Grignolino del Monferrato Casalese doc: approvata la proposta alla modifica al disciplinare

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Copia di Da Slow Food il Gran Galà del Grignolino CorriereAl“È una modifica su cui si stava lavorando da tempo, fortemente voluta sia dai produttori che dalle cooperative. Un percorso iniziato diversi anni fa, con la costituzione del Consorzio, grazie alla stretta sinergia tra produttori e cantine sociali. Dal tavolo di confronto è emerso che il sistema vitivinicolo, nonostante il difficile periodo del lockdown che ha messo a dura prova l’intero settore, ne esce con una visione complessiva nuova e propositiva. Ciò ci permettere di preparare la vendemmia con una condizione di campagna buona, anche se leggermente in ritardo rispetto agli ultimi anni, come avveniva in passato, per le condizioni climatiche”, dichiarano il Presidente e il Direttore Coldiretti Alessandria Mauro Bianco e Roberto Rampazzo.

“Una proposta di modifica molto attesa dai nostri associati che saprà portare soddisfazioni e nuove opportunità per la viticoltura della provincia alessandrina” apprezza il Presidente del Consorzio di tutela Colline del Monferrato Casalse Luigi Ronchetti. “E’ il risultato di un importante lavoro di squadra e di continuo confronto”.

“Il nostro obiettivo” aggiunge il Responsabile Vitivinicolo di Coldiretti Alessandria Valerio Scarrone “è sempre stato puntare alla valorizzazione del territorio e delle sue uve. La proposta ora dovrà essere pubblicata in Gazzetta Ufficiale per eventuali ricorsi e, trascorsi trenta giorni dalla pubblicazione, diventerà definitiva”.

La richiesta di modifica dell’acidità totale minima è nata dalla constatazione oggettiva della naturale riduzione del parametro di acidità fissa nelle uve Grignolino a maturità, rispetto al 1974, epoca in cui fu istituita la Doc.

Ecco le modifiche principali:

ü  introduzione della tipologia “Riserva” con un invecchiamento in legno  che ha visto negli ultimi anni una crescita esponenziale molto apprezzata all’estero;

ü  introduzione della tipologia “Spumante Rosè”, una tipologia già presente ad inizio ‘900 e che stata riscoperta recentemente con buoni risultati anche se probabilmente per renderla effettiva si dovrà ormai attendere il prossimo anno;

ü  allargamento della zona di produzione al territorio del Comune di Lu e Cuccaro Monferrato, già in zona di produzione;

ü  aumento delle rese di vinificazione (al 70% invece del 60%) e di produzione (80 qli/ha invece di 75 qli/ha).

Inoltre, è particolarmente importante l’allargamento della zona di produzione ai comuni della provincia di Asti confinanti con la zona di produzione, evitando così di obbligare i produttori ad inviare le uve in conto lavorazione: spesso, infatti, cantine e vigneti risultavano in province diverse nonostante una ridotta distanza geografica.

Infine, è stato stabilito un abbassamento dell’acidità a 4,5, invece del 5,5: cambiamenti climatici e gusti dei consumatori hanno, infatti, reso anacronistico questo limite ed è stata introdotta la clausola della densità minima di impianto a 4.000 ceppi per ettaro: la proposta è stata accettata sia in Comitato Tecnico, sia in Comitato Vitivinicolo Nazionale.