
di Ettore Grassano
Gilberto Preda imprenditore deluso (“Questa amministrazione per lo sport fa praticamente zero, avanti di questo passo, i giovani da Alessandria non potranno che andarsene”), Luigi Barberis del Caffè degli Artisti addirittura incazzato per un centro cittadino che respinge anziché accogliere. Marco Ciani, sindacalista Cisl tra l’ironico e il caustico (“se avete del tempo libero potete andare a fare i consulenti gratuiti in Amag, ce n’è uno che non se ne vuole andare, ma potrebbe esserci spazio anche per altri”), ma anche lucido e seriamente preoccupato per il futuro della (quasi ex?) multiutility, a partire dalla ‘surreale’ partita dell’acqua, che è agli sgoccioli e su cui si assiste in questi giorni ad un significativo scontro tra sindaco e assessore alle partecipate da un lato, management da loro stessi nominato dall’altro. A farne le spese, alla fine, si spera non siano lavoratori del gruppo, e cittadini.
E poi ancora i rappresentanti di Ascom e Confesercenti a raccontare di un commercio cittadino lasciato completamente solo, e gli amministratori di condominio a ricordare che con questa amministrazione il dialogo è praticamente azzerato, i costi della tari aumentano, la qualità del servizio diminuisce. E Pier Luigi Rossi, a lungo comandante della Polizia Municipale, a rimarcare con toni moderati ma grande concretezza le evidenti carenze nel controllo della città, troppo sbrigativamente imputate al Governo Centrale (“un sindaco può e deve fare molto, non soltanto lamentarsi”).

Chissà se a Giorgio Abonante e alla sua giunta venerdì sera sono ‘fischiate’ un po’ le orecchie. Certamente il primo cittadino di Alessandria è stato il ‘convitato di pietra’ della partecipatissima serata organizzata al Teatro Ambra dai gruppi consiliari di centro destra: più di 400 persone presenti, un venerdì sera di fine marzo, senza che ci siano alle porte elezioni di alcun tipo, qualcosa certamente significano. Se non altro che esiste ancora ad Alessandria una fascia di popolazione che è interessata a cosa succede in città e nei sobborghi, e che spera in qualche modo che le cose possano cambiare, al più tardi nel 2027.

Nutritissimo il parterre dei politici di centro destra, e certamente quasi scontati gli attacchi a questa amministrazione. Il capogruppo della Lega alla Camera Riccardo Molinari ha evidenziato da par suo la stridente contraddizione tra un’Alessandria del lavoro e della cultura che cresce grazie ai tanti progetti avviati e finanziati durante gli anni del centro destra con il sindaco Cuttica (le risorse per il secondo ponte sul Bormida, la logistica che crea occupazione e fa impennare il numero dei residenti, la riqualificazione del Teatro comunale, il campus universitario, il complesso di San Francesco), e l’Alessandria del sindaco Abonante che si barcamena tra risorse ai centri sociali, piste ciclabili già in abbandono, una caotica Ztl e un continuo ‘frignare’ chiedendo ogni volta che siano Torino e Roma, ossia il centro destra, a risolvere i problemi degli alessandrini. Federico Riboldi, assessore regionale alla Sanità e segretario provinciale (e vice regionale) di Fratelli d’Italia ha ribadito che Alessandria, grazie al centro destra, avrà presto il nuovo ospedale e il primo Irccs pubblico del Piemonte, e può già oggi contare su un’azienda ospedaliero universitaria di eccellenza regionale. Il senatore Roberto Rosso di Forza Italia ribadisce l’importanza della rigenerazione urbana, non solo slogan ma come strumento per trasformare interi quartieri.
Nel panel finale della serata, dopo l’ampio e interessante spazio dato ai rappresentanti dell’impresa, del lavoro e del sindacato, dell’associazionismo, tocca ancora alla politica ‘tirare le fila’ dell’incontro.

Intervengono Silvia Straneo del Movimento Civico Per Alessandria, Davide Buzzi Langhi consigliere regionale e comunale di Forza Italia, Mattia Roggero capogruppo consiliare della Lega e Emanuele Locci, capogruppo consiliare di Fratelli d’Italia. Ognuno di loro sceglie un tema diverso di partenza, ma comune è il punto di arrivo: Alessandria non merita la condizione di disagio che sta vivendo, occorre costruire un’alternativa politica propositiva e concreta, che guardi al 2027, e riprenda un filo progettuale che, del resto, si sta comunque dipanando, perché i grandi progetti già finanziati vanno avanti, per fortuna.
Due sensazioni finali: il centro destra alessandrino, oggi all’opposizione, ha dato l’impressione di essere coeso e concreto, e di muoversi con determinazione: al di là dei costanti battibecchi e posizionamenti nazionali dei singoli partiti, questo è un segnale positivo.
Ma, soprattutto, sabato sera e per tutto il week end il leitmotiv è stato: ma quanti eravamo? Da quanto tempo ad Alessandria, per un dibattito pubblico su questioni locali, non si vedeva una simile partecipazione? Il che significa che i social non bastano, e che le persone hanno bisogno di incontrarsi, sorridersi, abbracciarsi e discutere. Il centro destra alessandrino ha intrapreso una strada positiva, da percorrere con coerenza da qui alle prossime elezioni.




