Masio con Zonta Club Alessandria si affida ai giovani per eliminare la violenza di genere

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Tra i Comuni che da anni collaborano con Zonta Club Alessandria alla campagna ZONTA SAYS NO TO VIOLENCE AGAINST WOMEN c’è Masio in provincia di Alessandria, ma equidistante da Asti (la sua parrocchia fa parte di quella Diocesi).

Masio è uno dei 43 Comuni che il 12 Novembre ha sottoscritto il Patto per il contrasto della violenza di genere e sabato ha richiamato nella piazza antistante il Municipio la popolazione per l’inaugurazione della sua panchina arancione.

Arancione è il colore scelto dalle Nazioni Unite per contraddistinguere le iniziative volte a eliminare la violenza sulle donne, arancione un colore pieno di luce, di gioia, di vita perché una vita libera da violenza è possibile e con questo auspicio Zonta Club Alessandria è attivo sul territorio coinvolgendo le amministrazioni locali con il patrocinio della Provincia anche con l’intento di far conoscere il centro antiviolenza me.dea.

Il Sindaco Giovanni Airaudo e il parroco don Carlo Franco, insieme alla presidente di Zonta Club Alessandria Nadia Biancato e ad una volontaria di me.dea, hanno portato ciascuno il proprio contributo a questo momento significativo che rende evidente l’impegno di Masio per prevenire ogni forma di violenza. Non a caso, dopo l’inaugurazione i presenti si sono trasferiti nella vicina Biblioteca per un approfondimento promosso dalla Consulta Giovanile e animato da “Un paese dialogante”. Si tratta di un gruppo di giovani, guidati da Giuseppe Codrino, che invita a riflettere su cosa non sia amore e cosa lo sia attraverso letture, anche di propri scritti, e ascolto di canzoni i cui testi indagano il tema della violenza e della prevaricazione. Riconoscere la violenza è il primo passo per non esserne vittima.

“Con l’aiuto di questi ragazzi di età compresa tra i 17 e i 22 anni è più facile pensare che la violenza sulle donne possa essere eliminata. La conoscenza e il confronto aiutano ad alimentare la cultura del rispetto dell’altro e la consapevolezza dei propri diritti” dichiara Nadia Biancato.


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