
di Ettore Grassano
L’autunno alessandrino è lastricato di complicazioni: cimiteri in abbandono, lavori infiniti per le strade cittadine, servizi pubblici sempre più onerosi e di scarsa qualità (pensiamo solo alla raccolta rifiuti, o alla manutenzione del verde), allarme rosso sui conti del Comune. Di questo e altro parliamo con Mattia Roggero, capogruppo della Lega a Palazzo Rosso, in questi anni impegnato in una opposizione ‘costruttiva’, “portata avanti in un costante lavoro di squadra con tutte le forze della coalizione del centro destra: il 2027 si avvicina, e sarà decisiva una svolta per il futuro della nostra città”.

Presidente Roggero, partiamo dalla vicenda trasporti: il sindaco Abonante querela assessore regionale e sindacati. Se la Regione ufficialmente tace, dai sindacati arriva una replica durissima, seguita dall’intervento degli stessi vertici del Pd, che esortano il primo cittadino a ritirare la querela, e a rientrare nel ‘perimetro’ della politica: e ora?
Ora la palla passa al sindaco, in una vicenda che sta sempre più tonalità surreali. La Lega ritiene che la querela sia stata una mossa eccessiva, e stonata: la politica deve usare altre strade, e confrontarsi sempre con le parti sociali. Mentre tutti ricordiamo il sindaco stizzito abbandonare anzitempo i tavoli della trattativa, o non presentarsi, salvo poi appunto affidarsi alle querele. Al contempo, però, mi pare confuso anche il punto di vista del PD alessandrino: chiedono al sindaco di ritirare la querela ai sindacati, ma al contempo attaccano l’assessore Chiorino e la Regione, che ha firmato la stessa lettera dei sindacati. Mi sembra un’ulteriore dimostrazione della confusione che regna oggi a Palazzo Rosso, e all’interno del centrosinistra. Credo che gli alessandrini che hanno seguito questa vicenda non possano che essere sconcertati, e anche preoccupati.

I conti del Comune sono davvero sotto controllo, come sostengono sindaco e assessore al Bilancio?
Se i conti sono davvero sotto controllo, non possiamo che esserne felici. Tuttavia, per la prima volta nella storia del Comune di Alessandria, il capo della Ragioneria ha messo nero su bianco – con una determina ufficiale – che esiste uno squilibrio di competenza sia sulla parte corrente sia sul conto capitale, quindi sia nella gestione ordinaria che sugli investimenti.
Un fatto mai accaduto prima, che ha spinto la presidente Lumiera a convocare una Commissione Bilancio, da cui sono emerse diverse criticità.

Oltre agli aspetti formali, il tema politico è capire dove verranno effettuati i tagli e con quali criteri….
E’ questo ciò che davvero ci preoccupa. Avevano promesso una riduzione delle tasse, in particolare della TARI, quando l’assessore Laguzzi ipotizzava di spostare il costo della movimentazione dei cassonetti dai costi generali ai condomini che decidevano di farlo autonomamente. Una scelta che noi avevamo contestato, insieme a molti amministratori di condominio.
Si era detto che ciò avrebbe portato a un alleggerimento della tariffa: invece, non solo la riduzione non avverrà, ma rischiamo addirittura un aumento, a fronte di tagli ai servizi.
La città fa sempre più fatica, nonostante oggi arrivino dal governo centrale fondi importanti – come quelli dell’accordo Stato-Comuni – e nonostante le nuove risorse generate dalle aziende della logistica, frutto del lavoro impostato dalle precedenti amministrazioni.
Tutte risorse che però sembrano non bastare mai, e ci chiediamo perché.

Cimiteri: tanti alessandrini l’1 e 2 novembre non hanno potuto far visita ai propri cari. Come giudicate la situazione?
Il caso dei cimiteri è emblematico. La verità è che dall’anno scorso ad oggi nulla è cambiato anzi se si può è fin peggiorato. Nonostante la promessa di un miglioramento con la gestione interna, tantissimi cittadini non hanno potuto accedere alle tombe dei propri cari, specialmente nelle aree sotterranee e nelle cripte.
Abbiamo effettuato sopralluoghi diretti: molte strutture potevano essere messe in sicurezza, il tempo c’è stato, ma non sono state destinate risorse sufficienti. I cartelli affissi all’esterno, che parlano di due anni di immobilismo e blocco dei lavori, indicano chiaramente una responsabilità politica dell’amministrazione.

Parcheggi e trasporti: tutto risolto?
Direi proprio di no.
È ancora in corso un contenzioso legale sulla gestione e non ci sono certezze occupazionali né servizi pienamente garantiti.
Al momento regna il caos, come in molte altre partite gestite da questa amministrazione.
I primi dati sugli incassi dei parcheggi non sono affatto straordinari: vanno letti al netto dell’aggio riconosciuto alla società esterna e dei costi tecnologici e di controllo che il Comune deve ancora affrontare.
A ciò si aggiunge il fatto che servizi come trasporto disabili e scuolabus oggi non sono più compensati come avveniva in passato, aggravando il bilancio del settore.
Noi avevamo proposto una soluzione diversa: affidare la gestione al Gruppo AMAG, potenziando una realtà cittadina già esistente e garantendo al tempo stesso occupazione e controllo locale.
Invece, si è scelto di coinvolgere soggetti esterni, con maggiori costi e minore efficienza. Un’occasione persa.

Acqua pubblica: almeno su questo fronte, la battaglia sembra vinta.
Sì, e lo rivendichiamo con forza. L’acqua pubblica è salva grazie al lavoro della Lega, da Roma ad Alessandria, passando per Regione e Provincia.
È stata una vera filiera politica che ha consentito di mantenere la gestione in mano pubblica, garantendo così la tutela di un bene primario.
Questo ha anche permesso di sbloccare i fondi del PNRR, fondamentali per migliorare le reti idriche e investire sulla sostenibilità del servizio.
È un risultato concreto nell’interesse della città.

Rifiuti: un tema molto sentito in città, e nei sobborghi. Cosa non funziona?
La gestione dei rifiuti è uno dei nervi scoperti di questa amministrazione.
Da anni sentiamo parlare di rivoluzioni, cambi di sistema, gare a doppio oggetto, ma tutto è fermo.
Nel frattempo, vediamo bidoni rotti, rifiuti abbandonati e topi per strada.
In alcune zone sono stati persino rimossi i cassonetti perché arrivavano persone da altri comuni a conferire: invece di sanzionare chi sbagliava, hanno tolto il servizio ai cittadini regolari.
Una scelta assurda.
Anche sul fronte dello smaltimento regna l’incertezza: la discarica di Solero è ormai satura, il termovalorizzatore non si farà, e manca una vera strategia alternativa.
Così, inevitabilmente, i costi continueranno ad aumentare.

Commercio e nuova viabilità: la situazione è migliorata o peggiorata?
La conferma dell’Area Pedonale Urbana non è di per sé un problema: nessuno mette in discussione il rispetto di vie come Corso Roma o via dei Martiri, che da sempre hanno una loro regolamentazione.
Dove siamo invece assolutamente contrari è nella chiusura di Piazza Libertà davanti alle Poste, una scelta priva di qualsiasi logica, frutto di un’impostazione puramente ideologica.
Una decisione che non migliora la vivibilità, ma sposta semplicemente il traffico altrove, intasando le vie circostanti – da via Guasco a via Mazzini – con effetti negativi sulla viabilità complessiva.
La nostra preoccupazione ora riguarda le ZTL: un tema che andrà affrontato nei prossimi mesi con attenzione e confronto pubblico, coinvolgendo commercianti e associazioni di categoria, per evitare scelte calate dall’alto che rischiano di penalizzare il commercio locale.
Serve buon senso, non ideologia.
Per quanto riguarda le festività natalizie, sappiamo che le associazioni dei commercianti si stanno già attivando per proporre iniziative ed eventi. Tuttavia, manca una regia comunale vera, un progetto unitario che valorizzi le energie del territorio. Attendiamo di capire cosa intende fare concretamente l’amministrazione.

Due grandi progetti della giunta Cuttica — la riqualificazione del Teatro Comunale e la valorizzazione dell’ex Chiesa di San Francesco — stanno arrivando a compimento: una bella ‘palla’ alzata al vicesindaco Barosini?
Non è che abbiamo “alzato una palla” al vicesindaco: sono progetti che abbiamo costruito e avviato noi, durante gli anni della nostra amministrazione, con idee concrete e una visione chiara per il futuro di Alessandria.
In particolare, l’ex Chiesa di San Francesco rappresenta uno dei risultati più importanti dell’allora sindaco Gianfranco Cuttica di Revigliasco, frutto di un lavoro lungo e di un investimento consistente su un luogo centrale e identitario della città.
Lo stesso vale per il Teatro Comunale, che finalmente torna a vivere dopo anni di abbandono.
L’auspicio è che questa giunta sappia gestire bene le strutture, garantendo una programmazione stabile e aperta alla cittadinanza.
Ci preoccupa invece la situazione della Cittadella, dove i ritardi nell’utilizzo delle risorse rischiano di compromettere interventi importanti: non vorremmo che, per inefficienza, si perdessero fondi preziosi.

Si parla spesso dei candidati del centrodestra per le prossime elezioni, ma nel centrosinistra? Avete idea di cosa accadrà?
Onestamente non mi è chiaro cosa stia accadendo nel centrosinistra.
Probabilmente il sindaco Abonante tenterà la ricandidatura, ma è evidente che ci sono molte voci critiche nella sua stessa area politica, e figure che si stanno già muovendo per sostituirlo.
Mi pare che la sinistra sia divisa nelle sue anime: dovranno decidere se trovare una sintesi o se puntare su un nuovo volto.
Il centrodestra, invece, sta lavorando con unità e concretezza, costruendo una proposta credibile e pragmatica per la città.

Un recente sondaggio di CorriereAl evidenzia che molti alessandrini percepiscono la città in declino. È una sensazione irreversibile o possiamo ancora invertire la rotta?
Assolutamente sì, si può e si deve invertire la rotta.
Alessandria ha enormi potenzialità, ma servono continuità nei progetti già avviati e una nuova spinta verso il futuro. Bisogna tornare a lavorare con serietà su verde, decoro, pulizia e sicurezza, ma anche guardare oltre, verso una crescita strutturale legata alle nuove opportunità economiche e logistiche.
Penso al retroporto di Genova, ai progetti infrastrutturali presentati dal ministro Salvini, e a tutto ciò che può riportare Alessandria al centro delle grandi strategie di sviluppo del Nord-Ovest.
Serve visione, programmazione e la capacità di credere di nuovo nelle nostre possibilità.
Le basi ci sono, ma serve il coraggio di ripartire.

