Il consigliere comunale valenzano De Angelis: “AMV-AMC: vince l’orgoglio monferrino (e il Pd)”

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M5S: "Chiamparino e PD non hanno nessuna intenzione di tutelare le falde acquifere" CorriereAlValenza Il matrimonio tra AMV S.p.A. e A.M.C. di Casale Monferrato alla fine si è celebrato; un percorso lungo e tortuoso che durante la seduta di lunedì 31 maggio, a porte chiuse (e senza collegamento on line, così come disposto unilateralmente dal Presidente Spinelli) ha dato vita (con 14 favorevoli e 2 contrari) ad AM+ S.p.A. per cui Valenza vanterà con il 15% delle quote 1 solo componente nel CdA, 2 Revisori (di cui il Presidente) nel Collegio Sindacale e 1 componente nel Comitato di controllo e indirizzo.

Il dibattito nell’Assemblea è stato tutt’altro che tranquillo, infatti se, da un lato, il Centro Sinistra ha evidenziato alcuni rilievi su Statuto e Patti Parasociali pur apportandovi un voto favorevole con la Maggioranza, dall’altro Alessandro Deangelis ha votato contro ribadendo la propria visione espressa in campagna elettorale.

“Lunedì sera Casale Monferrato e il Pd- chiosa Alessandro Deangelis, Consigliere Civico – hanno ottenuto finalmente quello che avevano deciso nel precedente mandato e a farne le spese saranno i Valenzani. Il voto consiliare di lunedì non solo evidenzia nel merito del provvedimento la piena sudditanza di AMV alle scelte del proprio partner (Casale conterà ben 85% delle quote) che esprimerà tutte le figure di comando aziendali, compreso il direttore generale, ma si pone altresì un fatto di coerenza.
Coloro che in minoranza dicevano di “non svendere ai poteri forti” la Partecipata e che ora “si dicono amministratori e non più politici” richiamandosi ad una non ben chiara “responsabilità e maturità”, dimostrano non solo la mancanza di una visione alternativa a quella oggi seguita, ma anche l’assenza di coraggio nel metterci la faccia davanti ai Valenzani, preferendo bloccare lo streaming sulla base di condizioni contrattuali che alcuna rispondenza trovano nel regolamento consiliare.

In più, dinanzi alle considerazioni “di circostanza” e alle “carenti” risposte da parte dell’Assessore Merlino, il Consigliere Civico afferma: “Quali garanzie ci saranno per i lavoratori, dato che Casale potrà nel caso far venir meno la sede secondaria di strada Pontecurone? Se non sarà così, perché allora non scriverlo chiaramente?
Il Consiglio Comunale ha votato al buio un testo blindato notificato appena qualche giorno prima, senza sapere quali garanzie ci saranno su tariffe, costi del servizio, investimenti e politiche attive ottenendo per tutta risposta che in Regione l’Assessore competente ha “dato tutte le rassicurazioni del caso”; ma dove sono finiti la collaborazione e il dialogo di cui aveva parlato il Sindaco a inizio mandato?”.

Infine, se la maggioranza ha parlato di “assenza di alternative”, “perché non rifarsi alla sentenza AMV vs AMC del 2005 che garantiva a Valenza la possibilità di favorire un Consorzio pubblico senza perdere la sovranità delle proprie decisioni future? Perché non far valere le proprie ragioni in ambito regionale fino a mettere in discussione l’ambito di appartenenza (Ato2 Piemonte) per favorire un cambio di rotta e migliorare la qualità del servizio? Queste e molte altre domande restano ancora senza convincenti risposte se guardate nell’ottica del Bene Comune; più che dire che “non si sia potuto fare diversamente”, sono certo “che non si sia voluto”, e presto a capirlo saranno anche i nostri concittadini”.