
di Mauro Remotti
Salogni1 è un piccolo borgo dell’Alta Val Curone, lembo estremo della provincia di Alessandria, al confine con le regioni Liguria, Lombardia ed Emilia-Romagna. Ora i residenti sono soltanto poche decine, ma in passato, specificatamente durante il periodo 1742-1865, erano intorno ai 360. Un territorio ricco di bellezze naturalie di notevoleinteresse storico-culturale, il quale, tuttavia, ha sempre dovuto fare i conti con l’emigrazione. Già nel XVIII secolo molti salognesi partivano periodicamente e stagionalmente per il lavoro nelle risaie del Vercellese e della Lomellina.

Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, l’emigrazione si rivolse invece verso l’America. Anche Mario Dallocchio (classe 1938) e i suoi genitori partirono, alla fine della Seconda guerra mondiale, alla volta dell’Argentina per poi fare ritorno in Italia una decina di anni più tardi. Quell’esperienza segnò profondamente il giovane Mario, che decise di dedicare diversi studi alla storia del suo paese e al movimento migratorio.

Nel 1978 riuscì finalmente a recarsi negli Stati Uniti, dove potè incontrare diversi parenti e paesani salognesi, che si erano trasferiti nel Connecticut. Fu un viaggio breve, ma “ricco, però, di emozioni e di scoperte”. Pochi anni più tardi, intraprese un nuovo viaggio negli USA con l’intento di raccogliere sul campo (grazie a un registratore portatile) i racconti dei suoi conterranei. Le interviste sarebbero poi confluite in due pubblicazioni.

La prima, dal titolo Ti c’a t’è stüdió, scriva carcossa. Per uno studio dell’emigrazione in Val Curone (Edizioni Fadia, Castelnuovo Scrivia, 2009), di cui Dallocchio è coautore insieme a Graziella Gaballo e Maria Grazia Milani, analizza l’esperienza migratoria dalla Val Curone alle Americhe contestualizzata nel fenomeno nazionale, e ricostruita soprattutto grazie ai tanti ricordi dei suoi protagonisti provenienti dai seguenti paesi: Bruggi, Caldirola, Salogni, Montecapraro, Lunassi, Giarolo, Forotondo, Garadassi, Selvapina, Fabbrica Curone, San Sebastino Curone, Volpara e Volpedo.

Le testimonianze dirette degli emigranti della Val Curone sono state raccolte anche nel libro Emigranti dell’Alta Val Curone negli Stati Uniti d’America. Profili e testimonianze (Edizioni Fadia, Castelnuovo Scrivia, 2012). I “pionieri”, molti dei quali sono stati taglialegna nelle foreste del Connecticut, affidano all’amico Mario il compito di tramandare le loro vicende personali. “Sono storie semplici, di gente semplice, avvezza alla fatica e al sacrificio, che in America cercava non la fortuna o l’avventura, ma migliori occasioni di vita e di lavoro e un più sicuro avvenire per sé e per i propri figli. Il lavoro ha scandito tutte le loro giornate. Sempre”.
Le foto dei primi migranti e dei loro discendenti sono inserite all’interno del libro. Nell’appendice, come evidenzia Maria Grazia Milani: “Vengono citate oltre 120 persone, con i loro nomi, cognomi, soprannomi e relativi gradi di parentela, emigrate da Salogni verso gli Stati Uniti d’America dal 1887 al 1960, con anno di espatrio, rientro in Italia e ripartenza verso l’altra sponda dell’Atlantico”.
Nel 2008, Mario Dallocchio è stato relatore in un importante convegno presso la Biblioteca di Buenos Aires avente per tema l’emigrazione italiana in Argentina e il ruolo della chiesa cattolica2.
Dallocchio ha svolto per molti anni la professione di docente di lettere al Liceo scientifico “Galileo Galilei” di Alessandria. “Di lui tutti apprezzavano la grande empatia, l’affetto e il ricordo costante, specialmente in occasione delle festività, che sapeva rendere sempre speciali, grazie ai suoi biglietti di auguri personalizzati, testimonianza del posto che ciascuno occupava nel suo grande cuore”3. Una volta in pensione, aveva accettato con entusiasmo l’incarico di insegnare latino presso il seminario di Betania.
Mario Dallocchio è scomparso nel 2020, all’età di 82 anni, a causa del Covid-19.
1 Frazione del Comune di Fabbrica Curone (AL), non molto distante dal centro turistico di Caldirola.
2Renato Balduzzi, allora ministro della Salute, così commentò l’intervento di Dallocchio: “La relazione-testimonianza di Mario Dallocchio, che ha trascorso a Buenos Aires, da emigrante, gli anni cruciali della sua formazione giovanile, ha saputo restituire un ritratto vivo e palpitante di un piccolo paese della nostra provincia, Salogni, singolare caso di emigrazione di massa nelle Americhe tra gli ultimi decenni dell’Ottocento e la prima metà del secolo scorso”.
3 Stefano Tessaglia, La Voce alessandrina, n.42 del 26/11/2020.

