono fatta male: ma se al mio posto ci fosse stato un anziano, o una persona fragile, come poteva finire? Per quanto ho saputo poi non parliamo di delinquenti professionisti, ma di ragazzi che vivono nella nostra comunità, la mattina vanno anche a scuola, e il pomeriggio girano per Ovada, alla ricerca dell’occasione giusta: questo è ancora più inquietante. Le forze dell’ordine dobbiamo solo ringraziarle per quanto fanno, costantemente sovraccariche, e sotto organico. E non voglio neanche fare speculazione politica: sono iscritta a Fratelli d’Italia, avrei gioco facile a dire che è tutta colpa del centro sinistra che amministra questa città da sempre. In realtà dobbiamo interrogarci tutti. Se quanto sono arrivata qui dall’Abruzzo Ovada era una cittadina accogliente dove potevi passeggiare in serenità, e oggi devi sempre guardati alle spalle, chiediamoci cosa si può e deve fare: servono risorse per la sicurezza, certamente più vigili, carabinieri e polizia, ma anche telecamere. E poi c’è tutto il discorso delle pene: se certi reati sono sostanzialmente impuniti, e se un delinquente, magari già anche pregiudicato, lo rimetti subito in libertà, con un foglio di espulsione che quello getta nel primo cestino, chiaramente la situazione non potrà che peggiorare ancora. Ma i cittadini onesti e perbene, che sono la grandissima maggioranza, non si meritano di vivere così”.

