Intelligenza Artificiale: applicazioni in Sanità e quadro normativo

Alla Giornata Scientifica Estiva il punto sulle attività integrate AO AL e UPO


Si è svolta sul tema attuale delle applicazioni dell’Intelligenza Artificiale (IA) in sanità la XVI Giornata Scientifica Estiva che ha visto focalizzarsi i relatori su come l’informatica può impattare positivamente nei percorsi di salute del paziente e su quale ruolo abbia la ricerca in questo ambito.


“Il pomeriggio di lavoro – ha spiegato in apertura il Dr. Antonio Maconi, Direttore del Dipartimento Attività Integrate Ricerca e Innovazione (DAIRI) – è stato anche l’occasione per rinnovare ancora una volta l’ormai consolidata collaborazione tra l’Azienda Ospedaliera e l’Università del Piemonte Orientale, in particolare con il DiSIT e con il DIGSPES, nonché con l’ASL di Alessandria con cui stiamo conducendo il percorso di riconoscimento per l’IRCCS. Dal 2021 abbiamo deciso di dedicare l’edizione estiva della Giornata Scientifica a un focus specifico che in questo caso ci permette di fare luce sulle attività dei Laboratori di Ricerca integrati AO AL e UPO, valorizzando la sinergia tra aspetti prettamente informatici e aspetti clinici nell’ambito dell’Intelligenza Artificiale”.


Il punto di incontro tra questi due mondi è proprio la ricerca, come ha sottolineato Annalisa Roveta, Responsabile SSD Laboratori di Ricerca: “Si tratta di un’unione possibile grazie alla collaborazione tra il DAIRI, diretto dal dott. Antonio Maconi, e il DiSIT, diretto dal prof. Leonardo Marchese. Siamo consapevoli della necessità di un Regolamento che disciplini l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale, soprattutto dal punto di vista etico e di affidabilità, ma siamo tutti concordi con la definizione di Intelligenza Artificiale data dall’High Level Expert Group, per coprire tutte le aree di Governance europea? Ciò che emerge dall’evento è sicuramente il bisogno e la richiesta dell’applicazione dell’Intelligenza Artificiale nei percorsi di cura dei pazienti in modo agile, affidabile, sicuro e snello”. Quello del quadro normativo di riferimento è infatti un tema basilare, trattato subito in apertura dei lavori dalla Prof.ssa Serena Quattrocolo, Direttore del Dipartimento di Giurisprudenza e Scienze Politiche, Economiche e Sociali che ha illustrato la bozza di Regolamento UE “AIA”: “Il documento è stato presentato al Consiglio, ma è ancora in fase di negoziazione: una volta approvato, diventerà vincolante per gli Stati dell’Unione Europea. Il Regolamento ha lo scopo di proteggere non solo i consumatori, ma tutti gli individui dai rischi che possono discendere dall’uso quotidiano dell’Intelligenza Artificiale e dopo una definizione generale “restringe” l’ambito di applicazione dell’IA a Machine Learning Algorithms, Logic and knowledge-based approaches, Statistical approaches, bayesian estimation, search and optimization methods”.

Il focus della Giornata Scientifica sono però state le progettualità presentate dai ricercatori dell’Area Informatica Medica della SSD Laboratori di Ricerca e dai professionisti dell’Azienda Ospedaliera di Alessandria, sviluppate in ambito sanitario con l’obiettivo di supportare, analizzare, simulare e modellare i processi diagnostici e medici. In particolare si è parlato di specifici sistemi di supporto alla decisione medica, basate su linee guida, presentando il prototipo di software, indipendente dal dominio, per acquisire, rappresentare ed eseguire linee guida per la diagnosi, cura e assistenza dei pazienti con tumori cutanei ed ematologici: tale strumento, chiamato “Guide Line Acquisition Representation and Execution”, è utile alla formazione del personale medico e al suo continuo aggiornamento. Viceversa è stato poi toccato il tema di come attraverso l’Intelligenza Artificiale l’analisi dei processi medici permetta di comprendere e valutare il reale processo implementato all’interno di un reparto. Questa attività, conosciuta come Process Mining, assume un ruolo fondamentale nel contesto del management sanitario, dove l’analisi dei flussi di lavoro ha l’obiettivo di ottimizzarli e automatizzarli e dove un migliore controllo del processo, permette di incrementare efficienza e ottenere una maggiore qualità dei servizi offerti. Un altro intervento ha invece riguardato gli approcci multi-modali al fine di integrare tutte le fonti di dati e risolvere un task, usandoli in modo integrato: il Multimodal Deep Learning è un campo di ricerca emergente con molte applicazioni nella robotica e nell’assistenza sanitaria.

È stata infine data evidenza dell’enorme vantaggio dell’utilizzo di innovazioni tecnologiche, sistemi integrati di monitor e sensoristica, telemedicina, wearable devices a supporto della salute, della sicurezza e del benessere del paziente. Nello specifico per l’Istituto di Informatica UPO sono intervenuti: Prof. Giorgio Leonardi, Prof. Marzio Pennisi, Prof. Luigi Portinale, Prof. Massimo Canonico. Per l’Ospedale di Alessandria: Dott. Guido Chichino, Direttore DIEA AOAL, Dott. Ivan Gallesio, Responsabile Radiologia AOAL, Dott. Marco Polverelli, Direttore Dipartimento Riabilitativo, Prof. Marco Invernizzi, Presidente Corso di Laurea Fisioterapia. “Come si è evinto dagli interventi del pomeriggio – ha ricordato il Prof. Paolo Terenziani, Institute of Computer Science DISIT UPO – sono numerosi i progetti attivi tra Università e Azienda Ospedaliera nell’ambito dell’Intelligenza Artificiale: alcuni hanno già dato i primi risultati, altri sono ancora in fase sperimentale, altri ancora partecipano a bandi internazionali per il reperimento di fondi necessari per portare a termine le nostre ricerche”.


Il pomeriggio si è concluso con la sessione dedicata alla telemedicina e alla sua applicazione nell’ambito delle professioni sanitarie e della cura domiciliare. Moderate dalla Dr.ssa Tatiana Bolgeo, Referente dell’Unità di Ricerca delle Professioni Sanitarie DAIRI AO AL, la Dr.ssa Aurora De Leo e la Dr.ssa Gloria Liquori, Department of Biomedicine and Prevention, Tor Vergata Università degli Studi di Roma, hanno parlato di un progetto di ricerca dedicato al Telenursing in campo oncologico: l’obiettivo è valutare il suo impatto sulla qualità della vita del paziente in aggiunta alle cure tradizionali in termini di aderenza terapeutica, prevenzione, rilevazione precoce e management infermieristico proattivo degli eventi avversi. Le tematiche toccate hanno spinto molto sul fatto che l’evoluzione della dinamica demografica e l’incremento delle patologie croniche ad oggi impongono al Sistema Sanitario Nazionale continue e nuove sfide che possono essere affrontate anche grazie all’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale. A questo proposito, la Dott.ssa Paola Varese, Direttore Struttura Complessa Medicina a indirizzo oncologico Ovada ASL AL, ha annunciato l’avvio di un nuovo progetto proposto da Fondazione CIGNO (con il supporto della Fondazione Compagnia di San Paolo) e che coinvolge ASL AL nello sviluppo della telemedicina nell’implementazione del modello di cura domiciliare acquisito con il progetto COVI a CASA e di continuità dell’assistenza attivata in passato con il progetto P.I.C.A.S.S.O.. Nello specifico, nel corso della sperimentazione verrà valutata la possibilità di gestire presso il proprio domicilio pazienti covid, oncologici, malati in cure palliative, persone affette da diverse cronicità, mirando al raggiungimento di traguardi come la condivisione più ampia e coordinata degli obiettivi di cura, l’innalzamento del livello di qualità della vita del paziente, il miglioramento dell’appropriatezza e della tempestività delle cure.
Dalla XVI Giornata Scientifica Estiva è quindi emerso come l’Intelligenza Artificiale applicata alla sanità sia un tema estremamente attuale e ancora molto aperto al cambiamento, nell’ottica di un costante miglioramento delle cure e dell’assistenza al paziente, nonché di positivi sviluppi delle professioni sanitarie stesse.