Perocchio (Lega): “Novi avviata verso il cambiamento: il Pd non si agiti, ha lasciato solo disastri”. Ore decisive per il futuro del Cit

di Ettore Grassano

 

“Due alluvioni e il Covid: come primi 12 mesi di amministrazione non c’è male! I novesi però un anno fa ci hanno chiesto un cambiamento forte nella guida della città, e lo avranno”.

La voce di Giacomo Perocchio al telefono è ‘carica’, esprime entusiasmo e determinazione, anche se la linea va e viene, e la comunicazione si interrompe più volte. Il giovane segretario cittadino e consigliere comunale della Lega è fra i tanti pendolari fra basso Piemonte e Genova, e in queste settimane sperimenta tutti i disagi che le cronache ci raccontano: “da casa all’Ospedale San Martino in auto impiegavo 50 minuti, ora possono essere anche due ore: una questione su cui come Comune possiamo far poco, ma i cittadini non possono pagare caro un servizio autostradale di questo tipo, è indecente”. Medico, specializzando in cardiochirurgia, Perocchio ha contratto il ‘virus’ della politica da ragazzino: “mi sono iscritto alla Lega a 14 anni, e non mi sono più fermato: ho avuto la fortuna di incontrare subito Riccardo Molinari, che all’epoca era coordinatore dei Giovani Padani. Eravamo un gruppo di ragazzi pieni di entusiasmo, ricordo ad esempio Mattia Roggero, che ha un anno in più di me, assessore ad Alessandria. Oggi siamo chiamati ad amministrare le nostre città in un momento difficilissimo, ma ci crediamo, e la passione è la stessa di allora”.

Proviamo allora a farci raccontare dal segretario cittadino della Lega (nipote del sindaco Cabella, tra l’altro) come stanno oggi le cose a Novi Ligure: da sempre ‘roccaforte’ della sinistra, “che è chiaramente ancora ‘sistema’ in città, e legittimamente ci incalza: anche se gli argomenti sono spesso pretestuosi, perché sanno benissimo quale situazione ci hanno lasciato in eredità”.

 

Dottor Perocchio, anzi in questo caso consigliere Perocchio, partiamo dal bilancio comunale. L’opposizione lamenta la mancanza di un bilancio preventivo 2020, e dice che i soldi ci sono, e voi non li sapete spendere…
Le cose stanno un po’ diversamente. Abbiamo ereditato una situazione complicata, che è stato necessario esaminare con attenzione, per non fare passi falsi. Soprattutto i conti sul fronte partecipate non erano esattamente così precisi, e realistici. Il bilancio preventivo del comune va presentato entro il 30 settembre, e se fossimo precipitosi, e magari un po’ ‘faciloni’ e spensierati, come il Partito Democratico in passato qui in città, i costi ridadrebbero poi sulle spalle, e nelle tasche, dei cittadini. Meglio essere realisti, e prudenti: oltretutto le conseguenze del Covid, sul fronte disagio e povertà, saranno pesanti: meglio allocare lì, sul sociale, tutte le risorse necessarie. Anche se questo dovesse significare rinviare di un anno alcuni progetti di sviluppo: i novesi sanno comprendere quali sono le priorità.

Tra queste priorità c’è anche il Cit a rischio fallimento?
Il Cit è un drammatico esempio di come il centro sinistra ha gestito questa città per decenni. Ora cercano di addossare a noi la responsabilità, ma è chiaro che nel 2020 il trasporto pubblico su gomma, peraltro in crisi praticamente ovunque, a Novi deve fare i conti con una gestione del passato assolutamente inadeguata. L’ho già detto nei giorni scorsi: l’attuale amministratore unico, da noi nominato, in questi pochi mesi ha lavorato egregiamente, riducendo le perdite, ed è nostra ferma intenzione cercare di salvare l’azienda, il servizio e i posti di lavoro, ma ovviamente occorrerà ascoltare tecnici ed esperti, e capire quali sono le strade concretamente praticabili, alla luce delle normative vigenti. Nei prossimi anni ci saranno appuntamenti importanti, come le nuove gare per il trasporto a livello inter-provinciale Alessandria Asti, e occorre arrivarci con un’azienda con i conti in ordine, e a mio avviso anche con un socio privato, per essere competitivi e riuscire ad offrire alla clientela un servizio di qualità, a costi sostenibili. Ci stiamo lavorando, sono giornate delicate, e decisive.

Porcone con la fissa del pelo batte fallimento Borsalino 3 a 0 [Controvento] CorriereAl 7

Anche su Acos c’è tensione: il PD ha bollato i nuovi vertici di inadeguatezza a priori, senza neppure dar loro il tempo di insediarsi….
(ride, ndr) Perdere il controllo di Acos per i piddini locali è stata una tragedia da seduta di psicanalisi, ancor peggio della sconfitta in Comune credo. E’ stata la loro roccaforte per trent’anni, e va dato atto a Mauro D’Ascenzi di essere stato un ottimo amministratore, e di averla fatta crescere con grandi capacità. Ma Acos non è proprietà di D’Ascenzi, o del Pd, e quindi non spettava a loro individuare i nuovi vertici. Il comune di Novi, socio di maggioranza della multiutility, credo abbia operato scelte di qualità, e sia amministratore delegato che presidente stanno lavorando ‘a testa bassa’ da quando è arrivata la nomina. Peraltro sottolineo che lo stanno facendo in piena armonia con i dirigenti e il personale dell’azienda: i circa 350 dipendenti del Gruppo Acos sono la sua più grande risorsa, e su di loro sarà costruito il futuro. Che prevede scelte importanti, a cominciare dal fronte rifiuti. Abbiamo sempre detto, come Lega e come centro destra, che la raccolta differenziata non basta, e che occorre valutare con attenzione la possibilità di realizzare un termovalorizzatore nel basso Piemonte. Sappiamo bene che le discariche, non solo da noi ma in tutta la provincia, vanno verso la saturazione, e ricordo che Iren, socio del Gruppo Acos, ha sul fronte termovalorizzatori una notevole esperienza, da Torino a Parma. E’ con loro quindi che sarà necessario avere un confronto molto approfondito sul tema.

Consigliere Peroccchio, parliamo ancora di trasporti: dal basso Piemonte alla Liguria un tempo era un attimo, o quasi. Oggi pare un’odissea…
Lo so bene, anche per esperienza diretta. Da parte dell’attuale Governo c’è stato certamente un forte deficit di attenzione su questo fronte: la sicurezza deve essere priorità assoluta, ma i gestori delle autostrade non possono pensare di continuare a far pagare a lungo pedaggi esosi, per un servizio pessimo. Purtroppo peraltro il disagio riguarda anche strade ex statali e provinciali, serve un ridisegno complessivo. Su rotaia per noi novesi su Genova va un po’ meglio: ma è su Milano che i disagi sono rilevanti, e ci tocca raggiungere Tortona in auto, o con collegamenti locali. Appoggiamo pienamente le istanze delle associazioni dei pendolari: per quanto possibile ed in suo potere il comune di Novi non si tira certamente indietro

Le Ferrovie dello Stato mettono in vendita gli scali merci di Alessandria e di Novi San Bovo CorriereAl

Altro fronte ‘caldo’, la logistica: il centro sinistra denuncia l’abbandono dei progetti su San Bovo, a favore di altre soluzioni, da Alessandria a Piacenza. E’ così?
Lo abbiamo spiegato più volte: occorre abbandonare una visione parcellizzata, localistica. Con la sindrome del campanile, e del brutto anatroccolo, l’ex sindaco Muliere ha fatto poca strada, e ha perso le elezioni, citando appunto Alessandria e Piacenza come potenziali rivali. La realtà è molto diversa: il Terzo Valico prevede un rilancio di tutta l’area del basso Piemonte, sul fronte della logistica. Il comune di Novi ha deciso di tornare in Slala, come socio, proprio perché quella è la cabina di regia dove sarà possibile costruire un percorso integrato di crescita. Non Novi contro Alessandria, o Tortona, o Piacenza. Ma uno scacchiere di sviluppo in cui ognuno potrà avere un proprio ruolo, peso, specializzazione. Negli ultimi due anni, grazie soprattutto al lavoro svolto a Roma da Riccardo Molinari, sono stati fatti passi decisivi in avanti: ma non per Alessandria, o Novi, o Rivalta Scrivia: per tutto il basso Piemonte alessandrino. Questa è la strada che intendiamo percorrere nei prossimi anni.

Outlet, Ilva e altri insediamenti industriali: si rischia la desertificazione?
No, non credo. Ci sono diverse criticità, che in qualche caso il covid ha reso più evidenti. Ma si sta lavorando, su tutti i fronti principali, per trovare soluzioni positive. In ordine: su Pernigotti, nonostante un certo miope ostruzionismo del centro sinistra che ha rischiato di far saltare tutto sul fronte stabilimento novese, l’accordo è raggiunto. Ora ci auguriamo che il mercato risponda positivamente, e che l’azienda torni a crescere. Così anche per l’Outlet: con il ritorno in autunno degli stranieri il polo del lusso di Serravalle Scrivia tornerà ad essere una risorsa per tutto il nostro territorio, in termini turistici. Abbiamo le carte in regola per essere polo enogastronomico e ricettivo di grande valore, e il comune vuol fare la sua parte, mettendo a disposizione i locali dell’ex ristorante a fianco del Museo dei Campionissimi per la realizzazione di laboratori di cucina, fondamentali per i nostri ragazzi che vogliono specializzarsi nel settore. Con l’auspicio che appunto possano poi trovare lavoro in zona, o sviluppare qui loro imprese, senza dover emigrare per lavorare. Ilva, infine: ovviamente il futuro dello stabilimento novese è legato ad oggi a quello di Taranto: ma qui c’è un impianto di prim’ordine, e siamo in un’area davvero strategica, non solo per il Nord Italia, ma anche per la Francia. Sono certo che ci sia un futuro di occupazione e sviluppo anche su quel fronte.

Espianto di fegato e rene all’Ospedale di Novi Ligure CorriereAl

Sanità: dopo il Covid, serve un potenziamento degli ospedali di territorio?
Certamente sì, e per farlo non si può prescindere da una revisione della normativa regionale, a sua volta applicazione della riforma Monti Balduzzi, ‘madre’ di tutti i tagli in sanità degli ultimi anni. Sottolineo però che a Novi, in stretta ed efficace collaborazione con la Asl, l’emergenza sanitaria è stata affrontata e gestita in maniera davvero efficace, così come è successo con i buoni spesa per le persone che più ne avevano necessità: con consegna a più step, rapida e a domicilio. Certo, se il Pd per interessi ‘di bottega’ non avesse di fatto ‘congelato’ lo scorso anno l’attività della Conferenza provinciale dei sindaci dell’Asl si sarebbe potuto fare anche meglio: il nostro sindaco Cabella e il sindaco Chiodi di Tortona, in particolare, si stanno adoperando per sbloccare la situazione al più presto.

Copia di Al via venerdì a Novi Ligure il Festival delle Conoscenze CorriereAl 1

Quale Novi si immagina per il 2024, consigliere Perocchio? Il centro destra alla guida della città sarà solo una parentesi, o è l’inizio di un ciclo?
(riflette, ndr) Questo lo decideranno i cittadini di Novi, per fortuna: si chiama democrazia, e teniamocela stretta. Inutile negarlo: come sarà Novi tra quattro anni dipende da come sarà allora l’Italia, e il momento è certamente difficile. Credo però che apriremo un ciclo, e non saremo solo una parentesi, se come Lega e come centro destra sapremo mantenere fede alla nostra promessa di cambiamento. Novi è stata governata quasi ininterrottamente, dal dopoguerra ad oggi, sempre dalla stessa parte politica, e che questo nel lungo periodo quasi sempre genera effetti negativi lo capisce anche un bambino, non serve essere politologici. La sfida per noi comincia ora, nel post Covid: e ci sentiamo pronti ad affrontarla.