
di Ettore Grassano
“L’amministrazione Abonante in tre anni ha dimostrato la propria assoluta incapacità di gestire il comune di Alessandria. Arrancano persino sull’ordinaria amministrazione, dai cimiteri ai parcheggi, come ben sanno tutti gli alessandrini. Non parliamo poi della mancanza di visione strategica, proprio in un momento di grande trasformazione del nostro territorio, e di grandi opportunità. Per fortuna ci sono tanti progetti, per il quale il centro destra trovò anche le risorse, che non possono essere cancellati: ma anche quelli li stanno rallentando a dismisura”. Enzo Demarte, consigliere comunale di Forza Italia e vice presidente della Provincia, dei due Palazzi, Rosso e Ghilini, è ormai un veterano, e soprattutto conosce a fondo gli alessandrini, e ne raccoglie le costanti lamentele: “Da Spinetta, dove vivo, e dalla Fraschetta, fino alle vie del centro, e degli altri quartieri, la musica è sempre la stessa: anche chi ha votato centrosinistra nel 2022 è estremamente scontento, un’Alessandria così malmessa non l’abbiamo mai vista, e non ce la meritiamo”.

Consigliere Demarte, che lei sia scontento dell’amministrazione Abonante ci è chiaro, ed essendo all’opposizione in consiglio comunale è anche abbastanza scontato. Ma proviamo a spiegare perché, partendo da Spinetta e dalla Fraschetta..
La Fraschetta è in completo abbandono, purtroppo, pur essendo un territorio dalle grandi opportunità. Durante il mandato del sindaco Cuttica il centro destra fu lungimirante, e guardando al futuro creò le condizioni per la crescita della logistica in D5: Amazon, ma ora anche Pam, e poi probabilmente altri player. Al contempo, si sono trovate le risorse per la definitiva messa in sicurezza del Rio Lovassina, e si è provveduto a realizzare il primo dei quattro lotti dell’opera. Dal 2022, con l’elezione del sindaco Abonante, però si è fermato tutto. C’è una incapacità di questa amministrazione di rapportarsi a tutti gli altri livelli istituzionali, ossia Governo, Regione, Provincia, che rischia di costare carissimo agli alessandrini. Penso anche, per restare al discorso Fraschetta, al secondo ponte sulla Bormida: che è opera indispensabile, ormai, non solo per la viabilità, ma anche per la sicurezza. E’ mai possibile che, con circa 40 milioni di euro in cassa, tutti procurati dal centro destra soprattutto grazie all’impegno a Roma dell’on. Molinari, questi signori non partano con un progetto preliminare, e con tutti gli altri passi necessari? Dicono che ancora non bastano? Ebbene, che stanno facendo per trovare altre risorse? Qualcuno ha provato a parlarne con Solvay, Michelin, Amazon e altri privati che hanno tutto l’interesse ad un miglioramento della viabilità nell’area? Questi amministratori non sono proprio all’altezza del compito, creda a me..

Intanto si torna a parlare di chiusura di tutti i passaggi a livello sulla linea ferroviaria Alessandria Tortona: sarebbe una bella rivoluzione..
Anche qui, se qualcosa si sta muovendo è grazie al centrodestra, e in particolare all’impegno del consigliere regionale Buzzi Langhi, che è anche capogruppo di Forza Italia in comune. Abbiamo fatto un incontro/sopralluogo con i tecnici delle Ferrovie, e ciò che è emerso è la loro volontà di realizzare, a Spinetta in via Frugarolo (verso Molinetto, in un’area senza abitazioni) un cavalcaferrovia, che per diverse ragioni appare opera meno complessa da realizzare rispetto ai sottopassi. A qualcosa di simile si sta pensando anche per San Giuliano, e siamo in attesa di una valutazione complessiva dei costi, per poi muoverci di conseguenza. Anche perché lo sviluppo della logistica, e in particolare la riqualificazione dell’ex scalo merci, comporterà un numero di convogli su rotaia molto più grande di oggi: impensabile abbassare e sollevare le sbarre in continuazione!

In tutti questi dibattiti appare evidente l’assenza dell’attuale amministrazione comunale, che finisce poi per ‘incartarsi’ da sola anche su vicende tragicomiche, come la mancata adesione, unica città universitaria del Piemonte, al progetto Piemove per garantire autobus gratuiti agli studenti dell’Upo..
Una vergogna, non sappiamo se frutto di dilettantismo o di presunzione. L’ho già detto: questa amministrazione comunale pare quasi infastidita quando deve rapportarsi a Governo, Regione e Provincia. Si auto isolano, e così facendo causano continui danni ai cittadini. In questo caso, a quasi 5 mila studenti universitari che rischiano di vedersi negata un’agevolazione che spetta invece a tutti i loro colleghi piemontesi, da Torino a Novara, a Vercelli.

Ci sarebbe anche tutta la delicata partita dei servizi pubblici consigliere Demarte: dall’acqua ai rifiuti, dai parcheggi ai cimiteri, ad Alessandria sembra tutto molto faticoso..
Altro che faticoso: i cimiteri sono in abbandono da tre anni, per una scelta di gestione fortemente voluta dall’attuale vice sindaco Barosini. Ora sono riusciti a far fare un taglio dell’erba, e ci tocca pure festeggiare, accontentandoci di pochissimo: e novembre si avvicina, mentre nei cimiteri manca la manutenzione, per non dire della progettazione. La partita dell’acqua si è faticosamente risolta, almeno per un anno e mezzo, grazie al grandissimo impegno del mio collega consigliere in Provincia Giacomo Perocchio, come presidente Egato6. Altrimenti Amag avrebbe rischiato davvero grosso. E in ogni caso il gruppo, dopo tre anni di scelte e non scelte fallimentari è ancora in attesa di approvare i bilanci del 2024, mentre sono cambiati in un triennio non so neanche più quanti amministratori. Rifiuti e parcheggi, due settori super delicati, potenzialmente anche fonte di introiti importanti, sono invece dei ‘buchi neri’, con qualità del servizio sempre più scarsa, e seri rischi occupazionali per gli addetti: e questo è un aspetto davvero imperdonabile, e che preoccupa moltissimo tanti alessandrini, e le loro famiglie.

Voltiamoci anche verso l’altro Palazzo di Piazza della Libertà, consigliere Demarte. Quello della Provincia di cui lei è attuale vice Presidente..
Mi faccia prima di tutto evidenziare che il Presidente Benzi è persona serissima e competente, e che stiamo lavorando con grande impegno. Un altro plauso importante va ai dipendenti dell’ente: sono davvero pochi ormai, eppure fanno i salti mortali, ed erogano servizi ai comuni e ai cittadini con puntualità e competenza. Ciò premesso, anche lì i problemi non mancano: la Provincia è ente di finanza derivata, vive di trasferimenti statali (a parte gli introiti delle multe sulle strade provinciali), che certamente non bastano. Pensiamo solo alle strade: quelle di competenza direttamente provinciale sono ancora oltre 1.600 chilometri, e molte in aree collinari, montane o periferiche. Servirebbero almeno 5 milioni di euro l’anno per la manutenzione ordinaria, e ne arrivano sì e no la metà, E poi ci sono le continue emergenze: in questi mesi, giustamente, si è parlato spesso della frana di Carrega, in val Borbera. Ma proprio in quella zona c’è stato anche un intervento importante al Ponte della Gnocca di Capanne di Cosola.
E poi ricordiamo anche il ponte di Bassignana, e tanti altri interventi che si rendono costantemente necessari, su un territorio provinciale che, lo sappiamo bene, è davvero molto vasto. Per quanto riguarda le mie specifiche competenze, sul fronte edilizia scolastica abbiamo realizzato ben 22 interventi su altrettanti edifici, grazie ai fondi PNRR, sia per quanto riguarda la messa in sicurezza che l’efficientamento energetico, e viene effettuato un monitoraggio costante di tutto il patrimonio immobiliare di nostra competenza.

La riforma Del Rio Renzi diede alle Province una batosta terribile, ponendole in un limbo in cui si trovano tutt’ora. Come se ne esce?
Sicuramente io sono favorevole al ritorno ad elezioni dirette, perché i cittadini devono poter scegliere, sempre. Ma lo snodo vero non è solo quello: servono risorse. Se vogliamo che le Province continuino a fare da ‘cerniera’ tra Regione e Comuni, soprattutto quelli medio piccoli, è necessario che settori essenziali come strade, edilizia scolastica, ambiente ricevano le risorse necessarie, e che magari ‘rientrino’ competenze come il turismo e il lavoro, ora in carico alla Regione. Insomma le Province, per incidere davvero, devono essere poste nelle condizioni di operare in condizioni ottimali.

Diamo la parola a Enzo Demarte nonno: come concilia gli impegni con i tuoi tre nipotini e gli impegni politici?
Concilio bene, i nipoti sono una gioia, e danno energia. Sa come si dice dalle mie parti? Meglio essere ricchi di sangue che di soldi: io ci credo, e anzi se ne arrivasse anche un quarto, di nipotino, sarei felicissimo!

