Distretto sanitario del Cristo depotenziato, zaini troppo pesanti e l’incubo Monti di nuovo alla porta….[Le pagelle di GZL]

di Graziella Zaccone Languzzi

 

1) In era Covid si è compresa l’importanza di rafforzare i servizi del settore sanità, dagli ospedali agli ambulatori: e poi accorciare liste di attesa, potenziare il personale, invece si viene a conoscenza che giorno dopo giorno si continua a tagliare. La notizia: “Distretto sanitario del Cristo: i cittadini chiedono di potenziare servizi e apertura”.
Il brutto voto va ai responsabili politici e settori tecnico-burocratici della sanità piemontese/alessandrina che a partire dal 2018 hanno iniziato a depotenziare il Distretto Sanitario del Quartiere Cristo. Nei giorni scorsi i cittadini del quartiere e dei sobborghi nella zona sud di Alessandria (circa 30 mila persone) si sono rivolti con una lettera al Direttore Generale dell’Asl, al Responsabile del Distretto 1/ Patria, al Direttore Dipsa di via Venezia e pc. alle Oss, al Sindaco e agli Assessori ai Servizi Sociali e Sanità della Città di Alessandria. Nella lettera viene evidenziato come i tagli dei costi abbiano penalizzato un territorio vasto con molti anziani, un distretto che anni fa era un punto di riferimento importante per tutta la zona Sud, situato in via Buonarroti proprio davanti alla sede di Castellazzo Soccorso”, un punto di riferimento per le informazioni che ho, raccontato dai miei famigliari che vivono al Cristo. Questo Distretto è stato inaugurato in via Buonarroti il 12 novembre 2005, aperto dal lunedì al sabato al mattino, il mercoledì e giovedì al pomeriggio con molti servizi attivi: ambulatorio, prelievi, studio odontoiatrico, attività consultoria, servizio di segretariato sociale. Oggi nel 2020 molto è cambiato, le criticità sono notevoli: orario di apertura insufficiente, mancanza di personale. La volontà di trasferire i servizi motivandoli con il taglio dei costi sta penalizzando i servizi sanitari territoriali, creando un forte disagio per molte persone del quartiere e zone limitrofe, in particolare anziani e disabili. Tutto ciò ha obbligato in questi anni gli alessandrini a spostarsi dal Cristo al Distretto Patria, un pendolarismo assurdo che sta costringendo molti residenti a rivolgersi a strutture private presenti sul territorio, per un disservizio inspiegabile della sanità pubblica. Ma quand’è che la politica e i dirigenti inizieranno ad impegnarsi davvero per migliorare la qualità dei servizi sanitari?
Voto: 2

2) Ad ogni inizio di anno scolastico rispunta il problema degli zaini troppo pesanti, pieni di libri, Iscrizione ai servizi scolastici: tutte le indicazioni dal Comune di Tortona CorriereAlmateriale scolastico, merendina, borraccia d’acqua da portare in classe ogni mattina. Mercoledì mi sono tolta lo sfizio di pesare lo zaino del mio nipotino di nove anni, quarta elementare, con peso corporeo di 29 Kg. Lo zaino pesava Kg.8,600, con quel peso deve pure affrontare le scale per raggiungere l’aula. Sono andata a leggermi il portale del Ministero della Salute – Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria – alla voce “Zaini scolastici”: “La colonna vertebrale dei bambini e degli adolescenti è una struttura delicata che va incontro con una certa frequenza a disturbi funzionali non strutturati cosiddetti paramorfismi ed in alcuni casi, fortunatamente molto più rari, ad alterazioni anatomiche strutturate talvolta evolutive dette dismorfismi, come nel caso della scoliosi. E’ pertanto importante e giustificato per genitori, operatori scolastici e sanitari prendere in seria considerazione il problema e prestare un’adeguata attenzione ai possibili fattori di rischio”.
Ci sono le indicazioni su quanto dovrebbero pesare uno zaino: “Il peso degli zaini non dovrebbe superare il 10-15 per cento del peso corporeo dell’alunno che lo indossa”. Calcolando il massimo 15% lo zaino del mio nipotino, non avrebbe dovuto superare Kg.4. Ho letto che in molti paesi esteri nelle aule ci sono pratici armadietti con lucchetto in cui viene riposto tutto ciò che occorre giorno per giorno. Non in Italia, e di questi tempi con il rischio Covid tutto deve essere portato a casa. Un’alternativa consigliata è il trolley a ruote, ma se si devono ‘fare’ le scale diventa un problema. A regolamentare questa situazione dovrebbero essere le insegnanti che vedono entrare in classe questi bimbi curvi sotto tale peso.
Voto: 3

 

 

3) Ogni giorno si leggono notizie che “me le fanno girare alla grande”. Una è questa: “Monti a capo della commissione pan-europea per la Salute e lo sviluppo sostenibile dell’OMS”. Mario Monti è colui che tagliò più di tutti la sanità in Italia, e lo mettono a capo della Commissione “Salute e sviluppo sostenibile” della OMS, con l’obiettivo di formulare raccomandazioni su investimenti e riforme per migliorare la resilienza dei sistemi sanitari e di assistenza sociale. Una nomina che, agli occhi degli italiani, vale una presa in giro. Si tratta infatti del Presidente del Consiglio che, dal Salva Italia in poi, ha tagliato maggiormente il budget della sanità pubblica, inaugurando l’austerity liberista in Italia. A seguire gli altri governi Letta/Renzi/Gentiloni gli sono andati appresso. Il Manifesto riporta che a questa notizia le battute si sono sprecate. “Dracula a capo dei donatori del sangue” oppure: “Taglierà quel poco che è rimasto in piedi negli ospedali dopo la cura stile Loden del suo governo”. Tratto da Repubblica: “Come può un fanatico dell’austerità, che da Presidente del Consiglio ha imposto tagli dolorosi alla sanità, divenire improvvisamente il paladino del suo rilancio? Semplice: non si abbandonerà la scelta di renderla privata, ovvero di degradare la salute a merce”.
Questo “signore” (mai scelto democraticamente dagli elettori, ma a noi imposto) e i suoi successori hanno effettuato tagli alla sanità pubblica per la bella cifra di 37 miliardi di euro dal 2010 al 2019, mettendo strutture ospedaliere, ASL con i suoi Distretti, medici generici, pediatri, di fronte alla pandemia, in condizioni di combattere la guerra con armi non adeguate. Oltre ad aver permesso di smantellare la sanità in genere, “lor signori” che a Roma hanno responsabilità nel tutelare il paese in ambito sanitario non hanno mai previsto che potesse accadere una situazione del genere e si sono fatti trovare impreparati, incapaci di gestire la realtà. Monti in quella posizione so già da subito che combinerà altri disastri. La sanità andrebbe posta al centro di tutto il sistema, ripensata e sostenuta con adeguate risorse. E’ necessario non solo rafforzare i presidi territoriali ma aumentarne il numero, e celermente per non essere impreparati all’eventuale ritorno della pandemia. Inoltre, come ci siamo trovati addosso il Covid, è necessario farci trovare preparati per qualsiasi altra diavoleria che potrebbe destinarci il destino.
Voto: 2