Aschero (Confindustria): “Sono prudenti le previsioni degli industriali per il trimestre d’inverno”

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Gli scenari dell’economia all’avvio del nuovo anno sono ancora segnati dall’incertezza, e per il trimestre d’inverno le industrie alessandrine esprimono previsioni prudenti, che si discostano poco da quelle dell’autunno. Tra i dati positivi, sempre buone le prospettive di investimenti e alto l’utilizzo degli impianti, e la maggioranza degli imprenditori prevede andamenti invariati rispetto al precedente trimestre.

Lo attestano i risultati della 205a Indagine Congiunturale Trimestrale di Confindustria Alessandria che rileva le previsioni di attività delle imprese associate per il trimestre gennaio-marzo 2026.

I principali indici SOP, che registrano lo sbilancio tra ottimisti e pessimisti, permangono negativi, ma è stabile il portafoglio ordini e la previsione di ricorso alla cassa integrazione resta bassa ed è in diminuzione rispetto all’autunno.

La rilevazione che riguarda i prezzi è ancora in linea con quella del precedente trimestre: il 36% delle imprese prevede un aumento dei prezzi delle materie prime (era il 38% in autunno), il 38% prevede aumenti per quelli dell’energia (era il 35%) e il 46% per i costi della logistica (era il 36% nella precedente indagine). Un andamento che si registra anche a livello nazionale e regionale.

Nello specifico si evidenzia una prudente “stabilità prolungata”: la previsione dell’occupazione è a –6 (era –3 nell’ultimo trimestre), quella della produzione a –12 (era –6 tre mesi fa e –8 un anno fa), quella degli ordini totali a –17 (era –8 e –12), quella degli ordini export a –12 (era –12 e –15). Negativa la previsione sulla redditività a –9  (era zero tre mesi fa, –14 un anno fa). 

La previsione di ricorso alla cassa integrazione è sempre bassa ed è formulata dal 6% degli imprenditori intervistati (era l’8%) e sono sempre in maggioranza al 64% (era il 79%), quelli che prevedono invariata l’occupazione. Sempre elevata la propensione ad investire, che segnala investimenti significativi o marginali che è dichiarata dal 70% degli intervistati (era il 73%), e anche il tasso di utilizzo degli impianti è sempre alto al 77% della capacità (era 79%). Ha lavoro per più di un mese il 77% degli intervistati (era il 78%).

I principali settori produttivi hanno andamenti allineati con l’indagine complessiva: il metalmeccanico con indici negativi, mentre sono nuovamente positivi gli indicatori dell’alimentare, comparto influenzato dalla stagionalità, ad eccezione del dato sull’export. Segnali in linea per le imprese della chimica, gomma e plastica, con indici sotto lo zero ma positivi e in rialzo per l’export.

Per il settore del terziario con i servizi alla produzione le previsioni sono nel complesso positive: occupazione a +8 (era +8), il livello di attività a +8 (era +12), gli ordini interni scendono a –4 (erano +4), la redditività migliora di dieci punti.

I risultati dell’Indagine Congiunturale, elaborata dall’Ufficio Studi di Confindustria Alessandria, alla quale hanno collaborato 99 imprese associate tra le manifatturiere e quelle del terziario con i servizi alla produzione, sono stati presentati da Gian Paolo Aschero, Presidente di Confindustria Alessandria, e dal Direttore, Renzo Gatti.

“Anche questo inizio d’anno si apre con la prudenza nelle previsioni, che perdura ormai da diversi trimestri, in un clima di “stabilità prolungata” – spiega Gian Paolo Aschero, Presidente di Confindustria Alessandria – l’incertezza degli scenari in cui le imprese sono chiamate ad operare, a produrre e a prendere le proprie decisioni condiziona le prospettive delle nostre imprese, ma tengono gli investimenti, l’utilizzo degli impianti e il portafoglio ordini. Cautela anche nelle previsioni sulle esportazioni per il trimestre a venire, ma le nostre imprese detengono sempre il primato dell’export: nei primi nove mesi del 2025 Alessandria si colloca in testa alle province piemontesi per le esportazioni, come attesta la Camera di Commercio: “con un dato di rilevante standing: +8,7%, il miglior risultato in Piemonte, realizzato dalla gioielleria, dai metalli di base preziosi e dalle bevande”. Lo conferma anche il Monitor Distretti di Intesa Sanpaolo per il comparto orafo-gioielliero: in crescita l’export del Distretto Valenzano con un +25,3% nel secondo trimestre 2025, il miglior risultato tra i distretti piemontesi e anche in confronto con gli altri distretti orafi italiani. Dati positivi dunque, di cui teniamo conto per guardare comunque ai prossimi mesi con fiducia”.


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