di Enrico Sozzetti
Sarà un momento di sintesi, guardando al futuro. Si avvicinano gli Stati generali della logistica promossi dalle tre regioni del nord ovest (Piemonte, Lombardia e Liguria) che saranno ospitati il 21 aprile nell’aula magna del Disit (Dipartimento di scienze e innovazione tecnologica) dell’Università del Piemonte Orientale, in viale Michel ad Alessandria, e per il capoluogo, insieme al Basso Piemonte sul quale si è progressivamente estesa l’attività della Fondazione Slala, è il momento di fare il punto su una serie di iniziative organizzate nel corso degli ultimi due anni e che la pandemia ha rallentato, ma non fermato.

La Fondazione guidata da Cesare Rossini costituisce un punto di riferimento per enti pubblici e operatori privati delle province di Alessandria e Asti, per le Regioni Piemonte e Liguria e per il sistema portuale ligure. Il lavoro di raccordo svolto finora può contare su alcuni risultati diretti, come il riconoscimento delle zls (zone logistiche semplificate), e altri indiretti in quanto le decisioni non spettano a Slala che ha solo come scopo quello di mediare e mettere in contatto l’intero sistema dei trasporti e della logistica. «Credo sia corretto definire la Fondazione come un soggetto neutrale, pronto – sono le parole di Rossini – a dare voce al Basso Piemonte e mettere in relazione i porti di Genova e Savona, insieme al fitto tessuto industriale, con le aree che rappresentano il loro naturale retroporto, oltre che il territorio che a sua volta connette il mar Mediterraneo con i mercati del nord Europa».
Che l’Alessandrino stia creando tutte le condizioni per essere realmente competitivo, attrattivo ed elemento cardine all’interno di un sistema di più ampie dimensioni, è vero. Il Comune di Tortona, per esempio, ha approvato il progetto definitivo della variante generale del Piano regolatore generale comunale (Prg), concludendo un iter durato quattro anni, avviato già dalla precedente amministrazione (il precedente Prg era in vigore dal 1995.

«Con questo nuovo Piano regolatore – sono le parole di Federico Chiodi, primo cittadino di Tortona – indichiamo in modo chiaro come sarà la città, aperta allo sviluppo economico e occupazionale, tenendo ben a mente la vocazione logistica del territorio, anche grazie ai nuovi insediamenti che si stanno già concretizzando e che, lo ricordo, porteranno anche un importante gettito in termini di oneri di urbanizzazione e Imu che potrà essere utilizzato per garantire migliori servizi a tutti i tortonesi». Il documento fissa i punti fermi del futuro sviluppo prendendo atto delle modifiche parziali approvate in quasi trent’anni, indirizzando lo sviluppo produttivo “oltre Scrivia”, la parte della città dove si trovano le principali aree vocate alla logistica e dove vi sarà il maggiore sviluppo nel prossimo futuro con la realizzazione delle grandi aree vicino a strada Cabannoni e lungo la provinciale 211. Nuovi insediamenti sono previsti anche nella zona di Torre Garofoli, lungo la strada per Alessandria, completando così il quadro delle aree logistiche. Il Prg prevede precise compensazioni derivate dal ritorno alla destinazione d’uso agricole di consistenti porzioni del territorio, quasi due milioni di metri quadrati, fra cui spicca la riconversione dell’area sulla sponda sinistra del torrente Scrivia, nota come la cosiddetta “pista Pirelli”, mai realizzata, e l’attenzione per l’area collinare con l’obiettivo di salvaguardarne le caratteristiche ambientali e paesaggistiche. Tortona è il primo Comune della provincia di Alessandria ad adeguarsi alle norme previste dal Piano Paesaggistico Regionale.
Da un lato sono in corso di sviluppo grandi progetti infrastrutturali dei porti di Genova e Savona, dall’altra il retroporto naturale piemontese deve essere pronto con la creazione di aree dedicate, il potenziamento di quelle esistenti e lo sviluppo, in parallelo, di un sistema trasportistico delle persone.
Un sistema strutturato consente di riorganizzare il flusso dei mezzi in entrata e in uscita dai porto, ampliare le capacità e puntare ai quattro milioni di container previsti dai piani di sviluppo dell’autorità portuale di Genova e Savona. Sul territorio piemontese le zls rappresentano un’occasione di sviluppo e uno strumento di attrattività economica. Nel settore della logistica, attualmente, l’Alessandrino conta circa sedicimila occupati che rappresentano circa l’otto per cento del totale regionale.

Come ricordano in Fondazione Slala, è fondamentale sostenere l’espansione dei traffici mercantili mediante il recupero di mercati, storicamente di riferimento, persi negli ultimi decenni a causa di servizi non competitivamente all’altezza di quelli offerti da sistemi portuali concorrenti, seppur lontani, come quelli olandesi, belgi e tedeschi. Gli storici mercati della Svizzera, del Baden-Württemberg, della Baviera e della pianura padana si sono progressivamente rivolti ai porti del Nord Europa con la conseguenza di aver ceduto le entrate fiscali e gli indotti lavorativi ad altri sistemi economici. Nella valutazione di sostenibilità degli investimenti richiesti bisogna considerare che un container in importazione da venti piedi (corrispondente al tradizionale Teu, twenty-foot equivalent unit) con un valore di merce medio – basso (circa 30.000 euro) apporta, solo di imposizione diretta Iva, un introito per l’erario di circa 6.600 euro. Ad oggi, si stima che circa 900.000 Teu all’anno diretti in Italia passino per i porti del Nord-Europa. Il recupero di quote di mercato di importazione diretta può generare entrate miliardarie per l’erario statale. Inoltre, va aggiunto il valore indotto che la filiera logistica dei container comporta a riguardo delle necessità di gestione amministrativa, scarico/carico, trasporto, apertura, lavorazione, smistamento valutabili in circa 7.000 euro a Teu. Ecco perché Olanda, Germania e Belgio adottano organizzazioni amministrative che supportino in tutti i modi l’efficienza e l’attrattività dei porti.

In prospettiva anche il nuovo scalo ferroviario di Alessandria rientrerà nella definizione di “terminale innovativo” in quanto i treni potranno accedere alla parte terminal per “inerzia” e senza bisogno di effettuare manovre. Il convoglio verrà quindi lavorato da gru a portale e una volta pronto tornerà in circolazione senza bisogno di manovra e di cambio locomotore. L’infrastruttura svolgerà la funzione di caricare/scaricare i treni navetta da/per i porti e di caricare/scaricare i treni a lunga percorrenza (funzione di hub ferroviario). La trasformazione dello Smistamento di Alessandria si inserirà in un contesto di importanti interventi ferroviari sui due corridoi europei Mediterraneo e Reno – Alpi. Da una parte la Tav, dall’altra il Terzo Valico, e tutte le opere di adeguamento all’infrastruttura per consentire il passaggio di treni da 2.000 tonnellate, costituiranno un crocevia ferroviario di interesse europeo. L’investimento è quindi da considerarsi in chiave strategica quale hub ferroviario di riferimento per i traffici europei sull’asse Lisbona-Kiev e sull’asse Genova-Rotterdam. Lo studio trasportistico presentato a fine 2021 ha delineato tre scenari possibili per lo scalo ferroviario di Alessandria: Hub ferroviario (la capacità del nodo di comporre treni e ricombinare carichi ponendosi come luogo di scambio ferro-gomma); Retroporto (caratteristiche operative integrate con l’ambito portuale quali, ad esempio, la continuità portuale, doganale e operativa, e la possibilità di organizzare depositi gestiti come terminal remoto dal porto); Navettamento su ferro delle merci sui porti liguri (servizio di trasporto merci in cadenzamento regolare basato su treni di media capacità atto a garantire regolarità negli scambi).


