di Ettore Grassano

“Ad un recente convegno su Alessandria, gli alessandrini e l’alessandrinità che si è tenuto a Palazzo Monferrato ho ribadito un concetto fondamentale, su cui insisto da sempre: la nostra città ha straordinarie potenzialità, in gran parte ancora inespresse. Oggi, per una concatenazione di elementi di natura economica, sociale e culturale, Alessandria torna ad essere attrattiva per lavoratori e studenti e questo, per la parte che mi compete, significa crescita del mercato immobiliare. Che ovviamente va gestita, garantendo una qualità e quantità dell’offerta adeguata alla domanda”.
Franco Repetto, figura storica dell’intermediazione immobiliare ad Alessandria, è presidente provinciale dell’Associazione Piccoli Proprietari di Case e past president delegato alla comunicazione di Fiaip Alessandria, e ha appena completato il suo mandato quinquennale da consigliere di amministrazione della Camera di Commercio di Alessandria e Asti. Ogni tanto ci aiuta ad analizzare la situazione del mercato immobiliare cittadino e provinciale, che nel corso del 2025 ha evidenziato tratti di dinamismo decisamente superiori alla media regionale, e nazionale. ‘Boom’ di compravendite (sia pur a prezzi mediamente ancora bassi: ma inevitabilmente destinati a crescere), e una richiesta di alloggi in affitto assolutamente superiore alla disponibilità di unità abitative adeguate: “e qui – evidenzia Repetto – torna un tema di cui come Fiaip parliamo da anni, forse da un decennio, ovvero la necessità che i proprietari di appartamenti magari un po’ datati li ‘modernizzino’, dotandoli di quegli standard abitativi oggi ritenuti da tutti fondamentali, e che consentono poi di ottenere una rendita annuale, in termini di affitto, estremamente interessante”.

Presidente Repetto, il recente convegno di Palazzo Monferrato ha evidenziato, ancora una volta, le potenzialità del mercato immobiliare del capoluogo, e di buona parte della nostra provincia..
E’ così, e si tratta della diretta, inevitabile conseguenza di quanto sta succedendo, sul nostro territorio, dal punto di vista degli insediamenti produttivi e logistici, ma anche della crescita dell’Università e delle strutture sanitarie. Durante la conferenza è stato tracciato un quadro chiaro dell’evoluzione demografica ed economica del territorio, partendo dal suo passato industriale fino alle trasformazioni più recenti. Uno dei temi centrali ha riguardato il fenomeno della decrescita demografica che Alessandria, come molte realtà del Nord Italia, ha iniziato a vivere dopo la crisi economica del 2008. Quel periodo ha segnato un calo significativo della popolazione, dovuto non solo al generale rallentamento delle nascite, ma anche al progressivo spostamento di giovani e lavoratori verso aree percepite come più dinamiche e ricche di opportunità. Questa tendenza ha inevitabilmente inciso sul tessuto economico locale, contribuendo a un certo immobilismo ancora percepibile in alcuni settori.


Oggi, però, lo scenario appare drasticamente cambiato, e in movimento: e, insieme alla logistica, proprio il settore immobiliare si propone come motore del rilancio..
Il comparto immobiliare negli ultimi anni sta assumendo un ruolo strategico per il rilancio di Alessandria, e questo lo dico con l’orgoglio di chi ci ha sempre creduto. La qualità di offerta abitativa è cresciuta sia nel capoluogo che contesto provinciale, e al momento risulta assolutamente accessibile in termini di costi. Più questi territori diventano connessi, più riescono ad attrarre chi lascia le metropoli in cerca di un mercato immobiliare favorevole. In questa transizione abitativa, Alessandria si candida come destinazione interessante: oltre alla tradizione enogastronomica e al patrimonio storico-architettonico, vanta una posizione strategica al centro del triangolo Torino-Milano-Genova. Proprio in questi giorni è arrivato il dato sulle transazioni immobiliari del III trimestre 2025 nel comune di Alessandria rispetto al III trimestre del 2024: sapete la % di aumento? Ben il 23%. A conferma della tendenza.

Diamo qualche dato concreto..
Volentieri. Alessandria oggi offre 92 m² di superficie abitativa per abitante. A Milano la media è 57 m², a Torino 64 m² e a Roma solo 54 m². Sono numeri che parlano da soli. Un altro elemento positivo è lo snodo logistico che collega l’Italia all’Europa. La posizione strategica è rafforzata da ben tre caselli autostradali, che offrono direttrici scorrevoli verso i tre capoluoghi: il centro città dista circa 80 km da Genova (A26), 90 km da Torino (A21) e 95 km da Milano (A7).
Poi c’è anche l’impatto del Terzo Valico..
Esatto, perché una posizione favorevole non basta: servono infrastrutture. Il Terzo Valico dei Giovi, una nuova linea ferroviaria per merci e passeggeri (inizio lavori 2012), è fondamentale. Il progetto prevede 53 km di nuova tratta (70% in galleria) che da Genova si connetterà alle linee esistenti per Torino e Milano via Tortona, coinvolgendo anche Alessandria. La nuova linea sarà ad alta capacità per il trasporto merci e ad alta velocità per i passeggeri, con una riduzione dei tempi di percorrenza e un aumento della capacità del 40-50%. Il costo dell’intero progetto ha superato i 10 miliardi di euro e il suo completamento è previsto per il 2027.

Parliamo di Università: 4.000 studenti, oltre a tutto il personale connesso, sono un bel lievito per tutta l’economia del territorio, conferma?
Confermo non io, ma ancora una volta i numeri. Le analisi evidenziano una crescente attrattività del mercato immobiliare alessandrino, sostenuta da prezzi competitivi e da un rinnovato interesse verso gli investimenti. Un aspetto significativo è la vivacità del mercato delle locazioni, alimentata dalla presenza sempre più numerosa di studenti universitari (oltre 4.000 in città). Le università di provincia stanno vivendo una nuova centralità e possono diventare un motore di sviluppo territoriale. L’Università del Piemonte Orientale (UPO), con oltre 14 mila iscritti nell’anno 2023-2024, cresce a ritmi sostenuti, con risultati positivi in termini di soddisfazione per la qualità dei servizi e dell’offerta didattica. Tuttavia, tre quarti degli iscritti provengono dal Piemonte: la sfida è rafforzare l’attrattività degli atenei alessandrini, anche attraverso politiche abitative mirate. Le università di provincia attraggono giovani, trattengono capitale umano e stimolano l’innovazione. Per consolidare la propria posizione, devono affrontare sfide come l’aumento dell’internazionalizzazione, il rafforzamento della presenza di studenti fuori sede e il potenziamento della ricerca. È essenziale investire in housing universitario e servizi di welfare dedicati agli studenti provenienti da altre regioni e dall’estero.

Gli accordi territoriali sembrano l’uovo di Colombo, con implicazioni tanto di business quanto etiche..
L’aspetto economico è sorprendente perché in un momento in cui l’investimento immobiliare è sotto pressione, il canone concordato garantisce un utile netto superiore per il proprietario, supportato da un rendimento che l’ultima statistica ha attestato all’8,8% e oltre. Questo risultato, ottenuto grazie a significative agevolazioni fiscali, smentisce l’idea che l’efficienza economica debba escludere la responsabilità sociale. Anzi, dimostra che la convenienza per il singolo può essere massimizzata all’interno di un sistema regolamentato e virtuoso. E infatti la funzione sociale di questi strumenti si traduce nel canone calmierato e l’impatto sociale reale che riescono a determinare. Si collocano infatti in una terra di mezzo strategica, fra l’assolutismo del mercato libero e la necessità del mercato sociale. Il loro compito fondamentale è calmierare i prezzi degli immobili. Questo equilibrio si traduce in un risparmio diretto per il conduttore, quantificabile in 50, 100 euro o più mensili. Queste cifre, apparentemente piccole (ma attenzione, il canone medio in Alessandria è di 430 euro), rappresentano un sollievo economico vitale per le famiglie, un vero e proprio atto di coesione sociale integrato nel meccanismo economico. Il proprietario, nel frattempo, ottiene il suo migliore rendimento netto grazie al beneficio fiscale.
Lo strumento è apprezzato? Il suo utilizzo si sta diffondendo?
Il grande ostacolo all’impiego di questi strumenti sta nel fatto che è fondamentale farli conoscere. “Se sapremo mantenere questo equilibrio, il vantaggio sarà universale. Non è un risultato di poco conto ottenere tali benefici in tempi così complessi. Il successo non può che essere positivo: è la ragione per cui in realtà come Alessandria e provincia, su migliaia di contratti, la stragrande maggioranza viene stipulata con gli accordi territoriali. Dove questo equilibrio viene meno, assistiamo non solo a una disfunzione di mercato, ma a uno scempio sociale. Lì altro che coesione: si alimenta il suo esatto opposto. Dobbiamo riconoscere e promuovere gli accordi territoriali come il modello etico ed economico necessario per il futuro delle locazioni. Infine, un punto cruciale per l’economia reale: se e i nostri giovani studiano, lavorano e restano qui, università, imprese e famiglie fanno parte della stessa catena dell’economia reale.

