
di Ettore Grassano
“Ho cominciato a votare Lega a 18 anni, poco dopo mi sono iscritto al partito. Ho sempre creduto al Federalismo, mai a sirene secessioniste: anzi, adoro l’Italia tutta intera al punto che ho sposato una ragazza calabrese, e tutte le mie vacanze le faccio al sud. L’Autonomia però è una forma di civiltà, e di responsabilità di un territorio. Viviamo tutti in un bellissimo condominio, che è l’Italia: ognuno però deve essere responsabile del proprio appartamento, e gestirselo come crede”.
Danilo Autano, alessandrino e leghista doc, è da sempre nel Carroccio un ‘uomo macchina’, una di quelle figure fondamentali nei partiti di una volta, e anche in quelli di oggi: sempre a disposizione, senza mai chiedere, e men che meno pretendere, nulla. Riflessivo, modesto, pacato: eppure se gli chiedi di qualsiasi argomento ti risponde con competenza, sa ascoltare ma anche se serve confutare posizioni inappropriate. Da un paio di mesi segretario della sezione cittadina di Alessandria (“quella a cui da sempre è iscritto Riccardo Molinari, per cui non si scherza”, sorride), sa bene che la Lega, a livello nazionale, ha attraversato tempi migliori, ma non si scompone: “Chi come me, e come tutti noi qui dentro, fa politica per passione, perché crede a determinati valori e ama la propria comunità, lo fa sempre con lo stesso entusiasmo: certo, se sei al 30% è più facile, avere il vento in poppa piace a tutti. Ma sono cicli, a 54 anni ormai l’ho imparato: l’importante è aver ben chiaro in cosa credi, e perché ti stai impegnando sottraendo tempo al tuo privato, e al riposo”.
Incontriamo Danilo Autano in queste festività di fine anno per farci raccontare come la Lega di Alessandria si appresta ad affrontare il 2026, anno che condurrà alle elezioni comunali della primavera 2027, oltre che alle politiche. Come supportare il gruppo consiliare a Palazzo Rosso, e soprattutto con quali modalità porsi all’ascolto della città, per trasformare in proposta politica le esigenze della comunità, dai giovani agli anziani? E quanto fatto sin qui dal ‘campo largo’ guidato dal sindaco Abonante è proprio tutto da buttare?

Segretario Autano, da alessandrino prima che da leghista, come sta Alessandria?
Alessandria è una città bellissima, che a volte sembra avere dimenticato di esserlo, o comunque appare rassegnata al declino. Chiariamo, non è per forza sempre colpa del sindaco, o degli amministratori. Ma certamente anche le scelte del comune pesano: e in questi tre anni e mezzo Palazzo Rosso ne ha azzeccate davvero poche. La ‘non’ organizzazione degli eventi natalizi è un esempio che abbiamo toccato tutti con mano: Asti non è mica Ney York, possibile che ormai tutti gli alessandrini la vedano come un modello irraggiungibile? Certo, quando vedi Corso Roma in questi condizioni, e ti ricordi il centro degli anni Ottanta e Novanta un po’ di malinconia ti viene: personalmente credo che per il mese natalizio Alessandria avrebbe a disposizione una location naturale straordinaria, che è tutta l’area dei giardini di Corso Crimea, dal laghetto fino a Corso Roma, appunto. Immaginiamocele lì, la ruota panoramica, le casette di Natale e tutto il resto. Sarebbe un biglietto da visita straordinario, e un modo di riqualificare una zona che, la sera, ora devi attraversare correndo.

Il ‘campo largo’ ha fallito su tutti i fronti?
L’amministrazione Abonante, campo largo o stretto che sia, ha vinto con uno slogan, ‘Alessandria davvero vostra’, cui non ha fatto seguito una visione di città. Proviamo a fare un elenco di progetti
partiti con la giunta Cuttica? Logistica, ex Chiesa di San Francesco da trasformare in Museo di Alessandria, rilancio del Teatro Comunale, nuovo Ospedale, Campus universitario, nuovo Ponte sulla Bormida, distretto urbano del commercio, smart city e comunità energetiche, coesione territoriale. Sicuramente ne dimentico qualcuno, ma insomma tutti questi tasselli costituivano un mosaico organico: un progetto, appunto. Cosa ha fatto l’attuale amministrazione? Alcuni di questi progetti li ha inspiegabilmente rottamati, altri li sta abilmente cavalcando come fossero suoi, e ci sta anche: purché li portino a casa, mi va bene tutto. Ma l’impressione è che non ci sia una visione strategica, un’idea di sviluppo e di futuro.

Non possiamo parlare di tutti questi progetti, ma la Coesione Territoriale, ad esempio, vale la pena ricordarla..
Era opportunità fantastica, che il sindaco Cuttica seppe cogliere tra i primissimi in Italia, grazie all’impegno del nostro consigliere Ravazzi. Coinvolgeva 33 comuni alessandrini e astigiani del Bacino del Tanaro, con Alessandria capofila, e poteva essere una straordinaria leva economica, e di riqualificazione ambientale. Come si temeva, la nuova amministrazione ha affossato tutto, portando a casa forse le risorse per due mini piste ciclabili. Che peccato: la stessa Cittadella, che va a pezzi, e su cui l’amministrazione Abonante rischia di perdere fondi preziosi già assegnati, ne avrebbe tratto enorme beneficio..

Piste ciclabili e centri sociali: nell’agenda del ‘campo largo’ alessandrino pare non esserci altro..
Sui centri sociali stendo un velo pietoso, ci tornano già spesso, e giustamente, i nostri consiglieri comunali. Le piste ciclabili invece mi vedono assolutamente favorevole: ma non fatte così per favore, piccoli tratti di percorso senza capo ne coda. Basta andare in Lombardia e si vedono piste ciclabili vere, serie, sia dentro le città che come collegamento extraurbano. Occorre però un piano organico, la ricerca di risorse, e poi un impegno trasversale a portare avanti questi progetti anche in caso di alternanza politica in comune. L’esatto contrario, insomma, di quanto avvenuto nel 2022.

Gruppo Amag, da smart city e comunità energetiche alla svendita degli asset, è un attimo….
Il mercato delle multiutility è estremamente dinamico e competitivo. Una realtà come il Gruppo Amag, se non riesce a crescere, diventa a sua volta preda, e va verso lo smembramento. E’ quello che sta succedendo: il management individuato da Abonante ha rottamato smart city e comunità energetiche, senza alcun progetto alternativo. La Lega, grazie all’impegno di Paolo Arrobbio e del Presidente di Egato 6 Perocchio, è riuscita, almeno per ora, a salvare l’asset idrico, conservando il controllo pubblico. Il resto è in vendita, o svendita appunto. La filiera dei rifiuti, in particolare, fa riflettere: in tanti territori raccolta e smaltimento sono un business che finanzia altri capitoli di spesa comunale, da noi sembrano un buco nero. Servizio pessimo, costi in aumento costante scaricati sulle spalle dei cittadini. Poi ci si stupisce se nelle classifiche sulla qualità di vita siamo il fanalino di coda nel Piemonte, e di tutto il nord..

Prima ha fatto un cenno ai consiglieri della Lega a Palazzo Rosso: Roggero, Cuttica e Lumiera stanno facendo un gran lavoro..
Eccezionale, per impegno e risultati. Un’opposizione intelligente, sempre sul pezzo, mai urlata e sempre costruttiva. Cito la recente mozione sul nuovo ponte Bormida, approvata all’unanimità da tutto il consiglio comunale. Documento importante perché impegna finalmente sindaco e giunta a ‘darsi una mossa’, e a partire con il progetto dell’infrastruttura, avendo già a disposizione circa 40 milioni di euro, quasi tutti frutto del lavoro del nostro Molinari a Roma, e della giunta Cuttica qui sul territorio. Ma c’è un altro aspetto fondamentale nella nostra mozione: finalmente si stabilisce che il Comune di Alessandria, per reperire le risorse che ancora mancano, deve muoversi anche ‘in proprio’, e non solo stare a lagnarsi sui giornali, in attesa che ci pensi Molinari a Roma, o la Regione o altri soggetti. Perché non provare, ad esempio, a coinvolgere le importanti realtà industriali e logistiche insediate in Fraschetta? Qualcuno ha provato a interpellarle? La Lega sul tema ponte Bormida continuerà ad incalzare l’amministrazione: è un’opera troppo importante per dormirci ancora sopra. Vogliamo aspettare che ci sia un’emergenza, per riconoscere che bisognava muoversi per tempo?

La Lega di Alessandria nel 2026 come intende dialogare con la città?
Cercheremo, nei limiti degli impegni di ognuno, la sede di via Faà di Bruno aperta il più possibile, e mi piacerebbe anche metterla a disposizione di associazioni o realtà cittadine che abbiano necessità di un luogo dove riunirsi per una serata di dibattito o riunione. E vorremmo anche rafforzare il rapporto con il nostro Gruppo Giovani, da cui certamente possono arrivare stimoli, progetti, energie. Ma è anche necessario uscire dalla sezione, vivere la città: con stand, banchetti, iniziative. E naturalmente supportando iniziative pubbliche di interesse per i cittadini: non solo come Lega, ma come centrodestra.

A proposito: in vista delle elezioni comunali del 2027 si moltiplicano i nomi dei candidati sindaco. Ogni partito di centro destra pare averne almeno uno, in qualche caso anche due. Quando farete la sintesi? Occorrerà aspettare gli ultimi mesi, o il nome del candidato/candidata verrà identificato in anticipo?
A me piacerebbe che il 2026 fosse da un lato un anno ricco di confronti, tra i partiti e soprattutto con la cittadinanza, per mettere a punto un programma concreto, un progetto da presentare alla città. Personalmente sarei anche lieto di poter identificare, e presentare pubblicamente, non solo il o la candidata a sindaco del centrodestra, ma anche un gruppo, un pool di figure con competenze reali e riconosciute, pronte a impegnarsi per la città. Poi so bene che esistono dinamiche politiche, trattative, tavoli. Quel che credo di poter garantire, al momento, è che il centrodestra alessandrino è unito, e determinato a presentare agli elettori un’alternativa non solo possibile, ma addirittura indispensabile, se vogliamo che la nostra città riprenda un percorso di crescita e di sviluppo, e che torni ad essere attrattiva per i nostri giovani, e per tutti coloro che hanno voglia di rimboccarsi le maniche, e di lavorare per il futuro.

