Alessandria fanalino di coda al Nord per qualità della vita: che strano eh! E sui conti del Comune…..[Le pagelle di GZL]

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di Graziella Zaccone Languzzi

Alessandria verso il voto senza identità CorriereAl 2

1) Alessandria all’80esimo posto, fanalino di coda del Piemonte, e già che ci siamo di tutto il Nord: il 17 novembre si leggeva questa notizia, anche se per chi segue con attenzione la situazione della nostra città si tratta più di una certificazione che di una novità: “Qualità della vita’, classifica 2025: Alessandria all’80° posto, ultima in Piemonte e in tutto il Nord”. La classifica è di Italia Oggi, e vede Alessandria all’80esimo posto in classifica generale, e ultima in Piemonte, ultima del Nord Ovest e ultima nell’intero Nord Italia. Dietro di noi solo tante città del Sud e qualcuna del Centro. Alessandria ce l’ha fatta di nuovo: quando c’è una classifica da scalare, noi preferiamo distinguerci scendendo. Se fosse una disciplina olimpica, ci varrebbe quantomeno un premio alla costanza. Seriamente: la classifica analizza nove macro categorie: affari e lavoro, ambiente, istruzione, popolazione, reati e sicurezza, reddito e ricchezza, salute, sicurezza sociale, turismo e cultura. E Alessandria è riuscita nell’impresa di non brillare praticamente in nessuna. Una versatilità sorprendente: siamo i tuttofare del fanalino di coda. D’altra parte, chi l’ha detto che si debba eccellere sempre? Anche l’ultimo posto ha il suo fascino: rilassa, toglie pressione, permette di prendere la vita con calma. Mentre altre città corrono, innovano, migliorano, Alessandria sembra aver scelto un approccio zen: restare immobile e lasciare che siano gli altri a sorpassare. Eppure, dietro questa ironia amara da parte mia c’è una realtà che punge davvero: una città con potenzialità enormi, una posizione strategica, una storia importante, un territorio ricchissimo che continua a non sfruttarle. Leggete questa intervista: Roggero (Lega): “Alessandria ha enormi potenzialità, ma va fatta ripartire: con l’amministrazione Abonante solo immobilismo e disagi”. Mancano le idee, mancano le azioni o forse manca quel briciolo di ambizione che trasformerebbe l’80esimo posto in un ricordo imbarazzante, non in un’abitudine. Sperare nell’anno prossimo e riuscire a stupirci se riuscissimo scalare anche di poco la classifica, per dimostrare di essere in grado di muovere un piccolo passo verso l’alto? La speranza è sempre l’ultima a morire, ma con questa amministrazione la vedo dura.
Voto: 2

2) Alla fine di novembre si è partiti con i preparativi per il Natale. Ricordate l’anno scorso? Tra ruota panoramica e stop alle casette di Natale, le polemiche non mancarono. Quest’anno le decisioni hanno preso una strada diversa che condivido, ruota panoramica e casette di Natale in piazza Libertà, così piazza Garibaldi continuerà ad essere libera per il mercato e per i parcheggi. Ovviamente non speriamo che Alessandria entri nella classifica di European Best Destinatio. Si tratta di un’organizzazione non profit con sede a Bruxelles che promuove la cultura e il turismo in Europa, e che ogni anno stila una classifica delle migliori destinazioni europee in base ai voti di viaggiatori e turisti, e seleziona le migliori città in base all’atmosfera, ai mercatini di Natale, alle luci e all’esperienza complessiva che offrono durante le festività. Importante però è iniziare. Lo scorso anno in una pagella in merito alle polemiche sorte avevo portato l’esempio di Asti che con le sue 130 casette natalizie è stata l’unica città in Italia ad entrare nella Top Ten dei migliori mercatini d’Europa per la classifica di European Best Destination. Unico neo però è il solito comportamento di questa giunta nel non coinvolgere le associazioni di categoria del commercio, che hanno stilato una serie di lamentele: “Furia di Confcommercio e Confesercenti su ruota e villaggio di Natale: Dubbia qualità, scippo di parcheggi e scelta non condivisa”. Come dare loro torto. Un tema così delicato, soprattutto in un momento cruciale come lo shopping natalizio, non è stato affrontato preventivamente e in modo congiunto con le associazioni di riferimento, e la decisione è stata presa unilateralmente dall’amministrazione comunale, senza coinvolgere neppure il Distretto Urbano del Commercio (DUC), che dovrebbe fungere proprio da organismo per concertare decisioni di tale rilevanza, così come sarebbe stata auspicabile una tempestiva e completa organizzazione del Natale alessandrino. Ultimamente abbiamo assistito all’ennesima decisione assunta dall’amministrazione comunale in totale autonomia, senza alcun confronto preventivo con le associazioni del territorio (vedi l’aumento mensa scolastica). È ormai evidente che la partecipazione, tanto sbandierata in campagna elettorale dal sindaco Abonante come valore irrinunciabile, oggi si è ridotta a una parola di facciata. L’amministrazione interviene unilateralmente su temi che riguardano direttamente la cittadinanza, senza ascoltare chi quei problemi li vive e li affronta concretamente sul campo. Il risultato? Provvedimenti calati dall’alto, spesso poco funzionali, e un crescente senso di distacco tra istituzioni e società civile. Coinvolgere le associazioni e i cittadini non è una concessione, ma un dovere. Ignorarle, invece, significa perdere un patrimonio prezioso di idee, esperienza e senso civico. Su questo motivo salta la sufficienza di voto.
Voto: 5

3) In un’intervista del 10 novembre il capogruppo della Lega in Consiglio comunale ad Alessandria Mattia Roggero dichiara che Alessandria ha enormi potenzialità, ma va fatta ripartire, per andare oltre immobilismo e disagi dell’amministrazione Abonante. Tra i molti temi trattati, da non trascurare il riferimento ai conti dell’ente. Alla domanda: “I conti del Comune sono davvero sotto controllo, come sostengono sindaco e assessore al Bilancio?”, la risposta del capogruppo della Lega è: “Se i conti sono davvero sotto controllo, non possiamo che esserne felici. Tuttavia, per la prima volta nella storia del Comune di Alessandria, il capo della Ragioneria ha messo nero su bianco con una determina ufficiale, che esiste uno squilibrio di competenza sia sulla parte corrente sia sul conto capitale, quindi sia nella gestione ordinaria che sugli investimenti. Un fatto mai accaduto prima, che ha spinto la presidente Lumiera a convocare una Commissione Bilancio, da cui sono emerse diverse criticità”. Chi ha un po’ di memoria ricorderà bene i fatti di pochi anni fa, quando nel giugno 2017 la sindaca uscente Rossa (PD) dichiarava:Lasciamo alla città i conti in ordine , riconsegnando la cassa con 13 milioni di disponibilità e nessun anticipo di tesoreria utilizzato. Ora faremo un’opposizione puntuale e leale, a testa alta per il duro e difficile lavoro svolto con onestà, senso di responsabilità e trasparenza”. Pochi mesi dopo, nel febbraio 2019, la ‘doccia fredda’: “Tutti da rifare i conti della Rossa”. Insomma, facciamo in modo che la storia non si ripeta: lo chieda da semplice cittadina di Alessandria, interpretando credo l’auspicio di tanti altri onesti contribuenti.
Cosa sono le conseguenze di uno squilibrio di competenza? Lo squilibrio di competenza in entrambe le aree (corrente e capitale) è un campanello d’allarme che segnala una possibile difficoltà finanziaria per il Comune. Potrebbe indicare che il Comune non ha programmato in modo sostenibile la propria gestione annuale e molto probabilmente ha speso più di quanto ha incassato, con la difficoltà a coprire le spese ricorrenti e gli investimenti previsti e potrebbe trovarsi in una situazione di deficit di gestione. Quindi occhio da non ritrovarci a ripercorrere una situazione di cui non andiamo per niente fieri.
Voto: 2


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