
«Le Commissioni consiliari non sono un talk show né un’arena di scontro permanente: sono
strumenti seri di approfondimento e di controllo al servizio del Consiglio e dei cittadini. Per
questo ho ritenuto doveroso scrivere al Presidente del Consiglio Comunale, stigmatizzando
l’utilizzo improprio delle sedute del 18 novembre.»
Emanuele Locci, Presidente del Gruppo consiliare Fratelli d’Italia in Consiglio comunale ad
Alessandria, interviene così dopo la giornata di martedì 18 novembre, che ha visto riunirsi la II
Commissione Sviluppo del Territorio sul nuovo ospedale e la Commissione congiunta Cultura e
Istruzione / Politiche Sociali e Sanitarie sul convegno “Carceri alessandrine” e il Festival delle
Arti Recluse 2025.
«In entrambe le occasioni – spiega Locci – le Commissioni sono state usate come palcoscenico
politico per attaccare la Regione Piemonte e il Governo nazionale, spesso senza alcun supporto
di atti, documenti o informazioni ufficiali. È un modo di procedere che svilisce il ruolo delle
Commissioni e non rispetta né il Regolamento né i cittadini che pagano il conto di queste
sedute.»
«La Commissione sul nuovo ospedale aveva un titolo impegnativo: “Approfondimenti per la
costruzione del nuovo ospedale”. Su un tema così decisivo per il futuro della città mi sarei
aspettato documenti aggiornati, la presenza dei soggetti istituzionali competenti – a partire dalla
Regione – e un confronto serio sullo stato della procedura. Non c’è stato nulla di tutto questo.
Non è stato portato alcun documento nuovo, non è stato invitato nessun rappresentante della
Regione Piemonte e, fatto ancora più grave, sono state fornite ai commissari delle informazioni
oggettivamente inesatte» continua Locci. «È stato affermato che il protocollo d’intesa per il
nuovo ospedale sarebbe stato firmato solo dal Comune di Alessandria, quando è cosa nota che
il documento è stato sottoscritto da tutte le istituzioni coinvolte. È stato detto che non ci
sarebbero interlocuzioni con la Regione dal marzo 2024, mentre il tema è stato più volte trattato
in sedi ufficiali, anche regionali, e lo stesso Sindaco ha partecipato all’incontro del 29 ottobre
presso l’ospedale nell’ambito delle audizioni della Commissione Politiche Sanitarie del
Consiglio regionale. Si è sostenuto che il Comune sarebbe in attesa di “indicazioni” dalla
Regione per la variante al Piano Regolatore, quando la normativa prevede che la variante derivi
dalla Conferenza dei Servizi.»
Per Locci il punto politico è chiaro: «Di fronte a questo quadro ho chiesto quale fosse il senso
della convocazione: se non ci sono informazioni nuove, se ci si limita a ripetere critiche politiche
alla Regione e se addirittura si diffondono dati sbagliati, la Commissione non fa
approfondimento ma solo polemica. Ogni seduta costa alla collettività oltre mille euro: i
cittadini si aspettano che questi soldi servano a fare chiarezza, non a creare confusione e
scontro tra istituzioni.»

Ancora più dura la valutazione sulla Commissione congiunta del pomeriggio, dedicata al
convegno “Carceri alessandrine” e al Festival delle Arti Recluse 2025.
«L’ordine del giorno parlava di presentazione di un convegno e di un festival culturale. Mi sarei
aspettato un approfondimento sulle iniziative artistiche, sul valore sociale del progetto, sul ruolo
della città e del mondo del volontariato. Invece, per larga parte, la Commissione è stata
trasformata in una tribuna contro il Governo nazionale» afferma Locci.
«Abbiamo ascoltato – prosegue – congetture non supportate da alcun atto ufficiale sul futuro
delle carceri alessandrine, ipotesi di “danni” per la comunità legati all’eventuale presenza di
detenuti in regime di 41-bis, attacchi al Sottosegretario Delmastro accusato di non informare il
Comune. Tutto questo senza che fossero portati in Commissione documenti, provvedimenti o
comunicazioni ufficiali su cui il Consiglio potesse davvero esercitare il proprio ruolo.»

Locci sottolinea anche quanto avvenuto nella parte successiva dell’iniziativa: «Lo spostamento
in Sala Giunta, con la presenza di due persone incappucciate presentate come collaboratori di
giustizia, ha ulteriormente accentuato questa deriva: sono stati pronunciati giudizi gravissimi
sulle istituzioni e sul Governo, arrivando ad affermare che oggi convenga “fare i mafiosi piuttosto
che i collaboratori di giustizia” e che lo Stato non si occuperebbe di legalità, lasciando tutto
sulle spalle del terzo settore. È un messaggio sbagliato, pericoloso e ingiusto nei confronti di chi
ogni giorno, nelle istituzioni, nelle forze dell’ordine e nella magistratura, combatte seriamente la
mafia.»
«I collaboratori di giustizia – aggiunge Locci – sono uno strumento fondamentale nella lotta alla
criminalità organizzata e non possono essere usati come clava politica contro il Governo di
turno. È giusto ascoltare le loro storie, ma non è accettabile che, dentro una sede istituzionale,
si faccia passare l’idea che lo Stato favorisca i mafiosi e abbandoni i pentiti. Così si delegittima il
lavoro di migliaia di servitori dello Stato e si manda un messaggio devastante ai cittadini.»
«Pur ritenendo importante ascoltare tutte le voci – precisa ancora – ritengo inaccettabile che
una Commissione consiliare venga usata per veicolare, senza contraddittorio e senza appigli a
documenti ufficiali, l’idea che lo Stato non contrasti la mafia. Così si tradisce lo scopo stesso
delle Commissioni e si mina la fiducia nelle istituzioni.»
La lettera al Presidente del Consiglio Comunale: “Ripristinare serietà e rispetto delle regole”
Per questi motivi Locci ha formalizzato il suo disappunto con una lettera al Presidente del
Consiglio Comunale.
«Ho chiesto al Presidente – spiega il capogruppo di Fratelli d’Italia – di valutare la conformità
delle sedute del 18 novembre al Regolamento del Consiglio, di richiamare i Presidenti delle
Commissioni a un uso rigoroso di questo strumento e di convocare una Conferenza dei
Presidenti di Commissione per ribadire che le Commissioni devono essere al servizio del
Consiglio e della città, non megafoni di propaganda.»
«In particolare – aggiunge – ho chiesto che sul tema del nuovo ospedale si organizzi una seduta
seria e dedicata, invitando la Regione Piemonte, l’Azienda sanitaria e ospedaliera e i tecnici
competenti, in modo da offrire al Consiglio e ai cittadini un quadro ufficiale, aggiornato e
completo. Su un progetto così importante serve chiarezza, non disinformazione.»
Locci rivendica, infine, il lavoro delle istituzioni di centrodestra a livello regionale e nazionale:
«Sul nuovo ospedale di Alessandria la Regione Piemonte sta portando avanti un percorso
complesso ma concreto: è giusto discuterne, anche criticamente, ma partendo dai fatti e dagli
atti, non da narrazioni di comodo. Allo stesso modo, sulla lotta alla mafia e sulla gestione del
sistema penitenziario, il Governo sta lavorando per rafforzare la sicurezza, la certezza della pena
e gli strumenti di contrasto alla criminalità organizzata. Dire che lo Stato non fa nulla è
semplicemente falso e offensivo. Come Fratelli d’Italia – conclude – siamo pronti a confrontarci
su tutto, ma pretendiamo che le sedi istituzionali vengano rispettate.»


