Comitato Stop Solvay: “Trasparenza sui dati Pfas nel sangue dei cittadini di Spinetta”

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Apprendiamo dalla stampa locale la notizia delle polemiche sulla mancata condivisione dei risultati specifici sugli esami relativi ai Pfas, nell’ambito del progetto Scenarios. Come Comitato Stop Solvay riteniamo che ogni iniziativa pubblica volta a raccogliere dati sull’esposizione della popolazione a sostanze tossiche sia un bene per la comunità. È fondamentale continuare a indagare sugli effetti che tali inquinanti hanno sulla salute delle persone e sull’ambiente.

Tuttavia, è imprescindibile che ai partecipanti allo studio vengano comunicati i risultati relativi alla presenza di Pfas nel sangue. Parliamo di persone che vivono da decenni sotto la cappa dell’inquinamento prodotto dal Polo Chimico di Spinetta Marengo, che hanno respirato, bevuto e ingerito veleni senza alcuna colpa. Ora, dopo anni di silenzi e omissioni, dovrebbero essere almeno messe a conoscenza di quanti e quali Pfas hanno nel corpo. E’ un diritto.

Le evidenze scientifiche hanno già accertato la presenza di Pfas nel sangue delle persone esposte e il legame con lo sviluppo di gravi patologie. Continuare a indagare è giusto, ma lo si deve fare nella massima trasparenza e garantendo la restituzione completa delle informazioni a chi ha messo a disposizione la propria salute e la propria fiducia. Altrimenti, siamo di fronte all’ennesima presa in giro.

Non si può nascondere la verità per paura di “creare allarme”. L’allarme c’è già, ed è scritto nei corpi di chi vive in Fraschetta.

Non c’è più tempo. La politica, i governi locali e nazionali devono assumersi la responsabilità di fermare la produzione di Pfas e mettere fine a questa emergenza sanitaria e ambientale.

Comitato Stop Solvay


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