
Apprendiamo dalle ultime dichiarazioni del Sindaco di Alessandria che ci accusa di
mistificare, fare cattiva informazione e, addirittura, di non tutelare la verità dei fatti.
Rifiutiamo fermamente l’accusa di essere ipocriti o in malafede. Se il tono è questo e il Sindaco
ritiene suo dovere fare emergere la verità attraverso le vie legali, lo invitiamo formalmente a non
ritirare la querela. Abbiamo piena fiducia nella magistratura e desideriamo che la verità sia
pienamente accertata.
Ribadiamo quanto abbiamo sempre sostenuto: condanniamo l’atto della querela, un’azione senza
alcun precedente. Invece di fornire risposte ai quesiti che da mesi ponevamo all’Amministrazione
comunale, si è preferito ricorrere a un’azione legale, mettendo la questione “in caciara” e
distogliendo l’attenzione dai problemi di merito.
Sosteniamo con fermezza che le clausole sociali contenute nei due bandi in oggetto sono per noi
inaccettabili. Il tavolo regionale era un tavolo istituzionale di crisi, dove la partecipazione è prassi
normale inerente alle procedure della Legge 223/91, e la sua lettura non può essere strumentale o
politica, a meno che non si vogliano eludere le risposte nel merito.
Non abbiamo mistificato nulla: i 36 esuberi sono stati dichiarati da AMAG Mobilità, non dalle
organizzazioni sindacali, che peraltro li hanno sempre ritenuti spropositati in tutti i tavoli di
concertazione. A dimostrazione di ciò, per 8/9 degli autisti dell’appalto scuolabus, abbiamo fatto
in modo e maniera che fossero riassorbiti dalla stessa azienda, mentre altri 8 sono stati ricollocati
nel Gruppo AMAG Holding grazie alla mediazione della Prefettura.
Se per il Sindaco la tutela dei lavoratori c’è stata, ci spieghi in che modo. I lavoratori coinvolti
nell’appalto degli scuolabus sono passati da un orario di 39 ore a 30 ore, e da un contratto a tempo
indeterminato a tempo determinato senza alcun passaggio diretto. Si sono dovuti dimettere per
poi farsi riassumere, perdendo così la tutela dell’articolo 18, che Lo stesso aveva pubblicamente
sostenuto e difeso alcuni mesi fa.
Altri lavoratori si sono trovati trasferiti a Lodi. Infine, la prova di non aver mai confermato gli
esuberi è la nostra mancata firma sul verbale di chiusura della procedura nel quale ci veniva
richiesto di certificare tali esuberi.
Non abbiamo mai dichiarato di essere contrari all’efficientamento del servizio, ma esso non può
avvenire a discapito dei lavoratori. Questo abbiamo sempre sostenuto e continueremo a sostenere.
Oggi ascoltiamo le Sue dichiarazioni in alcune trasmissioni televisive, nelle quali afferma che tale
atto [la querela] è dovuto per tutelare la Sua incolumità e quella dei suoi collaboratori.
Sottolineiamo che nella lettera che ha generato l’azione legale non vi erano né toni minacciosi né
offensivi, ma solo quesiti inerenti alle clausole sociali dei bandi, per i quali attendevamo una Sua
risposta.
Glielo ripetiamo: se si è sentito in pericolo a causa della nostra lettera, è giusto che non ritiri la
querela. Se invece intende farlo per “farci un favore” a discapito della verità, sappia che noi non
abbiamo bisogno di favori, e non temiamo la giustizia, tantomeno la verità, ma vogliamo solo
tutele migliori per i lavoratori, quelle tutele che sono mancate nei due bandi.
SEGRETARI GENERALI FILT-CGIL FIT-CISL UILTRASPORTI
Piemonte e Alessandria


