
di Dario B. Caruso
Non chiedetemi
C’è molta stanchezza nei pensieri
Brulicano invece le parole,
Prepotenti,
Ovunque
Tutti
Proprio tutti
Hanno qualcosa da dire,
Qualcosa da ridire,
Altro da dire ancora

Ahimè
I pensieri languono
Perché i pensieri si nutrono di silenzio
Sono come bambini appena nati:
Crescono
Se nutriti
Nel silenzio
Tra le braccia d’una madre
Che sussurra parole, nuove a loro,
In forma di ninna nanne
E la vita è una fortuna
Se non esiste nutrimento
Se non c’è più una madre
Se il silenzio è sopraffatto dal fragore di una bomba
La vita – quando è – è una dannazione
Anche quest’anno arriveranno il Giorno della Memoria
E la Giornata del Ricordo
E tutte le Celebrazioni del Mondo
Non chiedetemi di onorarle
No, non osate
Da oggi in avanti
Non lo farò
Né con il canto né con le parole
Neppure con la musica
Resterò nel silenzio
Lascerò spazio ai pensieri
Mi stenderò sulla terra
A fianco di tutti i bambini che non sono,
Che non hanno avuto nutrimento,
Senza madre,
Tra i calcinacci di una casa
E sotto la polvere della morte
Non chiedetemi
Di fare altro
Soprattutto non chiedetemi di perdonare
Il mio perdono vale poco
E voglio spenderlo per altre colpe
Siano maledetti i fautori di guerra
E lo siano tutti coloro che restano silenti,
Non nel silenzio giusto
Ma nel silenzio complice
Non chiedetemi
Non vi ascolterò


