Dal Recovery Plan 30 milioni per Alessandria: spendiamoli bene. Io sto con il Professor Garavelli: e voi? [Le pagelle di GZL]

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Evviva, a salvuma la Sitadéla ma ònchessej l'Uspidàl Militar...ma 'l grön...chi cui la büta? [Lissòndria tra Tani e Burmia] CorriereAldi Graziella Zaccone Languzzi

 

1) E’ una buona notizia quella dei 30 milioni di euro destinati ad Alessandria provenienti dai fondi del Recovery Plan. Il Sindaco Cuttica di Revigliasco rende noto che verranno utilizzati per il progetto dell’ex Ospedale Militare e per le case popolari, prendendo atto con soddisfazione che se Roma ha approvato questi progetti sta a significare che tutte le procedure tecniche sono state impostate nel modo corretto. Inoltre venerdì 23 luglio in tarda serata, la Camera dei Deputati ha approvato l’ordine del giorno proposto dalla Lega che impegna il Governo a fare in modo che le Coesioni Territoriali possano accedere direttamente ai fondi del PNRR, in questo articolo si leggono i particolari: “L’on. Molinari: Grazie a odg della Lega le Coesioni Territoriali potranno accedere direttamente ai fondi del PNRR. Il sindaco Cuttica: “Ora avanti tutta con i progetti di sviluppo”. Tutte risorse frutto del lavoro di questa amministrazione, grazie all’importante ‘sponda’ romana di chi, in Parlamento, dal 2018 ad oggi l’ha sempre supportata. Ora ovviamente vedremo quali saranno i tempi tecnici, ma è chiaro che stiamo parlando di progetti (dall’ex Ospedale Militare alle Coesioni) che vedranno piena realizzazione nei prossimi anni. Non vorrei che si riproponesse insomma lo scenario dei fondi del Pisu, che quando arrivarono furono in buona parte mal spesi, o addirittura sprecati. Chi se lo ricorda? Io sì: i fondi Pisu erano stati ottenuti durante l’amministrazione Fabbio, a seguire è subentrata l’amministrazione Rossa e quei fondi sono stati gestiti durante quel mandato. Nel 2016 fu soprattutto il Movimento 5 Stelle a battersi in tutte le sedi e sui social per avere risposte su come erano stati utilizzati i fondi Pisu, ecco alcuni esempi:

“Il Movimento 5 Stelle Alessandria vuole chiarezza sui fondi Pisu per i lavori del Parco Tanaro”.

“M5S Alessandria: Pisu e Meier: 30 milioni di euro di soldi nostri: per Alessandria un’occasione sprecata” .

Il nuovo asilo Gobetti “perde già i pezzi” e ancora nessuna traccia “dei giochi promessi dal sindaco.

Di questa scuola molto si parlò sui social, l’amico Gianni Senetta di “Svegliati Alessandria” per mesi ha fotografato e filmato i lavori della Scuola Gobetti, lavori eseguiti da capitolato in certi casi in maniera raffazzonata, e quelli proprio non eseguiti: risistemare quella scuola è costato ben 350 mila euro. Va Dossena: “Troppi 70 mila euro per fioriere e piante di via Dossena”.
E si parla solo di fioriere, pensiamo nella totalità del progetto quanto è costata quella via, dove oggi tale arredo è stato cancellato perchè distrutto. I 30,2 milioni di euro del Pisu avrebbero potuto rappresentare sviluppo urbano sostenibile per la nostra città, ora ne arriveranno altri 30 e vedremo con le prossime elezioni della primavera ’22 a chi toccherà spenderli, se saranno rispettati i progetti iniziali o se saranno “mandati in gloria” come fu con una parte del Pisu.
Voto: 8

 

2) Al Prof. Pierluigi Garavelli il mio sostegno e la mia stima in questo momento difficile. Il Prof. Garavelli è sotto attacco per essere intervenuto alla manifestazione di Alessandria in piazza Libertà contro il green pass, per dare corrette informazioni sui vaccini. Ha spiegato che tutta la sua famiglia è stata vaccinata compreso se stesso, escludendo le sue tre bambine ancora piccole e sottolineando che la vaccinazione è uno degli strumenti utili alla lotta Covid. Date le sue competenze, la piazza avrebbe dovuto lasciarlo parlare, invece appena hanno capito che non era contro il vaccino, hanno iniziato a fischiare e insultarlo. I media presenti si sono concentrati su questa presenza dandone risalto, e la cosa non è stata gradita dalla Direzione Generale del nosocomio novarese e dall’Ordine provinciale dei medici chirurghi e odontoiatri di Novara. Secondo loro Garavelli non doveva andare in quella piazza, e da subito hanno valutato l’ipotesi di un procedimento disciplinare nei confronti di questo illustre medico, dichiarando che esiste un Codice deontologico che obbliga i medici a tenere determinati comportamenti: la violazione di queste regole implica l’adozione di misure specifiche. Si va dall’ avvertimento alla censura per arrivare alla sospensione e alla radiazione. Addirittura! E solo per aver cercato di dare corrette informazioni sul vaccino. Un uomo perché medico non ha la libertà di esprimere la sua scienza in ogni dove perché “il sistema” glielo impone? E perchè tanta astiosità nei suoi confronti? Sono diciassette mesi che dalle TV ascoltiamo su ogni canale e a tutte le ore medici, virologi di cui alcuni improvvisati esperti Covid, onnipresenti nel dire tutto e il contrario di tutto, gli uni contro gli altri. Gli ospedali dove lavorano non li hanno certo messi sotto procedimento disciplinare, e fra tutti viene messo il bavaglio al Prof. Garavelli, autentico infettologo, un professionista serio con questo curriculum?
Su Facebook tante persone con commenti stanno dimostrando vicinanza e affetto a Garavelli, e questo ha un significato ben preciso. Il Prof. Garavelli lo ritengo un amico, sempre reperibile e disponibile, un uomo buono ed è ingiusto ciò che sta accadendo: sul nulla stanno creando un caso, e la sanità non può permettersi di perdere questo scienziato.
Voto: 10

 

3) Alla Regione Piemonte che ha aggiornato il Protocollo delle cure a casa per il Covid. Si tratta di introdurre l’utilizzo dell’idrossiclorochina nella fase precoce della malattia, insieme a farmaci antinfiammatori non steroidei e vitamina D. Il Protocollo prevede anche la possibilità di attivare ambulatori Usca per gli accertamenti diagnostici altrimenti non eseguibili o difficilmente eseguibili al domicilio, ottimizzando le risorse professionali e materiali disponibili. La Regione già dalla prima ondata Covid aveva riscontrato che in molti casi era possibile curare i pazienti al proprio domicilio. L’Assessore alla Sanità regionale Icardi specifica che non sarà più prescritto il paracetamolo per telefono, e i pazienti saranno presi in carico dai sanitari a domicilio. Nel sito della Regione si legge che in merito ai provvedimenti terapeutici consigliati, accanto a eparina, steroidi e antibiotici vengono introdotti farmaci antinfiammatori non steroidei, Vitamina D e idrossiclorochina, dopo che il Consiglio di Stato ne ha consentito la prescrizione (off label) sotto precisa responsabilità e dietro stretto controllo del medico. La Regione Piemonte è l’unica in Italia, a quanto mi risulta, ad avere un protocollo terapeutico direttamente a domicilio, ma tutto questo inspiegabilmente non viene divulgato: “Aggiornato il protocollo delle cure a casa per il Covid”.
Ricapitolando, saranno istituiti “ambulatori Usca” ospedalieri/distrettuali per il controllo dei pazienti a cadenza regolare, e per offrire prestazioni per una diagnosi e una stadiazione più appropriata della malattia. Saranno luoghi nei quali si potranno eseguire visite mediche, prelievi di sangue, consegne e ritiro urine per esame completo, monitoraggi saturazione ed eventuale emogasanalisi, elettrocardiogrammi, ecografie toraciche, tamponi naso-faringei per test molecolari e antigenici, attivazioni di percorsi preferenziali con invio diretto in Radiologia per eseguire radiografie e Tac al torace. Speriamo che tanto “ben di Dio” sia realizzato anche nella nostra provincia. Concludo ricordando che già a marzo 2020, il Prof. Pierluigi Garavelli consigliava come prima cura l’idrossiclorina per evitare il ricovero, inascoltato a livello nazionale ma ascoltato da alcuni medici di famiglia laddove non vi era una situazione gravissima. Miei conoscenti nel casalese sono stati curati anche con il Plaquenil. Quante persone si potevano salvare, e per quante altre si poteva evitare il ricovero?
Voto: 8