FAI, San Salvatore il paese dei “Luoghi del Cuore”

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Le chiesette di campagna disseminate sul territorio collinare, la meravigliosa chiesa barocca della Beata Vergine Assunta e la Torre Paleologa, che si riscopre terzo monumento più votato in Piemonte e sedicesimo in Italia. La classifica nazionale del FAI restituisce un’immagine nuova di San Salvatore Monferrato.

Il censimento FAI ha visto candidati 30.260 luoghi per un totale di 2.316.984 firme raccolte.
Su oltre trentamila luoghi segnalati, San Salvatore è sedicesimo con la sua Torre

20.547 voti per la Torre Paleologa, 3048 voti per la chiesa della Beata Vergine Assunta e 2955 voti per le chiese sansalvatoresi di campagna; in totale 26.550 firme per San Salvatore Monferrato e le sue bellezze storico-artistiche: il paese che fino a ieri aveva partecipato timidamente alle precedenti edizioni del censimento FAI, quest’anno ha deciso di candidare alcuni dei suoi tesori e dalla cima della classifica (e della sua Torre medievale) osserva la grande impresa compiuta: su 30.260 luoghi segnalati al FAI ottiene piazzamenti più che lusinghieri, otre le aspettative.

IL PAESE DEI LUOGHI DEL CUORE
Oggi San Salvatore Monferrato può definirsi a ragione il “paese dei luoghi del cuore”. Delle 2.316.984 firme raccolte a livello nazionale e dei 30.260 luoghi segnalati al FAI, ben 26.550 firme sono andate alle chiese di campagna, alla chiesa della Beata Vergine Assunta e alla Torre Paleologa di San Salvatore, un record che fino ad oggi nessuno aveva raggiunto.

Questo paese di di 4050 abitanti, “la porta del Monferrato”, come viene definito, è un Comune che questa mattina si è risvegliato con una nuova immagine, quella di un paese ricco di storia e arte che ha ricevuto il sostegno di tantissimi sostenitori.

Il sindaco Corrado Tagliabue: “Non potevamo contare solo sull’affetto e il sostegno dei nostri abitanti: siamo poco più di 4000 e di voti ne abbiamo raccolti molti e molti di più, per questo diciamo grazie! Un esempio? Oltre ventimilacinquecento persone hanno firmato per la Torre Paleologa. Questo significa che è stato fatto un lavoro grandissimo dal nostro gruppo FAI Terre d’Aleramo, dai nostri cittadini, dal Comune stesso che si è mobilitato con operazioni straordinarie di raccolta firme e dei tanti dirigenti scolastici che hanno firmato per noi, con tutti i loro alunni. Siamo felicemente stupiti: su oltre trentamila luoghi segnalati, siamo riusciti nell’impresa di accreditare le chiese di campagna, la chiesa della Beata Vergine Assunta e la Torre Paleologa. Siamo piccoli, ma quello che abbiamo ricevuto da tanti nostri amici è stato grande”.

Effettivamente nessuno ha ottenuto così tanti voti insieme in una tornata come quella del censimento FAI chiusosi oggi, che ha visto vincitore assoluto Nizza Monferrato con la chiesa di Nostra Signora delle Grazie. Così San Salvatore Monferrato, il territorio intero, gli operatori turistici e chi lavora nel settore dei servizi e dell’accoglienza non può che guardare a questo borgo a un’ora da Torino, Milano e Genova con occhi nuovi e constatare il suo potenziale attrattivo.

San Salvatore Monferrato, fiero della propria storia e delle proprie bellezze artistiche, dei paesaggi mozzafiato e di un abitato dolcemente adagiato su sette colli, proprio come la città degli antichi romani che la chiamarono “Villa ad Vites”, città delle viti, oggi, osservando la classifica generale può guardare al futuro con uno sguardo concreto e nuovo. La Torre voluta nel 1410 da Teodoro il Paleologo infatti, è oggetto di un progetto di rilancio, restauro e riqualificazione per consentire la costruzione di una scala e di un’ascensore interni. Un progetto nato dall’iniziativa del Comune e che ha già ottenuto i fondi della “Coesione Territoriale” della Regione per il primo lotto: oltre 400.000 euro e un cronoprogramma che prevede l’apertura del cantiere fra meno di un anno.

San Salvatore Monferrato, il “Paese dei luoghi del Cuore”

TORRE PALEOLOGA – SAN SALVATORE MONFERRATO
20.547 VOTI – 16° POSTO

La torre di San Salvatore Monferrato, con il suo caratteristico “buco”, è divenuta nel tempo il vero simbolo del paese. Fu costruita fra il 1410 e 1413 per volere del Marchese Teodoro II Paleologo. Alta 24 metri, in cima alla collina “della torre”, si presenta come un monolite con mattoni a vista con muri esterni di circa 7 metri di lunghezza e poco meno di 2 metri di spessore. A poco più di sette metri di altezza, sul lato volto verso Alessandria, quasi a forma di pera col picciuolo in alto, presenta un grande buco slabbrato di circa tre metri in basso ed uno in alto. Il grande foro non fu prodotto dalle cannonate dei nemici ma costituisce i resti del varco d’ingresso alla torre. Ai suoi piedi, staccata di circa un metro e mezzo, è presente un’altra costruzione alta circa 5 metri con muri laterali della stessa misura, una sorta di grosso dado, originariamente interrata, che costituiva la cisterna dell’acqua per le sentinelle. La torre non fu costruita per scopi offensivi o difensivi, ma come punto di osservazione e di segnalazione ad altre torri tramite fuochi, fumate, specchi e altri mezzi. Ancora tra il 1° e l’11 maggio 1859, durante le fasi iniziali della seconda guerra d’indipendenza, la torre venne utilizzata dall’esercito piemontese come punto di osservazione dei movimenti delle truppe e sulla sua sommità fu posta una stazione telegrafica e di segnalazione.

CHIESE DI CAMPAGNA – SAN SALVATORE MONFERATO
2.955 VOTI – 190° POSTO

Partendo dalla piazza Carmagnola si possono raggiungere, anche a piedi 5 chiese di campagna che caratterizzano le colline circostanti la piccola citta di San Salvatore: San Defendente (frazione Frescondino) Sant’ Anna (Frazione Fosseto) San Francesco (frazione Salcido) Maria Ausiliatrice (frazione Cabina) Maria Immacolata (frazione Valdolenga)

CHIESA DELLA BEATA VERGINE ASSUNTA – SAN SALVATORE MONFERRATO
3.048 VOTI – 182° POSTO

Gioiello dell’architettura barocca, la chiesa è ricostruita sulle vestigia di una più antica chiesa di epoca romanica. La bellezza dell’apparato decorativo interno la rende una delle chiese più decorative e artisticamente complete del trerritorio monferrino. Necessita di importanti restauri per il mantenimento della sua qualità per poter essere nuovamente restituita alla collettività come documento storico.


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