di Graziella Zaccone Languzzi

1) Teleriscaldamento, comincio da qui, 20 dicembre 2018: “Teleriscaldamento: 2 centrali ad Alessandria. Bollette meno care del 15%”. “L’accordo con Telenergia garantisce al Comune un canone di 220 mila euro all’anno per 45 anni, cifra che sarà interamente investita nel verde pubblico. Saremo degli attenti mastini nel sorvegliare i ripristini delle strade, per limitare al minimo i disagi ai cittadini. Le operazioni dovranno essere fatti a regola d’arte”. Giovanni Barosini, il ‘mastino’ della dichiarazione, nel 2020 era assessore ai Lavori Pubblici della giunta Cuttica. Avete capito? 220 mila euro all’anno per 45 anni: pare che quelle risorse siano destinate al taglio delle piante nei parchi alessandrini, di cui in effetti da qualche anno si è tornati ad occuparsi. Almeno quello. Ma passiamo a questioni odierne: la posa del teleriscaldamento sta creando problemi e Svegliati Alessandria è stata chiamata a parlarne: “Teleriscaldamento ad Alessandria: commercianti sotto pressione”.
Viene spiegato che i cantieri del teleriscaldamento in Corso La Marmora provocano forti disagi ai commercianti: lavori continui, tecnologie datate e accessi difficili. Gli esercenti denunciano danni economici e mancanza di risposte dalle istituzioni, mentre il progetto rischia di creare dipendenza energetica e polemiche sulla gestione. Se l’obbiettivo era sostituire le caldaie a gas e far funzionare il teleriscaldamento con fonti di calore alternative come la biomassa, il geotermico o i rifiuti urbani per una scelta green, forse occorre prendere atto che lo scenario nell’ultimo decennio è rapidamente cambiato. Il teleriscaldamento secondo diversi esperti è tecnologia destinata ad essere superata, giacché produce calore e acqua calda con l’utilizzo del gas, e il quadro internazionale che si sta profilando fa pensare che si tratti di una formula che sta rapidamente perdendo terreno. Oltre a disastrare le strade, i marciapiedi, le aiuole, creare disagi di ogni genere dove passa, il teleriscaldamento comporta poi costi di allacciamento al sistema molto alti, e nei condomini con impianti vecchi l’allaccio implica la sottoscrizione di contratto con un gestore che opera in regime di monopolio e con tariffe non regolate, il che può rendere il servizio meno conveniente per l’utente. A tutto ciò aggiungiamo che un malfunzionamento o guasto nella rete di teleriscaldamento può portare all’interruzione del servizio di calore e acqua calda per un’intera zona. Mi è pure stato detto che lungo la rete di distribuzione si possono verificare perdite di calore, soprattutto quando gli edifici sono lontani dalla centrale di produzione. Il legittimo dubbio è che ci troviamo di fronte ad un progetto vecchio, che parte come idea nel 2010 (quindici anni fa) e vede l’approvazione unanime della Convenzione in Comune di Alessandria nel luglio 2013, durante l’amministrazione Rossa (PD). Nel 2014 la centrale di cogenerazione entra in esercizio con i primi allacciamenti negli edifici del quartiere Cristo. L’inaugurazione ufficiale della centrale avviene nell’aprile 2015. Insomma il teleriscaldamento mi lascia molto perplessa, e qualche anno fa vedeva decisamente contrario anche un combattivo Michelangelo Serra (Movimento 5 Stelle) nelle vesti di consigliere comunale in minoranza. Oggi l’architetto Serra è assessore ai Lavori Pubblici, e forse ha cambiato opinione. Di sicuro questa amministrazione ha ripreso in fretta e furia il suo cammino per collegare più immobili possibili. Qui due filmati dell’Assessore Michelangelo Serra. 12 luglio 2017: “Serra, M5S: NO al Teleriscaldamento, inquina, costa di più e danneggia Alegas”.
30 settembre 2020: “Teleriscaldamento: intervista dei residenti e del consigliere Michelangelo Serra del quartiere Europa”.
Voto: 2

2) Ad aprile il gruppo comunale della Lega di Alessandria presentò una mozione a tutela degli esercenti operanti in centro città, già discussa e approvata all’unanimità dal consiglio comunale con l’obiettivo di individuare zone o aree della città di particolare pregio storico, artistico e paesaggistico dove vietare la nascita di alcune attività ritenute non compatibili con le esigenze di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale: “Via dal centro empori, bazar, compro oro, sale bingo e sexy shop”: la proposta della Lega per il commercio”. Sono trascorsi cinque mesi dalla data di quella mozione della Lega e il 25 settembre si legge: “Azioni per il commercio: si ragiona su parcheggi gratis in alcune ore e lavori in corso Roma e piazzetta Lega”. In sintesi si parla di plurime azioni già poste in essere per migliorare la sicurezza del cuore della città: dalla riqualificazione dei punti luce all’aumento delle telecamere fino all’istituzione delle cosiddette zone rosse, l’imminente avvio dell’area pedonale urbana, capacità di agevolare alcune richieste delle associazioni di categoria come ad esempio parcheggi meno onerosi fino all’individuazione di alcuni orari dove si potrà parcheggiare gratuitamente. Fin qui tutto bene, se non fosse per una frase del vicesindaco Giovanni Barosini che parla di inserire una “sfida”: “Reperire finanziamenti cospicui per la pavimentazione di piazzetta della Lega e corso Roma, il cuore pulsante del nostro centro urbano”. Sta scherzando? Mi pare che Corso Roma e piazzetta della Lega stiano sufficientemente in salute come pavimentazione a differenza del resto della città. Barosini si prenda un po’ di tempo, armato di un notes 21 x 29,7, e via dopo via prenda nota di ciò che riscontra camminando su marciapiedi e manto stradale delle vie cittadine, poi provi a reperire cospicui fondi per sistemarne una buona parte, perlomeno quelli più ammalorati e pericolosi e lasci perdere Corso Roma e piazzetta, anche se potrebbe essere l’ennesima “suggestione”, come quando dichiarò di voler portare un mercatino di qualità lungo la passeggiata Sisto fino alla Cittadella, la fortezza simbolo di Alessandria. Questa sua “suggestione” è del mese di giugno e tutti sappiamo in che condizioni sono la passeggiata di legno del Meier e la passeggiata Sisto. Ogni tanto qualcuno ai vertici di Palazzo Rosso dovrebbe stare con i piedi ben saldati a terra, essere più realista e concreto e non sognare ad occhi aperti …comunque mancano 21 mesi alle amministrative, considerando che già dai primi del 2027 si entra in campagna elettorale non rimane molto tempo per portare avanti certe “sfide” e “suggestioni”.
Voto: 2

3) La vicenda Amag Mobilità tiene banco da mesi, e ognuno di noi ha avuto modo di farsi un’idea su come sia stata gestita, o non gestita, dal comune di Alessandria. La scorsa settimana vi è stato un ulteriore susseguirsi di repliche e controrepliche tra i vari attori impegnati nella vicenda, ed è infine intervenuto anche il vice sindaco Barosini (Azione) a dire la sua nella figura del ‘pompiere’: “Amag Mobilità: dal vicesindaco Barosini l’appello per un dibattito “rispettoso e responsabile”. In sintesi Barosini lancia un appello al ‘volemose bene’: “La politica, su diretto mandato dei cittadini, ha il compito/dovere/diritto di governare processi che tutelino il bene di un’intera comunità, certamente ivi compresi i lavoratori in questione . L’ingerenza della parte tecnica sulla politica, ove mai si verificasse, sarebbe un elemento anomalo e da scongiurare, in ogni contesto. La giunta comunale e il sindaco di Alessandria si muovono con una visione d’insieme, con una strategia rigorosa rispetto alle norme, ma equa e lungimirante”. Domanda: gli elettori con il loro voto non hanno “firmato una cambiale in bianco” agli eletti, e gli amministratori del comune di Alessandria hanno il compito e dovere di governare per il bene di una intera comunità, compresi i lavoratori di Amag Mobilità. Chiedo a Barosini: lei se fosse sindaco avrebbe fatto le stesse scelte di Abonante? Un politico di rango la soluzione la dovrebbe trovare …. o no?
Voto: 2


