Caos parcheggi, rifiuti, cimiteri. Alessandria precipita: e dove c’erano pasticcerie aprono botteghe per i poveri [Le pagelle di GZL]

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di Graziella Zaccone Languzzi

1) In una città normale, con amministratori normali, la questione della gestione dei parcheggi a pagamento, significativo introito per il comune di Alessandria, sarebbe stata affrontata 6 mesi prima della scadenza, quale che fosse la scelta politica: internalizzazione, o trasparente gara per la gestione. Ma l’Alessandria del 2025 non è, lo sappiamo bene, una città normale. Degrado, incompetenza mista ad arroganza, fatalismo e rassegnazione sembrano farla da padroni (a proposito: ho letto di locali del centro che un tempo ospitavano un’apprezzata pasticceria, e oggi ci hanno aperto una bottega per i poveri: tutto nobilissimo, viva la solidarietà, ma non vi sembra emblematico della situazione? Basta spostarsi ogni tanto altrove, e tornando qui pare di vivere a ‘Stracciolandia’). ed eccoci così al 1 luglio vissuto come emergenza, senza nessuna programmazione. Gestione parchetti affidata, senza gara ma in maniera diretta, ad un player ligure, Gestopark, Amag Mobilità annuncia 36 licenziamenti, volano gli stracci tra il sindaco e l’azienda, partecipata al 15% dallo stesso comune di Alessandria. Sindacati e opposizione giustamente sulle barricate, e incertezza fino almeno al 15 ottobre, quando sul merito della vicenda è chiamato a pronunciarsi il Tar del Piemonte. La sensazione, potendo in queste settimane osservare Alessandria da lontano, è che la nostra città viva davvero una fase di rapido declino, quasi di crollo, senza precedenti. Nel caso specifico, se ne sono accorti in tanti perché i parcheggi sono un servizio che tanti utilizzano quotidianamente. In altri casi (cimiteri, rifiuti, acqua) emerge in maniera meno dirompente, perché gli effetti sono diluiti nel tempo. Però il risultato finale, complessivo, se ci pensate è ben sintetizzato dal ‘cambio di destinazione’ d’uso dei locali di via Dante che vi ho segnalato: Alessandria 2025 città per centri sociali e disperati. Gli altri, se anziani, si fanno gli affari loro e resistono tra case confortevoli e dimore di villeggiatura. Se giovani e in gamba, puntano altrove per il loro futuro.
Voto: 2

2) In Amag Ambiente dal 2022 esiste l’Ucas (ufficio complicazione affari semplici). Ben lo sanno i cittadini che si devono confrontare, sul fronte raccolta rifiuti, con il porta a porta imposto e non scelto, e che non ci stanno capendo più nulla nel subire modifiche di servizi e costante aumento dei costi correlati, per una qualità sempre più scadente. L’imposizione di un costo aggiuntivo per la movimentazione dei cassonetti nei condomini grida vendetta, è palesemente un modo surrettizio per aumentare ulteriormente la Tari, così come lo è far pagare a parte nei sobborghi il ritiro degli stralci del verde. “Esposizione cassonetti del porta a porta, un cittadino: “Un costo in più, per ora la Tari non si abbassa”. Consiglio di leggere le giuste lamentele del cittadino che si è rivolto alla redazione di Radiogold e le risposte del presidente di Amag Ambiente Paolo Borbon e dall’assessore comunale al Bilancio Antonella Perrone. Anche un’altra cittadina si è rivolta alla stessa redazione per giuste lamentele: “Cassonetti del porta a porta spesso pieni”: la segnalazione di una cittadina del centro. Amag Ambiente risponde”. La cittadina denuncia alcune criticità: “Le persone incaricate non espongono i bidoni se non sono pieni oltre la metà pertanto, soprattutto in un contesto come quello in cui vivo io di circa 35 unità immobiliari, attendere il passaggio successivo per i rifiuti secondo le giornate stabilite non è sempre possibile. Alla fine, quindi, la spazzatura si accumula e capita che i rifiuti lasciati fuori dal bidone perché pieno non vengano ritirati. Visto che bisognerà pagare a parte queste prestazioni si spera possano essere svolte più responsabilmente”. Un’altra problematica sollevata dalla cittadina è la mancata pulizia dei bidoni all’interno dei condomini e denuncia: “Abito nel centro storico da undici anni e non ho mai visto lavare i bidoni. Quando ho allertato Amag Ambiente per questo problema visto il forte odore che proveniva dall’area ecologica mi è stato risposto che la macchina pulitrice era rotta. Ora vorrei che passasse questo messaggio: il servizio sia efficiente, a maggior ragione da quando non sarà più conteggiato all’interno della Tari ma occorrerà pagarlo a parte”. Cosa ha risposto il presidente Paolo Borbon di Amag Ambiente? “I bidoni sono stati dati in comodato d’uso gratuito ai condomini. Non è prevista da parte nostra una pulizia dei cassonetti a cadenza regolare, se però ci viene segnalata una situazione particolarmente critica possiamo intervenire e sostituirli temporaneamente, portando a lavare quelli vecchi”. Qui mi rivolgo al presidente Borbon e al sindaco Abonante con Delega alle Partecipate: Egr. signori, ho visto lavare e igienizzare i cassonetti dei rifiuti solo durante l’amministrazione Francesca Calvo ed erano su strada. Con il porta a porta i bidoni sono entrati nelle pertinenze private magari posti vicino a porte, finestre o nel retro di locali commerciali, minimo sarebbero da igienizzare o lavare perlomeno nella stagione calda per evitare odori sgradevoli e poco igienici. Voi dite che non è prevista da parte vostra la pulizia dei cassonetti a cadenza regolare, ma se vi sono condizioni critiche interverreste sostituendoli temporaneamente portando a lavare quelli vecchi. Di fronte a tale risposta sotto sotto vi è l’inghippo, vogliamo scommettere che se vi chiamano lo fareste sì ma a pagamento? Ormai la vostra unica regola è fare cassa. Cosa farei io? Vi porterei i cassonetti puzzolenti di fronte ai vostri uffici del potere. Invece, in questi giorni Amag Ambiente restituirà le chiavi a chi non ha risposto e gli operatori della società del Gruppo Amag non si occuperanno più di spostare i cassonetti in strada nelle zone interessate dal porta a porta. Ne leggeremo delle belle.
Voto: 2

3) Notizia di giugno, ma merita di essere ripresa perché interessa tutti noi: “Cimiteri Alessandria: il gestore contesta la revoca e chiede al Comune danni per 1.5 milioni di euro”. I commenti sui social li abbiamo letti tutti: la decisione di dare in gestione i cimiteri ad una società, la Cimiteri Alessandrini Srl, composta da imprese e consorzi insieme a due imprese locali, fu uno degli ultimi atti della giunta Cuttica nella persona dell’ex assessore ai Lavori pubblici Giovanni Barosini (oggi vicesindaco della giunta Abonante). Però, dopo pochi mesi, si è insediata la nuova maggioranza a guida Abonante, e gli ultimi tre anni (36 mesi!!) di controlli quanto meno carenti, e di mancati provvedimenti e sanzioni, sono piena responsabilità dell’attuale giunta. Poi chiariamo due aspetti: 1) la scelta di affidare un servizio in appalto non è mai né buona né cattiva: diventa pessima se, come nel caso specifico, l’appaltante per tre anni non controlla, o comunque non si lamenta e non prende provvedimenti. 2) qui va aggiunto che, se la responsabilità politica è sempre del sindaco, in un comune non enorme ma neppure piccolissimo come Alessandria esistono anche i dirigenti, che qualcosa in più forse potrebbero e dovrebbero fare, o no? Comunque sia, ora il gestore rimosso che chiede i danni al Comune di Alessandria, e il presidente di Gestioni Cimiteriali S.r.l. sostiene nell’articolo di Radiogold che il sistema cimiteriale del Comune di Alessandria è complesso e articolato, e che nel corso dei pochi anni di gestione avrebbero provato a portare un nuovo modello sia nella gestione che negli adempimenti, ma sono sempre stati ostacolati e contrastati. Qui pongo una domanda al presidente stesso: “chi vi ha ostacolati e contrastati”? I cittadini meritano di conoscere la verità sui cimiteri, mentre vi è un po’ di “opacità”.
Insomma, chi ha davvero ‘mancato’ tra comune (gestione Abonante) e Gestioni Cimiteriali lo stabilirà ancora una volta un giudice, come ormai d’abitudine da tre anni a questa parte. Certamente i ‘gabbati’ siamo noi cittadini, che paghiamo tasse locali ai massimi di legge per ricevere in cambio servizi pubblici (non solo cimiteriali) di infima qualità.
A questo punto il presidente formula una richiesta di risarcimento danni pari a oltre 1 milione e 500 mila euro e lo fa in piena coscienza di avere ben operato e agito con correttezza, diligenza e buona fede rispetto al contratto di appalto, reso non eseguibile dai plurimi inadempimenti posti in essere da parte dell’amministrazione comunale. In particolare ha contestato il provvedimento della giunta Abonante, definito illegittimo. Come andrà a finire? Chi ha ragione e chi ha torto? Come mai il Gruppo La Rocca Srl di Novi Ligure è uscito dalla compagine sociale della srl Cimiteri Alessandrini dal 9 marzo 2023, un anno dopo l’inizio della gestione, e la giunta Abonante non ne ha dato informazione? Noi sudditi vorremmo sapere: grazie!
Voto: 2


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