Pedrazzi (Ascom): “Ai Distretti Urbani del Commercio servono risorse, e un approccio ‘sistemico’. A settembre intanto torna Aperto per Cultura, e in primavera……

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di Ettore Grassano

“Dopo due anni incredibili, e terribili, le persone in questo primo semestre del 2022 hanno mostrato una grande voglia di reagire, di vivere, e per fortuna anche di consumare. Il commercio alessandrino, sia pur ‘a macchie di leopardo’, e con diverse criticità che stiamo analizzando, è ripartito. Compito nostro, come delle altre associazioni di categoria, è oggi quello di fare in modo che questa ripartenza non sia un semplice ‘rimbalzo’, ma diventi strutturale, anche se all’orizzonte, sul fronte nazionale e internazionale, sappiamo bene quante incognite ci attendono”. Alice Pedrazzi, direttore provinciale di Ascom/Confcommercio, non si nasconde dietro parole di circostanza, e sa bene che l’autunno potrebbe portare con sé così tante variabili (ripartenza di un covid meno ‘lieve’ di quello attuale, ma soprattutto instabilità economica legata ai conflitti bellici in corso, e al lievitare del costo delle materie prime, e dell’energia), da rendere aleatoria, o comunque provvisoria, qualsiasi analisi. Ma questo non significa che si debba smettere di elaborare progetti, e strategie, anche perché mai come in questo momento il commercio alessandrino ha bisogno di fiato, di idee, di percorsi innovativi.

Dottoressa Pedrazzi, qual è lo stato di salute del commercio alessandrino, al ‘giro di boa’ dell’estate?
La capacità di reazione alle avversità dell’ultimo biennio è stata non solo notevole, ma quasi eroica. In pochi si sono fatti prendere dalla rassegnazione: la gran parte dei commercianti ha continuato a crederci, ad organizzarsi, a proiettarsi in avanti. E tanti comparti, e soggetti, sono stati premiati da un semestre senz’altro positivo, di crescita significativa, anche perché rapportata ai risultati di un biennio particolare, eccezionale in negativo. L’estate, in pieno svolgimento, è caratterizzata da una grande voglia di movimento, da parte delle persone. E che si muove spende, è evidente. Restano da capire molte cose, compreso il fatto che ci sono settimane che vanno molto meglio di altre, abbastanza inspiegabilmente. Ma soprattutto occorre, dal nostro punto di vista, lavorare sulla programmazione, e sul futuro.

Parliamo dei Distretti Urbani del Commercio: rimangono snodo imprescindibile?
In maniera assoluta: i 75 Distretti individuati a livello regionale sono la leva di sviluppo strutturale su cui puntare nel prossimo decennio, che consentiranno al commercio di prossimità piemontese di riorganizzarsi e valorizzarsi, con particolare riferimento ai centri storici. Stiamo parlando, per la provincia di Alessandria, di una decina di Distretti, ben distribuiti in tutto il territorio: dal capoluogo a tutti i centri zona, oltre ad aree come la val Borbera e Spinti e il gaviese. Nella fase di progettazione ed avvio è stato decisivo il ruolo svolto dall’assessore regionale al Commercio, Vittoria Poggio, alessandrina ed esperta del nostro settore. Ora però occorre confrontarci con due variabili fondamentali perché lo strumento possa rivelarsi davvero efficace.

Quali sono queste variabili?
La prima è sicuramente quella delle risorse. In Lombardia, dove i Distretti Urbani del Commercio sono realtà da circa un decennio, il sostegno annuale è nell’ordine delle diverse decine di milioni di euro, e non potrebbe essere altrimenti, perché il risultato sia concreto e tangibile.

Vedremo quanto deciderà e potrà investire la Regione Piemonte, insomma. E l’altra variabile?
La seconda variabile è altrettanto fondamentale, ed è rappresentata dall’impegno e dal reale coinvolgimento delle amministrazioni comunali, e dagli altri soggetti territoriali coinvolti. Se qualcuno crede che i Distretti siano una semplice distribuzione di risorse ‘a pioggia’ per realizzare alcuni eventi e iniziative spot non ha capito il valore dello strumento: sarebbero soldi sprecati. I Distretti del Commercio funzioneranno se genereranno davvero un nuovo approccio metodologico, e se il commercio d’ora in avanti diventerà parte integrante di una visione ‘sistemica’ delle città, dei paesi, dei territori. Ossia perché il valore aggiunto sia reale bisogna che, d’ora in avanti, si parli di commercio in maniera integrata rispetto a urbanistica, viabilità, dinamiche sociali. Questo è del resto lo spirito con cui lo strumento è nato, vent’anni fa, nei paesi del nord Europa.

Facciamo un esempio concreto?
Volentieri. Immaginiamo una via con senso unico di marcia, in cui c’è una scuola, e una panetteria in cui molti genitori si fermano a comprare il pane quando vanno a prendere i figli in uscita. Invertire il senso di marcia, in quel caso, significa generare significative ricadute, positive o negative in rapporto alla posizione del negozio, su quel tipo di attività. E’ un esempio banale, ma che può essere declinato in maniera molto più ampia e complessa, e riferito ad intere aree o quartieri.

Ad Alessandria, ad esempio, la ZTL è un cavallo di battaglia del centro sinistra che ha appena vinto le elezioni. Voi siete favorevoli?
(riflette, ndr) E’una questione davvero complessa, che siamo favorevoli ad affrontare con strumenti adeguati, affidando analisi e valutazioni a tecnici qualificati. E’quanto abbiamo cominciato a fare, come Confcommercio, nell’ambito del percorso di collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma. Ci auguriamo che la nuova amministrazione comunale ad Alessandria sia favorevole a questo approccio scientifico: servono dati di dettaglio, analizzati da chi ha la competenza per farlo. Ogni altra decisione rischia di rivelarsi uno ‘scatto in avanti’ approssimativo, non supportato da un’analisi adeguata.

Giorgio Abonante ha tenuto per sé molte deleghe strategiche, tra cui tutte quelle che vi riguardano, dal commercio al turismo, al marketing territoriale. Almeno per ora, insomma, è lui il vostro interlocutore diretto….
I primi incontri con il neo sindaco di Alessandria sono stati positivi, e confidiamo in una collaborazione proficua e costruttiva. Ricordo peraltro che anni fa, in veste di assessore, Giorgio Abonante fu con la nostra delegazione a Bruxelles, agli albori del progetto di Rigenerazione Urbana Nazionale. In ogni caso è evidente che grandi progetti, come i Distretti Urbani del Commercio, devono essere portati avanti in maniera omogenea, su scala provinciale e regionale, a prescindere dalle connotazioni politiche delle diverse amministrazioni locali.

A Tortona saldi dal 5 gennaio al 1 marzo CorriereAl

I saldi estivi sono partiti?
Sì, partiti ovunque il 2 luglio, e dureranno fino a settembre: speriamo naturalmente diano una spinta nelle settimane tradizionalmente meno dinamiche, ma da tempo abbiamo compreso che i saldi non sono più un elemento così decisivo.

Parliamo invece dei vostri progetti: Aperto per Cultura, e non solo…..
La strategia di Ascom/Confcommercio è chiara: pochi eventi con il nostro marchio, e di assoluta qualità, capaci di essere davvero trainanti. Mi riferisco in particolare a Aperto per Cultura, che tornerà ad Alessandria il prossimo 10 settembre, mentre stiamo valutando i tempi di possibile ‘lancio’ in altre città centro-zona: in qualche caso, come ad Ovada, abbiamo già ‘tastato il terreno’, con soddisfazione, attraverso appuntamenti estivi. Secondo grande ‘pacchetto’ di eventi sarà quello natalizio, naturalmente. Mentre per la prossima primavera/estate stiamo mettendo a punto un nuovo progetto, completamente nuovo e ‘trasversale’ rispetto ai diversi comparti del commercio: ma per ora non mi chieda altro, sono in corso valutazioni rispetto a due diversi format: decideremo nelle prossime settimane.

Quale sarà la collaborazione con i comuni, e con le altre associazioni di categoria?
Crediamo fermamente che i comuni, a partire da Alessandria come capoluogo, debbano svolgere un importante ruolo di coordinamento, e sapere anche essere ‘selettivi’, evitando ad esempio sovrapposizioni tra più eventi. Con le altre associazioni, come Confesercenti o Confartigianato, massimo dialogo e collaborazione: se ognuno di noi mette a punto e realizza alcuni eventi strategici, e il comune di riferimento fa un buon coordinamento, i risultati non potranno che essere positivi.

Sull’autunno però pende la ‘spada di Damocle’ di un aumento ulteriore dei costi dell’energia, della benzina, delle materie prime: tutto questo avrebbe un impatto forte sull’aumento dei prezzi al dettaglio. E qui i singoli comuni possono fare poco o nulla, senza una strategia governativa…..
Purtroppo è così. E’assolutamente necessario che l’esecutivo affronti la questione in modo complessivo, e senza perdere tempo. Sicuramente la strada delle detrazioni, delle agevolazioni, degli sgravi fiscali, sarà fondamentale per consentire a molte attività di reggere l’urto della crisi, senza far lievitare i prezzi. Penso anche ad aiuti sul fronte delle imposte locali, a partire dalla tari e dai dehors: ma è chiaro che non possono essere i singoli comuni a farsi carico dei costi di simili iniziative.