di Graziella Zaccone Languzzi

1) Voi avete capito quanti PD esistono in provincia di Alessandria? Se da lettrice devo basarmi sulle dichiarazioni ai media sulla vicenda Egato6 gestore unico ciclo idrico integrato direi almeno due.
Lo scorso giovedì, la notizia tanto attesa: dopo 6 mesi di patimenti, nasce la nuova società pubblica per la gestione del ciclo idrico integrato nel comprensorio di Egato6, il che in soldoni significa che Amag Reti Idriche è salva: non solo per fortuna non deve restituire al Ministero delle Infrastrutture diversi milioni di euro già anticipati e spesi (nell’ambito PNRR), ma a breve la nuova società So.Ge.Ri (Società Gestione Riunita Idrico), che riunisce Amag Reti Idriche, Comuni Riuniti Belforte e Valle Orba Depurazione, riceverà altri 17 milioni di euro. Risorse fondamentali per risistemare completamente una rete di acquedotti che sta mostrando forti criticità, diciamo così. Avete presente il caso dei comuni dell’acquese delle scorse settimane? Appunto….Ebbene, tutti contenti? Mica tanto. Mentre la Lega legittimamente esulta per l’epilogo (temporaneo: se ne riparla tra 18 mesi) di una battaglia sull’acqua pubblica condotta in questi anni quasi sempre ‘in solitaria’, e vinta (per ora), i compagni piddini vanno in ‘cortocircuito’: è tutto merito nostro, dicono gli alessandrini (con non poca faccia di tolla, mi garantisce chi ha seguito la vicenda passo passo in questi mesi), ma ci sta, da questi qui mi aspetto francamente di tutto. Peccato che i loro omologhi novesi invece (da sempre comunque più coerenti e capaci degli alessandrini, e soprattutto meno ‘banderuole’) nelle stesse ore sostengano esattamente il contrario, in questo certamente in grado di ‘tenere la posizione’ politica, come hanno sempre fatto.
Pd contro Pd dunque, sull’acqua: e a noi alessandrini, come sempre, tocca la versione ‘dei compagni’ più mediocre e ipocrita.
Voto: 2

2) La notizia: “L’Anticorruzione bacchetta Amag Ambiente e Consorzio rifiuti: “Proroghe e appalti frazionati”. Si legge che nel mirino dell’Anac l’Autorità nazionale anticorruzione ci sono Amag Ambiente e Consorzio di Bacino Alessandrino per la raccolta e il trasporto dei rifiuti. Il motivo sta nel ricorso illegittimo all’affidamento diretto e alla proroga in violazione del principio del divieto di un artificioso frazionamento dell’appalto. Si tratta del ricorso sistematico ad affidamenti diretti del servizio sotto la soglia frammentati nel tempo ed infine una non corretta programmazione del fabbisogno. Lega e Locci (FdI) in più occasioni avevano in realtà segnalato le anomalie, e presentato esposti. Emanuele Locci, capogruppo di FdI a Palazzo Rosso, il 3 ottobre 2024 segnalava: “Emanuele Locci su Amag Ambiente: “Affidamenti oltre la soglia di legge, l’azienda non risponde”. Locci parlava esplicitamente di “familiopoli” presente in Amag. L’aveva ripetuto pubblicamente molte volte, anche il 28 marzo 2025 al Cinema Ambra, davanti a 400 cittadini e al presidente di AMAG Ambiente Paolo Borbon, nonostante le minacce di querela ricevute. Amag holding era una società con una organizzazione precisa ben definita anche se non perfetta, oggi non si capisce più niente di ciò che sta accadendo là dentro, ogni settore che la compone ha problemi e da mesi pure le organizzazioni sindacali sonoo insorte per difendere i diritti dei dipendenti. Di fronte alla nota dell’Autorità nazionale anticorruzione, giovedì 19 giugno si leggeva che il sindaco di Alessandria Giorgio Abonante definiva gli affidamenti “sotto soglia” di Amag Ambiente per il servizio di esposizione dei cassonetti del porta “un errore grossolano, evidente, gravissimo, inconcepibile”. Si legge qui: “Affidamenti sotto soglia servizio esposizione cassonetti, sindaco Abonante: “Errore grossolano e gravissimo”. C’è da pensare che in Commissione Bilancio il sindaco Abonante sia cascato dalle nuvole: eppure la situazione era chiara a tutti, e più volte era stata evidenziata dall’opposizione. Abonante dal 18 giugno è anche titolare della delega alle Società Partecipate a causa dell’ennesima rimodulazione in giunta, e in occasione dell’ultima Commissione Bilancio si legge che appena ha saputo della nota dell’Anac ha subito trasmesso il testo alla Corte dei Conti. Pare che il problema non sia stato sottovalutato. Amag Ambiente avrebbe affidato un lavoro che, in quel momento, era assolutamente necessario, motivandolo con il ritardo della gara del consorzio sulla raccolta. Secondo il sindaco Abonante spetterà proprio alla Corte dei Conti valutare un eventuale danno erariale, ritenuto però dal primo cittadino “ancora tutto da verificare”. Attendiamo dunque le verifiche delle autorità competenti.
Voto: 2

3) Con l’uscita dalla giunta dell’assessore Giorgio Laguzzi, e l’ingresso di Daniele Coloris, a Palazzo Rosso c’è stato l’ennesimo rimpasto, dopo quello più corposo di un anno fa: “Rimpasto di giunta: un rinnovamento d’esperienza”. Nello stesso periodo anche Lo Spiffero scriveva: “A due anni dalla sua elezione al vertice dell’amministrazione comunale di Alessandria, il sindaco Giorgio Abonante annuncia una svolta senza precedenti. Con una nota diffusa, il primo cittadino ha ringraziato “di cuore” tutti gli assessori “per il grande lavoro svolto” e ha annunciato che “entro 72 ore sarà comunicata la nuova Giunta”. Una rivoluzione, e solo i 5 Stelle non furono toccati. A questa notizia era seguito un commento del segretario della Lega Alessandro Rolando: “Una manovra del sindaco per fare fuori assessori scomodi e spalancare le porte della maggioranza a Barosini e ai suoi”. Chiedo: ma se quegli assessori caduti come le foglie d’autunno hanno svolto un grande lavoro perché sostituirli? Squadra che vince non si cambia: ma per Abonante tutti utili, nessuno indispensabile, e nel “borsino” degli assessori nessuno è al sicuro. Lo scorso anno, come diceva il segretario della Lega, c’era da ricompensare Barosini per l’appoggio in fase di ballottaggio. I conti si devono sempre pagare. Ora la ‘staffetta’ tra Laguzzi (diventato segretario provinciale PD) e Daniele Coloris, con deleghe che comprendono Infrastrutture ferroviarie e scalo merci, oltre al personale, ma non le partecipate che restano in capo al sindaco. Poi un po’ di spostamenti vari di deleghe tra un assessore e l’altro, e l’ingresso in consiglio comunale del segretario cittadino del Pd Antinucci. Chiedo: lascerà anche lui l’incarico di segretario cittadino PD? Ma arriviamo al n.1, il sindaco Abonante che detiene già le deleghe di Urbanistica, Prevenzione e protezione civile, Turismo, Consulta pari opportunità, Eventi, Progetti, Spazi e istituzioni culturali e si auto assegna la delega (delicatissima) alle Partecipate … niente male. Tutti questi movimenti fanno pensare al Gattopardo, con la frase di Tancredi, il nipote del principe Salina: “Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”: vorrete mica credere che tutti questi movimento di potere portino vantaggi alla città?
Voto: 2

4) La notizia: “Maltempo ad Alessandria, il sindaco: “Il Comune fa la sua parte ma servono più risorse da Stato e Regione”. Domanda: che c’entrano Regione e Stato su danni creati non da alluvioni dei corsi d’acqua ma da caditoie ostruite e da fossi resi inesistenti causa semina fino a bordo strada o intasati da vegetazione? Rimediare a ciò che è successo è compito del Comune di Alessandria, a cui tutti noi paghiamo tasse ai massimi consentiti dalla legge.
In merito ai fossi non puliti o eliminati, il neo titolare della delega all’Agricoltura, Giovanni Barosini, ha annunciato la convocazione di un incontro nei prossimi giorni con le associazioni degli agricoltori con questa dichiarazione: “Se occorrerà siamo pronti a interloquire anche con i singoli proprietari: serve il loro supporto per garantire la cura e la sicurezza del territorio. Ovviamente anche Comune, Regione, Stato devono porre in essere azioni concrete”. Giusto che lo faccia visto che è un compito del Comune, o pretende anche lui che Regione e Stato vengano a gestire i fossi ad Alessandria ? Il maltempo del 21/22 giugno ha colpito città, sobborghi, frazioni e parte della provincia, e i corsi d’acqua stavolta non c’entrano. I danni sono stati provocati da tombini, caditoie intasate al punto da non raccogliere acqua, in alcuni casi tombini che nel tempo sono stati catramati per grave negligenza e lavori svolti male (vedi parcheggio Pacto, nella foto). In una zona del Cristo invece l’acqua è uscita dai tombini a causa delle fogne che, intasate e mai pulite, hanno allagato cantine, garage e locali interrati. Non è la prima volta: già a settembre 2022 era successa la stessa cosa, con strade allagate a causa della pioggia caduta, e caditoie otturate. Al tempo il sindaco Giorgio Abonante e l’assessore ai Lavori Pubblici Michelangelo Serra, appena insediati, avevano lanciato un appello ai cittadini affinché segnalassero le zone allagate, con foto sul gruppo Telegram “Caditoie Otturate Alessandria” per predisporre una serie di interventi volti alla sistemazione delle criticità facilitando il deflusso delle acque, evitando allagamenti stradali e conseguenti disagi a viabilità e cittadini. Si legge qui. Sono trascorsi oltre due anni e mezzo, la giunta Abonante cosa ha fatto, considerato che le promesse non sono mancate, ma ad ogni temporale o maltempo si siamo sempre dentro?
Voto: 2


