Consiglio di Stato su Smart City: altra brutta figura del sindaco Abonante! Teleriscaldamento, rotture a raffica. Ma un bel 10 all’addetta di Amag Ambiente [Le pagelle di GZL]

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di Graziella Zaccone Languzzi

1) Gli alessandrini più attenti e interessati alle questioni che riguardano la città hanno letto la scorsa settimana la diatriba tra sindaco Abonante e assessore alle partecipate Laguzzi (prossimo alle dimissioni, pare, ora che è stato eletto segretario provinciale PD) e gruppo consiliare della Lega sulla vicenda Smart City. I fatti. Lunedì 12 maggio: “Il Consiglio di Stato dà ragione al Gruppo Amag: “Respinto risarcimento per revoca smart city”. La replica. Lunedì 13 maggio: “Smart City Alessandria, la Lega: Abonante smetta di strumentalizzare e dica come salverà Amag”. Non so quanti di voi avranno voglia di leggere entrambi gli articoli, ma ne vale la pena. Sono un esempio di come si possa ‘sfruttare’ una sentenza amministrativa a fini di propaganda politica: alla fine poi un buon titolo, e uno slogan, fanno la differenza. In sostanza: il Consiglio di Stato ha respinto la richiesta di risarcimento danni da oltre 16 milioni di euro avanzata da Green Wolf per la revoca di un project financing per la realizzazione di un’infrastruttura Smart City nel Comune di Alessandria. Notizia che dovrebbe rallegrare tutti gli alessandrini, e che dimostra come il bando per la smart city sia stato impostato fin dall’inizio in maniera corretta, in modo da consentirne una agevole revoca qualora ce ne fosse stata la necessità. E’ evidente a chiunque abbia letto il pronunciamento che il Consiglio di Stato si è espresso sulla legittimità della revoca, non certo sull’opportunità del progetto. Credo (mi auguro) che la differenza sia chiara anche al sindaco di Alessandria e al suo staff, che però non resistono alla tentazione di ‘buttarla in politica’, e cercando di dare ad intendere che anche il Consiglio di Stato ha bocciato la smart city. Che invece, legittimamente (lo aveva detto in campagna elettorale, del resto), è stata bocciata da Abonante e dalla sua giunta. Per fare cosa, però? Tre anni dopo, Amag è alla ricerca di soci privati per salvarsi dal baratro, e da player dell’innovazione si è trasformata in preda che, magari in forma di spezzatino, interessa a soggetti più grandi e strutturati. Si chiama privatizzazione di servizi pubblici, e non è un tabù: fa solo sorridere che la facciano i compagni, sempre però vergognandosene un po’, e mostrandola come conseguenza inevitabile di danni fatti da altri. Peraltro con oscillazioni ondivaghe che preoccupano non poco. Leggete cosa dichiarava infatti il sindaco Abonante sul tema il 20 gennaio 2023: “Smart City, Abonante: Oltre a rifiuti e luci anche mobilità elettrica. Dialogheremo con gli imprenditori”. L’articolo contiene un filmato con le dichiarazioni del sindaco Abonante in merito alla Smart City che è tutto da guardare, e da ascoltare. Cosa dice Abonante il 20 gennaio 2023? Che entro due mesi si sarebbe costituita un’associazione tra Comune di Alessandria, Gruppo Amag e imprenditori privati con l’obiettivo di “attualizzare” il progetto Smart City. Ossia anche se durante la sua campagna elettorale aveva criticato duramente la Smart City , vinte le elezioni Abonante cambiò idea e nell’intervista dichiarò che: “Oggi il progetto Smart City si regge su due gambe la raccolta rifiuti e l’illuminazione. A nostro avviso bisogna attualizzarlo, stiamo cercando di capire come renderlo contemporaneo. Rispetto allo sviluppo infrastrutture coinvolgeremmo anche il parco mezzi di Amag Mobilità. Non si sta parlando solo di mezzi privati ma anche pubblici. La nostra idea è creare questa associazione che si chiamerà Smart City per coinvolgere gli operatori del settore. Senza la partecipazione la città non diventa intelligente. Alessandria diventerà smart solo se queste nuove tecnologie verranno studiate col contributo di persone competenti che possano migliorare dimensione pubblica di questi servizi”. A dicembre 2023 ha poi cambiato nuovamente idea, revocando il progetto Smart City come era stato pensato dall’ex giunta Cuttica. Cambiare idea è possibile (anche se oltre un certo limite è legittimo, da parte dei pochi cittadini ancora interessati a queste vicende, porsi qualche interrogativo), ma almeno si eviti di strumentalizzare politicamente la vicenda. Anche perché spulciando spulciando nel web tutte le verità, i comportamenti, le decisioni vengono a galla, e non si fa bella figura.
Voto: 2

2) Ciò che sta accadendo nella messa in posa del teleriscaldamento in centro città mi porta alla mente il proverbio “la gatta frettolosa fece i gattini ciechi”. Tante le proteste dei commercianti, degli automobilisti e dei residenti nelle zone interessate, troppi cantieri perché Telenergia vuole accelerare i lavori del teleriscaldamento con l’obbiettivo di ampliare la rete di distribuzione prima dell’inizio dell’inverno, come riportato in questo articolo dell’8 maggio: “Lavori teleriscaldamento: Cantieri per finire presto e prima dell’inverno”. I cantieri non si fermeranno nemmeno d’estate, e si prevede la posa di ulteriori 9 chilometri di rete, grazie a un investimento di circa 9 milioni di euro. Quindi la parola d’ordine è correre e finire presto. Ma a che prezzo? Se ciò che è accaduto giovedì 8 maggio è un buon inizio, chissà come sarà il proseguo: mi chiedo se è la ‘premura’ o il personale non adeguato al tipo di lavoro, visto che devono scavare laddove vi sono i sottoservizi, un insieme di tubazioni, conduttori, cavi e altri elementi sotterranei, come acqua, gas, energia elettrica, fognature e telecomunicazioni per fornire servizi essenziali alle abitazioni, alle attività commerciali e alle infrastrutture del territorio. Giovedì 8 maggio scavando vi è stata la rottura di una condotta idrica durante i lavori connessi alla posa del teleriscaldamento da Telenergia nella zona di piazza Valfrè. Il danno ha prodotto un’interruzione del servizio di erogazione dell’acqua nel tratto compreso tra piazza Valfré e via Parma. Un danno imponente che non solo ha lasciato senza acqua i residenti della zona dal pomeriggio di giovedì 8 alla tarda mattinata di venerdì 9 maggio, ma rischia di provocare danni permanenti a cantine e locali sotto i condomini. Ma non è finita qui. Venerdì 9 alle ore 19,34 la notizia di un’altra interruzione d’acqua connessa all’incidente di giovedì, che ha creato nuovi disagi questa volta in piazza Garibaldi all’altezza di via Mondovì, e i lavori di ripristino di Amag avrebbero molto probabilmente causato un’interruzione della fornitura d’acqua in via Lanza.
Infine, cito l’assessore comunale ai Lavori Pubblici Michelangelo Serra (5Stelle): “Per la prima volta il Comune ha deciso di affrontare questi lavori, che porteranno a un rifacimento completo del manto stradale, in modo organico. Strutturando un calendario serrato degli interventi di scavo, pianificando l’arrivo dei sottoservizi di varie aziende, vogliamo fare in modo di evitare il problema di dover rompere la strada a più riprese. Gli scavi verranno fatti una prima volta per posare i sottoservizi, teleriscaldamento e affini, si procederà quindi a una prima asfaltatura e si aspetterà il tempo fisiologico di assestamento del terreno. Infine, si rifarà completamente la strada a regola d’arte”. Avete preso nota? Nella primavera 2027 (tra 24 mesi circa) se i manti stradali non si presenteranno asfaltati completamente, glielo ricorderemo. A conclusione consiglio la visione di questo filmato di Svegliati Alessandria del 12 maggio: “Scavi e degrado: il conto del teleriscaldamento”.

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Voto: 2

3) Domenica 11 maggio mi affaccio dal balcone e noto con sorpresa un’operatrice ecologica di Amag Ambiente che stava spazzando attorno e sotto i cassonetti dell’isola ecologica posta davanti al numero civico 10 di via Galimberti. L’orario era tra le 12,30/13. Da troppo tempo non notavo una scena simile: mi sono quasi emozionata e mi sono soffermata ad osservare l’impegno che ci metteva a pulire lo strato di sporcizia che si forma quando la stessa si accumula nel tempo. Puliva e tornava sui suoi passi per cercare di togliere il più possibile, riversando correttamente di volta in volta il materiale raccolto nel cassone del veicolo (essendo rifiuto speciale che non va inserito nel cassonetto dell’indifferenziato). Ho evitato di fotografare o filmare per il rispetto della privacy della lavoratrice. Qualcuno dibatterà che ha fatto solo il suo dovere, io trovo invece che sia un’eccezione che merita la lode: in genere i suoi colleghi passano con furgoncini ecologici e ‘tirano dritto’, mentre questa addetta di Amag Ambiente nel suo turno, per di più domenicale, ha compiuto appieno il suo compito. Da parte mia posso solo dire brava, e grazie! Ce ne fossero di operatori ecologici così: Alessandria sarebbe più bella e pulita.
Voto: 10


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