Riccoboni: “Il Tar del Piemonte annulla ordine di ripristino del bosco a Sezzadio: giudicateci per quel che faremo”

Copia di Coldiretti, Confagricoltura e Cia con gli agricoltori e i cittadini contro la discarica di Sezzadio CorriereAlLa Riccoboni Holding comunica che il Tribunale Amministrativo Regionale del Piemonte ha accolto il ricorso proposto dalla società controllata Riccoboni Spa per l’annullamento dell’ordinanza del 4 settembre 2019 n. 403 con cui il Comune di Sezzadio ordinava all’azienda “la rimessione in pristino a propria cura e spese del bosco già esistente […] del territorio del Comune di Sezzadio”.

Nel dispositivo della sentenza i giudici amministrativi hanno evidenziato sia che “la tesi della presenza di un’area vincolata a bosco è stata prospettata dal Comune a posteriori ed al di fuori della conferenza di servizi (scelta proceduralmente già ampiamente discutibile), di fatto finendo per contraddire, senza neppure una opportuna partecipazione procedimentale della società ricorrente, gli esiti del procedimento già favorevolmente conclusosi per la ricorrente con la regolare partecipazione del Comune”, sia, a proposito della perizia disposta dal tribunale per accertare se nella zona in oggetto esistesse o meno un bosco, che “il verificatore ha quindi concluso in termini rigorosi e puntuali che, pur con una valutazione prudenziale e conservativa, la zona non ha le caratteristiche per essere classificata bosco”.

 In conclusione, il Tribunale Amministrativo Regionale ha accolto integralmente il ricorso e ha annullato il provvedimento impugnato affermando “l’assorbente fondatezza delle censure che contestano una erronea valutazione in fatto, una contraddittorietà e carenza di istruttoria oltre che un inammissibile contrasto dell’azione amministrativa con i risalenti esiti della conferenza di servizi”.

Il commento di Angelo Riccoboni, amministratore delegato del Gruppo Riccoboni Holding: «Siamo soddisfatti della conclusione di questa vicenda sul cui esito non abbiamo mai nutrito dubbi perché consapevoli di aver agito nel rispetto della legge e di tutte le prescrizioni dettate dall’Autorizzazione di Impatto Ambientale. Resta l’amarezza per il tempo speso per seguire un ulteriore contenzioso privo di fondamento che ha prodotto solo ritardi al programma dei lavori per la nostra azienda e nuove spese legali da sostenere a carico, oltre che nostro, della collettività di Sezzadio. Ho sempre ribadito in tutte le sedi che ero disponibile a far verificare la serietà del lavoro che faremo a Sezzadio in qualità di impresa italiana d’eccellenza nel ramo della gestione ambientale e attenta a generare valore anche per i territori in cui si insedia. D’ora in poi mi piacerebbe essere misurati su questo, anziché sfidati per vie legali».