
di Ettore Grassano
“I nostri iscritti, circa 5.800 tra Alessandria e Asti, sono artigiani, piccole imprese e lavoratori autonomi che esercitano i mestieri più vari: dall’edilizia alla meccanica, dalla ristorazione all’accoglienza, dal benessere alla moda, dall’autotrasporto all’oreficeria. Tutti, ma proprio tutti, capiscono che il mondo sta cambiando rapidamente, e ci chiedono di affiancarli e supportali nel rapido processo di trasformazione. E’ l’inizio di una nuova era e CNA intende esserci, da protagonista”.
Stefania Gagliano, laurea in economia aziendale e master in risorse umane, è dal 2019 direttrice di entrambe le realtà territoriali di Alessandria e Asti, ormai prossime alla definitiva fusione. Cosa questo significhi, in termini di ‘salto di qualità’ ed efficientamento dei servizi, è uno dei temi di questa chiacchierata. In cui discutiamo però anche delle nuove esigenze del mercato del lavoro, di formazione, di intelligenza artificiale.

Direttrice Gagliano, chiariamo prima a tutti i lettori cos’è la CNA..
Siamo la Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa, in sigla CNA, appunto. Alle nostre spalle ci sono quasi 80 anni di storia, in difesa e tutela degli artigiani. Davanti auspichiamo possano essercene almeno altrettanti, perché il tessuto della piccola impresa, spesso a carattere familiare, ha significato e ancora significa tantissimo nella storia del nostro Paese.

In realtà, a scorrere l’elenco dei mestieri che rappresenta, si coglie un’estrema articolazione di attività: dall’idraulico all’orafo, dal ristoratore al meccanico. Cosa accomuna tutte queste categorie?
Se lo chiedessimo ai singoli iscritti, forse emergerebbe che il primo comune denominatore è che si sentono davvero ‘vessati’ dalla burocrazia statale: non solo le tasse, attenzione, che pure sono davvero a livelli insostenibili, ma proprio l’insieme di regole, cavilli, procedure che talora si rivelano ‘scoraggianti’ per i giovani che oggi si approcciano al fare impresa, ma anche per chi l’impresa la gestisce da anni. A me però viene in mente un secondo elemento comune, che è la necessità, talora percepita e altre volte meno, di organizzare le proprie attività secondo nuove regole e modelli di governance, per valorizzarle.

Parliamo di marketing aziendale?
Anche, ed è un aspetto rilevante: oggi la piccola impresa o il singolo professionista che non hanno un bel sito web di presentazione, una presenza sui social e la capacità di interagire con la clientela in tempo reale – magari via smartphone – certamente rischiano di diventare invisibili. Ma mi riferisco anche ad altro, ossia ad ‘impostare’ le loro attività, se partono ex novo, o a riorganizzare quelle esistenti, in maniera tale che siano ‘valorizzabili’ sul mercato, e quindi potenzialmente cedibili. Ossia una delle sfide che oggi le piccole imprese hanno davanti è poter dire: la mia azienda vale xxx euro. Il che non significa doverla vendere domani, anzi. Però significa riconoscere, e farsi riconoscere dal mercato, la propria capacità di creare valore.
CNA può avere un ruolo in questo percorso?
Dobbiamo averlo, questo è oggi una delle nostre principali sfide. Certo, tramite le nostre società di servizi e la nostra rete di consulenti siamo in grado di fornire ai nostri iscritti anche un supporto completo sul fronte delle problematiche fiscali, e legate alla gestione dei dipendenti. Ma non siamo, o non siamo solo, consulenti fiscali o del lavoro. Un’associazione come la nostra deve avere altrove la propria forza: ossia dobbiamo essere in grado di comprendere la realtà del mondo del lavoro, magari anche di anticiparla, e di ‘tradurla’ ai nostri associati. La creazione di valore d’impresa, che abbiamo citato, è un esempio. Un altro estremamente attuale è l’intelligenza artificiale.

Lei è una fautrice dell’AI, o è fra coloro che pensano che, nel prossimo decennio, i robot intelligenti stravolgeranno l’intero mondo del lavoro?
L’AI è uno strumento, ed è una realtà ineludibile. Come lo fu Internet quando cominciò il suo utilizzo massivo, negli anni Novanta. Poi tutto dipende dall’utilizzo che se ne farà, che ne faremo. Certamente l’intelligenza artificiale modificherà molto, e rapidamente, anche l’attività dei nostri associati, che siano piccole imprese o singoli professionisti: per questo occorre conoscerla meglio possibile, e non demonizzarla, per poi capire come applicarla al proprio settore, traendone vantaggio. Nessun settore è escluso, anche il mondo del “fatto a mano” o l’artigianato di servizio, possono aumentare la propria competitività utilizzando correttamente l’intelligenza artificiale.
Il che porta ad un altro punto essenziale, che è quello dell’aggiornamento professionale. Per tante categorie professionali, abituate alla gestione quotidiana dei clienti e delle loro urgenze, è un oggettivo problema..
Lo sappiamo bene, lo verifichiamo quotidianamente con i nostri associati. Si tende a fare formazione solo quando si è obbligati per legge, e magari di malavoglia. Però va anche detto che c’è modo e modo per fare formazione. Sta a chi la fa insomma, o la organizza, renderla appetibile, far percepire che serve alla crescita dell’impresa, o del professionista. E anche qui, le nuove tecnologie a distanza possono tornare davvero utili.

Parliamo di territorio, e dell’area vasta Alessandria Asti. Tante eccellenze, ma anche da sempre una certa rivalità, come inevitabile. Come si fa ad aggregare, senza confliggere?
Aggregare deve essere un valore aggiunto, un modo per offrire più opportunità, non per ridurre costi. Non solo comunque. Esempi ce ne sono già stati, dalla Camera di Commercio alla Cia. Il punto è riuscirci senza penalizzare nessuno, e rispettando le diversità. Per me che arrivo da Torino, è stato più semplice resistere alla tentazione del campanilismo e, allo stesso tempo, cogliere tutte le potenzialità e le energie che verranno sprigionate da questa operazione.

Ad Asti la CNA organizza un grande evento annuale, Arti e Mercanti, rievocazione di un antico mercato medievale con animazioni a tema. Ad Alessandria?
Arti e Mercanti è un marchio di assoluto successo, da ormai oltre vent’anni, che coinvolge un pubblico sempre più vasto, e che rappresenta un momento di forte recupero dell’identità professionale e culturale della comunità astigiana. Alessandria è una realtà un po’ più complessa, ma stiamo pensando anche qui ad un’iniziativa capace di recuperare il patrimonio artigianale del territorio, e valorizzarle. Basti pensare cosa ha rappresentato nel mondo un artigiano come Borsalino.

Quando avverrà la piena unificazione di CNA Alessandria e Asti, e questo cosa comporterà?
Da anni ormai le realtà di Alessandria e Asti, pur tra loro autonome, procedono di pari passo in diversi ambiti: personalmente mi occupo di entrambe dal 2019, e il percorso aggregativo è quasi ultimato. Ma attenzione: l’obiettivo non è tagliare sedi, e infatti resteranno tutti i presidi attuali: ad Asti anche Nizza Monferrato e Villanova d’Asti, ad Alessandria anche Casale Monferrato, Valenza, Ovada. L’obiettivo è più CNA, non meno: per cui più servizi, più consulenza, più progetti e iniziative mirate a valorizzare i tanti mestieri che noi rappresentiamo. Per questo progetto entrambi gli attuali presidenti provinciali, Mauro Scalzo ad Alessandria, Lia Merlone ad Asti, si sono spesi molto, e saranno loro, presto, a raccontare direttamente il futuro che ci attende.

