Ricaldone (Alessandria Sailing Team): “Da Alessandria alla Copa del Rey di Palma di Maiorca: un viaggio cominciato nel 2009, tutto da raccontare..”

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di Ettore Grassano

Reduci dall’ottima prestazione alla Copa del Rey Mapfre di Palma di Maiorca, dove si sono confrontati con 34 imbarcazioni tra le più forti del mondo, compresa quella di Re Felipe di Spagna, i velisti dell’Alessandria Sailing Team si stanno godendo qualche giorno di meritato riposo, in attesa delle prossime sfide.

Ma chi sono questi talenti della vela che, partiti da terra mandrogna, da ormai quindici anni ‘solcano i mari’ (non solo il Mediterraneo, che pure è casa loro) con la mitica imbarcazione ‘Spirit of Nerina’, le cui performances CorriereAl racconta costantemente ai propri lettori?

Abbiamo incontrato Paolo Ricaldone, presidente e fondatore del gruppo nell’ormai lontano 2010, per farci raccontare come nasce, in terra mandrogna, la passione per la vela, quali sono state le tappe salienti di un percorso lungo 15 anni, e soprattutto quali saranno le prossime sfide dell’Alessandria Sailing Team.

Presidente Ricaldone, ‘fin da Alessandria si sente il mare’, cantava Ivano Fossati. Però rimanerci da protagonisti, come ha fatto l’Alessandria Sailing Team, per quindici anni, con risultati eccellenti, è altra faccenda. Ci racconta come nasce il vostro progetto?

Abbiamo iniziato come Alessandria Sailing Project, nel 2009: eravamo un gruppo amici che andavano in barca, che poi ha deciso di iniziare a fare gare. Funzionava, e abbiamo dato più struttura al progetto, iniziando a regatare con una barca simile all’attuale, sempre un X35, ma a noleggio. I primi anni abbiamo partecipato a regate in Toscana e sin da subito ci ha appassionato la Coppa del Re, ma i risultati si sono fatti attendere: il primo anno siamo arrivati ultimi, l’anno dopo terzultimi! Nel tempo abbiamo cambiato equipaggio e aumentato la nostra competitività, coronato dall’acquisto di Spirit of Nerina nel 2012.

Quali sono le figure ‘chiave’ che le fa piacere ricordare, in questo percorso?

Senza dubbio i primi fondatori dell’Alessandria Sailing Project che, insieme a me, hanno dato vita a tutto questo. Io e Paolo Sena siamo i due armatori e dall’inizio ci sono anche Gianluca Viganò e Gabriele Spotorno. Da ricordare c’è anche il negozio storico Robe di Kappa di Alessandria, che ha ormai cessato l’attività: i titolari hanno creduto in noi e sono stati per anni il nostro sponsor, fornendoci materiale tecnico e vestiario, per promuovere la loro linea dedicata alla vela.

Il successo più significativo?

Senz’altro la vittoria del Campionato del Mondo 2016 a Scarlino, ma molto importante per noi è stato anche il secondo posto a Palma di Maiorca… non ci siamo fatti intimidire dalle prime prove di esordio!

Quanto costa un progetto come il vostro, ed esiste un mercato di sponsor e investitori?

In Italia la vela non professionistica ha pochissimi sponsor: spesso sono le aziende degli stessi armatori che investono in sponsorizzazione. In Spagna e in Francia, invece, la vela è uno sport seguito e considerato come molti altri, con tantissimi sponsor al seguito. Basti vedere le loro barche, piene di loghi su vele e scafi. In Italia la vela è purtroppo vista come uno sport di elite, ma così non è. Ringraziamo Rolandi Auto che ci ha finora sostenuto, aiutandoci a coprire le spese per le vele.

Ad Alessandria, terra notoriamente cinica, avete tanti tifosi affezionati? Durante l’inverno organizzate corsi, o incontri?

Anche se siamo in entroterra abbiamo lo stesso qualche tifoso che ci segue, in città ci sono anche alcuni professionisti della vela. Per quanto riguarda le attività a terra, organizziamo qualche incontro tra appassionati per parlare di progetti e di barche e poi facciamo qualche corso sulla meteorologia, sulla sicurezza in mare. Per i corsi pratici di vela ci affidiamo invece club nautici e associazioni liguri, lavoriamo spesso con le realtà di Varazze, dove siamo ormeggiati.

Quali sfide vi attendono nei prossimi mesi?

Ci dedicheremo all’allenamento: lo scorso anno ci siamo resi conto di non essere più altamente competitivi in classe ORC a tempi compensati, così lo scorso inverno abbiamo apportato delle modifiche a Spirit of Nerina. I lavori sono durati alcuni mesi, dalla primavera a luglio, quindi non c’è stato il tempo di fare prove e allenamenti. La Coppa del Re a Palma di Maiorca appena conclusa è stata la prima gara con il nuovo assetto, ma eravamo impreparati a gestirlo e abbiamo portato a casa “solo” il diciottesimo posto (su 34 imbarcazioni). Siamo però contenti di avere constatato che le migliorie hanno un grande potenziale che abbiamo sfruttato per circa il 60% e che ora dobbiamo far esplodere. Dedicheremo quindi il prossimo autunno e il prossimo inverno agli allenamenti e al Campionato Invernale del Ponente Ligure di Varazze, di cui non staremo a guardare la classifica, ma lavoreremo in funzione della crescita e dell’affiatamento dell’equipaggio in conduzione della barca.


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