L’epidemia fa risparmiare miliardi all’Inps: e vogliono darli agli immigrati! Intanto su Palazzo Rosso gli alessandrini conservino memoria dei fatti [Le pagelle di GZL]

di Graziella Zaccone Languzzi

 

1) A quei miei concittadini che paiono sapere tutto ma non sanno granch’è, e nonostante i mezzi di informazione che abbiamo a disposizione spesso mi sembrano ‘cadere dalle nuvole’, senza memoria dei fatti. Nelle trasmissioni di “Filo Diretto” (Telecity7/Gold) le telefonate dei telespettatori sono spesso indirizzate contro l’amministrazione comunale con le critiche: “non stanno facendo niente per strade e marciapiedi dissestati, il verde è allo stato brado, il degrado dei cimiteri nei sobborghi, sporcizia e rifiuti fuori dai cassonetti etc.”. Ora è tempo di TARI, altra lamentela perché aumentata e perchè si paga una tariffa anche per cantina e garage, che secondo alcuni non producono rifiuti. Qualche telespettatore è arrivato a supporre che si sia atteso quest’ultimo anno pre elettorale (ad Alessandria le comunali dovrebbero tenersi nella primavera del 2022) per realizzare alcune opere e interventi, allo scopo di ottenere gradimento ed essere rieletti. Ora, che Alessandria non brilli è evidente, ma molti alessandrini che ora si lamentano non sanno o non ricordano che questa città ha subìto una (probabilmente evitabile) dichiarazione di dissesto nel 2012, Amministrazione Rossa, e a pagarne il prezzo sono proprio i cittadini. Vale a dire che tutte le tasse comunali come IMU, TARI, addizionale comunale sono state aumentate il più possibile fino ad arrivare al tetto massimo consentito dalla Legge, e non è un Sindaco con la sua amministrazione a decidere gli aumenti, ma sono le leggi dello Stato che lo sanciscono, come sono altresì le leggi che stabiliscono che garage e cantina pagano la Tari anche se non producono rifiuti. Dichiarare il dissesto, che fosse giusto o meno, ha significato ‘mettere la croce’ sulle spalle della città e della comunità, che oltre a perdere la dignità e a pagare alti costi ha ora l’obbligo di contenimento di tutte le spese, fino all’eliminazione dei servizi ritenuti non indispensabili ed al contenimento degli altri livelli di spesa. L’amministrazione Cuttica in questi primi 4 anni di mandato ha fatto davvero i salti mortali, e ha dovuto avviare il risanamento di situzioni con radici antiche: a partire dal 2002, amministrazione Scagni, ad Alessandria si sono accumulati, amministrazione dopo amministrazione, tali debiti da rendere necessario in più occasioni l’intervento della Corte dei Conti. Per l’ennesima volta ecco per i più distratti un promemoria che fa capire il quadro ‘ereditato’ dall’amministrazione Cuttica: “Palazzo Rosso e ilrisanamento dei conti: la storia infinita! [Le pagelle di GZL].
Senza denaro, con le regole imposte dalla dichiarazione di Dissesto non si possono fare miracoli, e sarà dura anche per la prossima Giunta, di qualsiasi fazione politica. Dichiarare dissesto è stata una scelta anche politica, a mio avviso scriteriata. Oggi però ci troviamo in questo guaio, inutile lamentarsi: questa è la situazione. Ma siamo in buona compagnia, leggete qui: “La crisi degli enti in Italia: in dissesto o pre-dissesto 1 Comune su 8”.
Infine: chiediamoci perché Appendino dopo Fassino e dopo Chiamparino non abbia dichiarato il dissesto di Torino, città gravemente indebitata: “La Corte dei Conti ipotizza il pre dissesto del Comune”. L’attuale sindaca sabauda a 5 Stelle se ne ben guardata, come del resto i suoi due predecessori piddini: mica fessi, loro….
Voto: 4

 

 

2) Certe notizie creano stupore, sconcerto e aumentano i dubbi sull’amministrazione del bene pubblico: “Ecolibarna, bonifica avviata, ma nessuno lo disse alla Ue: “Potevano evitare maxi multa all’Italia”.
Una sintesi: “L’Italia è stata condannata dall’Unione Europea a pagare 400 milioni più varie rate di aggravamento per la mancata bonifica di svariate aree, compresa quella dell’ex Ecolibarna di Serravalle Scrivia. Peccato che non fosse così: gran parte dell’area era già stata bonificata, ma nessuno lo ha detto all’Europa. Quella maxi-multa poteva essere ridotta, se quattro funzionari pubblici avessero fatto il loro mestiere a norma di legge. La Corte dei Conti del Piemonte, che ha condannato a pagare 160 mila euro (divise in parti uguali) l’ex vice presidente della Provincia di Alessandria, Maria Rita Rossa; l’ex segretario e direttore generale Alessandro Casagrande; il dirigente del ministero per l’Ambiente Maurizio Pernice; Annaclaudia Servillo, dirigente ministeriale responsabile della procedura di infrazione (avviata dall’Unione Europea) dal dicembre 2014 al novembre 2016”.
Arriviamo al dunque: “… se quattro funzionari pubblici avessero fatto il loro mestiere a norma di legge”. Non per difendere la parte politica di questa incresciosa vicenda, o l’ex Presidente della Provincia Rita Rossa, ma a me pare evidente che in vicende simili il politico è assolutamente ‘in balìa’ di funzionari e dirigenti, e non può avere il tempo e le competenze specifiche per controllare tutto, e conoscere tutti i cavilli di legge.
Chi pagherà queste multe non si sa, forse nessuno, all’italiana, tra un ricorso e una decorrenza dei termini di legge.
Resta il fatto che l’Italia ha il primato delle procedure di infrazioni per mancato adempimento degli obblighi normativi, imposti dal legislatore a causa delle responsabilità nelle Pubbliche Amministrazioni e negli Enti: “Infrazioni europee, aumentano i casi per l’Italia” Tra la UE e la Corte dei Conti, i costi sono altissimi a causa della cattiva gestione politica e dirigenziale. Come possiamo definirla? Indolenza, negligenza, trascuratezza, noncuranza?
Voto: 2

 

3) COVID, il “braccio armato dell’INPS”? A pensar male si fa peccato ma … già lo scorso anno dopo aver visto in tv la tragedia di Bergamo mi sono detta “questo sarà il virus dell’INPS” e come si voleva dimostrare, trascorso un anno Milena Gabanelli parla dei morti Covid e di come utilizzare i miliardi di euro in pensioni che l’Inps grazie alla pandemia risparmia: “Pensioni e morti Covid: Inps risparmia 11,9 miliardi”.
L’epidemia nel 2020 ha provocato un aumento significativo di mortalità tra la popolazione anziana, e si calcola che produrrà un bilancio positivo per circa 12 miliardi di euro, calcolati sui conti dell’Inps nei prossimi dieci anni. Che ne facciamo di tale “risparmio”? Ci ha pensato Pasquale Tridico (candidato dal Movimento 5 Stelle come ministro del Lavoro prima delle elezioni politiche del 2018, nominato nel 2019 presidente dell’Inps): “Tridico: così aiuteremo a rintracciare i fragili. Reddito di cittadinanza agli immigrati”. Ovviamente si sono sollevate proteste da parte degli unici partiti che difendono gli interessi degli italiani; Lega e Fratelli d’Italia: “Lega e FdI scatenate dopo le parole di Tridico: Siamo nel delirio più totale”.L’Ente che gestisce le nostre pensioni, e che vanta un buco di circa 6 miliardi di euro, già eroga il reddito agli immigranti e Tridico (quello che si è triplicato lo stipendio) vorrebbe che cadesse la restrizione della Legge che prevede come requisito essenziale per ottenere il reddito di cittadinanza la residenza in Italia da almeno dieci anni.
Molta è la rabbia degli italiani, regalare la pensione a chi non ha mai versato un centesimo, per non parlare degli aiuti erogati ai ricongiunti che in Italia non ci vivono, in questo momento di grandi restrizioni appare davvero una provocazione insensata, destinata a creare scontri sociali.
Ecco intanto come sono state utilizzate sin qui le risorse per il reddito di cittadinanza: “Reddito di cittadinanza senza requisiti, denunciati 177 migranti”. Oltre a denunciare i 177 migranti io metterei in galera chi ha preparato loro le pratiche per ottenere il reddito. Si spera che il Governo Draghi rimuova al più presto questo personaggio dal vertice Inps, la sua cattiva gestione ha prodotto effetti nefasti.
Voto: 2